Elezioni europee. Exit poll Irlanda e sondaggi in Francia e Germania

history 4 minuti di lettura

Venerdì in Irlanda si è votato per le elezioni europee e, in contemporanea, per un referendum su alcune norme sul divorzio veloce. Gli exit poll dell’istituto Red C, fatti per conto della televisione irlandese RTÈ, vedono in grande avanzata i Verdi guidati da Ciarán Cuffe che potrebbero avere due seggi sugli undici che spettano all’Irlanda nel Parlamento europeo, triplicando il 3% delle politiche del 2016. I partiti europeisti sono dati in vantaggio, forse favoriti da una campagna che ha avuto come principale convitato la Brexit che, a seconda di come verrà realizzata, tocca in maniera più o meno pesante sulla vita dei cittadini. La sinistra perde terreno e questo nonostante l’Irlanda non sia immune, anzi, da sperequazioni sociali e povertà a cui non sono estranee le politiche liberiste del governo. Nelle circoscrizioni del Nord Ovest e del Sud i due candidati di Fine Gael, a cui capo c’è il premier Leo Varadkar, sono in testa secondo gli exit poll.

Dall’altro lato del Mare d’Irlanda, in attesa di avere i risulti britannici, Theresa May ha annunciato in lacrime le sue dimissioni spiegando tra l’altro che la sua perseveranza, anche quando le probabilità di successo non erano alte, era giusta, ma «ora mi è chiaro che è nel migliore interesse del paese che un nuovo primo ministro conduca questo sforzo».

In Francia, il più recente sondaggio di Ipsos-Sopra Steria per Le Monde parla di una affluenza al 47% e da al 25% l’estrema destra di Rassemblement national (Rn), l’ex Front national di Marine Le Pen con a capo il 23enne Jordan Bardella che nonostante l’età ha già una discreta esperienza essendosi al Front national all’età di 16 anni. Al 23% è data La République En Marche capeggiata dalla ministra per gli Affari europei, Nathalie Loiseau. Molto indietro tutti gli altri a cominciare dal Partito socialista che, dato lo sbarramento, finirebbe con in non avere nemmeno un seggio in Europa, così come il Partito comunista francese. I verdi dell’ Europe Écologie Les Verts (EEV) sono accreditati del 9% ancora in aumento rispetto a precedenti rilevazioni, mentre la formazione Les Républicains (LR), partito gaullista e libéral-conservatore avrebbero il 13% dei voti. A sinistra la France Insoumis è data all’8,5%.

In Germania alle elezioni europee si sfideranno più di 40 gruppi con quasi 1.300 candidati per tentare di superare lo sbarramento del 5% e avere un0 dei 96 seggi che la nazione elegge al Parlamento europeo. La maggior parte di loro non ci riuscirà. Grande assente la “mamma” Angela Merkel che si sta preparando (forse) alla sua uscita dalla politica che avverrà nel 2021. Solo ieri ha dato il suo appoggio, durante la manifestazione di chiusura della campagna elettorale, a Manfred Weber della Csu, candidato del Partito Popolare Europeo alla guida della Commissione Europea.
Nella stanca campagna elettorale è stato l’intervento del giovane youtuber Rezo che con un video intitolato La distruzione della Cdu, «in cui si scaglia senza sconti contro il partito di Merkel, riportando il dibattito su temi squisitamente nazionali, come il divario crescente tra ricchi e poveri, il fallimento delle politiche sul clima, gli scarsi investimenti nell’istruzione e quelli, sempre più consistenti negli armamenti. [tematiche] ridicolizzate dalla segretaria della Cdu Annegret Kramp-Karrenbauer: “Mi sono chiesta perché non siamo responsabili anche delle sette piaghe d’Egitto”, ha commentato, scatenando subito un’ondata di solidarietà da parte di 70 tra i più noti youtuber tedeschi, che chiedono in coro di andare a votare ma non per i cristiano democratici della Cdu, né per i socialdemocratici della Spd che governano con loro e nemmeno per il partito sovranista AfD, partiti considerati “irrispettosi, incompetenti e indifferenti ai cambiamenti climatici”»[1].
E infatti i Verdi tedeschi dovrebbe più che raddoppiare i consensi e volare oltre il 19% dei consensi. Tutti i partiti più importanti arretrerebbero fatta eccezione per l’estrema destra dell’Afd stabile al 13% così come la sinistra con Linke al 9%.

In Italia il dibattito è dominato dall’onnipresente scontro all’interno della maggioranza di governo. Televisioni e stampa quasi prigionieri della sfida tra Salvini e Di Maio per poter sedersi al tavolo delle prossime trattative in Consigli dei Ministri con una forza maggiore. In Italia domenica 26 maggio si vota anche per le amministrative e sono interessati 3.829 i comuni, oltre la metà della Penisola e che ci daranno sicuramente una nuova geografia politica e di potere.
[1] Mauro Meggiolaro, “Europee 2019: in Germania, comunque vada, ha già vinto la Rete”, https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/05/25/europee-2019-in-germania-comunque-vada-ha-gia-vinto-la-rete/5206357/, 25 maggio 2019

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condividi l'articolo.
Condividi la cultura.
Grazie

In this article