Elezioni in Svezia: l’ondata dell’estrema destra al 20%

Svezia parlamento Riksdag
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In Svezia, con queste elezioni, l’estrema destra dei Democratici svedesi (SD)se non andrà al governo  sicuramente influenzerà – più di quanto sia accaduto finora – la politica dell’esecutivo.
Al momento in cui scriviamo le elezioni parlamentari in Svezia non hanno dato un risultato che possa dare un governo con una maggioranza assoluta. Il motivo è che il margine tra le due possibili coalizioni – quella del centro sinistra guidata dalla premier socialdemocratica Magdalena Andersson e quella della destra capeggiata dal leader del Partito moderato Ulf Kristersson – sono distaccati di un solo seggio a favore del centro destra (174 vs 175 sui 349 seggi totali del Parlamento). Il conteggio finale dei voti avverrà mercoledì perché non sono stati scrutinati ancora i 314 distretti con i voti anticipati [1] e quelli all’estero. E così il risultato definitivo ci sarà il 15 settembre secondo molti osservatori.

Il partito DS fu fondato nel 1988 da fascisti svedesi e preso in mano nel 2005 da Jimmie Åkesson e alcuni suoi amici che negli anni lo hanno portato  dal 5,7% della prima volta in Parlamento dodici anni fa al momentaneo 26,1% nelle elezioni chiusesi ieri e con una crescita rispetto al 2018 del 3,1%. L’annunciato successo dei Democratici svedesi ha fatto dire questa mattina al loro leader Jimmie Åkesson che “in questo momento sembra che ci sarà un cambio di potere”, riferendosi al fatto che potrebbe esserci un’alleanza con altre formazioni di centro e di destra. Stiamo parlando dei conservatori del Partito moderato che per molto tempo nei sondaggi erano il secondo partito ma hanno chiuso al momento al terzo posto con il 19,1% (-0,7), la Democrazia Cristiana (KD) al 5,4% (-0,9) i Liberali al 4,6% (-0,9) che potrebbero formare il nuovo governo con dell’estrema destra, magari con un appoggio esterno.

La vittoria è fondamentalmente quella della enorme crescita dei consensi dei sobborghi degradati dove si concentrano i cittadini stranieri mentre il centro sinistra è al comando nelle grandi città da Göteborg, Malmö e la capitale Stoccolma.

Non sarà semplice che la destra governi perché comunque divisioni ci sono e non è facile immaginare che il premier non sia espresso dal partito con i maggiori voti e cioè dai socialdemocratici. Inoltre “alcuni analisti politici stanno già studiando la possibilità di una grande coalizione in stile tedesco tra socialdemocratici e conservatori. Altri, l’opzione che i liberali finalmente voltino le spalle all’estrema destra” [2]. Ad esempio mentre SD vuole un impegno immediato che porti la Svezia ad essere l’ultima nazione per immigrazione in Europa, i liberali sono hanno una posizione che tutela il diritto al ricongiungimento familiare.

Nemmeno a sinistra fila tutto liscio perché se da una parte esiste un collante che si chiama antirazzismo dall’altra ci sono questioni non facilmente risolvibili come l’opposizione del Partito di sinistra all’entrata nella NATO accompagnata dalle pesanti critiche per aver fatto concessioni sui curdi in Svezia al presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

Se consideriamo i singoli partiti a vincere le elezioni sono stati i Socialdemocratici (S) con il 30,5% e con un più 2,2% rispetto al 2018, mentre sono i suoi alleati del Partito della Sinistra (V) riportano il 6,1% (-1,3), il Partito di Centro (social-liberale) il 6,7% (-1,9) e i Verdi (MP) in crescita al 5,1% (+0,7).

Smarcata a larghissima maggioranza la richiesta di adesione alla NATO per fronteggiare la minaccia russa, la campagna elettorale è stata dominata dal tema della violenza delle gang criminali che la destra, come fa in giro per il mondo, ha collegato direttamente alla eccessiva presenza di immigrati dovuta a politiche di apertura dei socialdemocratici in passato, Politica socialdemocratica che negli ultimi tempi ha comunque rincorso la destra nell’adottare politiche più restrittive.

Le bande criminali sono presenti e violente. L’ultimo episodio grave si è verificati il 19 agosto scorso quando a Malmö uno scontro a fuoco tra bande rivali ha provocato la morte di un uomo e il ferimento di una donna.

La Svezia è l’unico paese europeo in cui negli ultimi dieci anni sono aumentati gli omicidi con arma da fuoco. Nel 2022 già 44 persone sono morte in questo modo. In tutto il 2020 erano state 47. Secondo i dati del Consiglio per la prevenzione del crimine di Stoccolma, ente governativo specializzato nel tema, in Svezia ci sono ogni anno circa 4 morti per arma da fuoco per ogni milione di abitanti, rispetto a una media europea di 1,6. Si ritiene che una delle cause principali di questo problema sia proprio la presenza delle molte bande criminali attive nel paese” [3].

A non farsi trasportare da scelte xenofobe e securitarie è stato il Partito della sinistra con a capo la giovane e radicale Nooshi Dadgostar che

da quando ha assunto la leadership di V ha deciso di abbandonare lo storico atteggiamento subalterno alla socialdemocrazia incalzando, da sinistra, il governo a partire dal tema degli affitti sociali che, lo scorso anno, gli diedero molta visibilità e consenso. Consenso che la giovane leader di origine curdo iraniane ha giocato in campagna elettorale focalizzandosi sul superamento della ‘scuola di mercato’  indicata come causa della divisione di classe tra le giovani generazioni e anche dei fenomeni di criminalità giovanile [4].

Del resto “secondo diversi osservatori, il rafforzamento delle bande sarebbe infatti in buona parte dovuto ai gravi problemi di esclusione sociale e disuguaglianze economiche che caratterizzano molte aree urbane della Svezia: soprattutto quelle più povere, abitate da immigrati di prima e seconda generazione” [5].

Sta di fatto che “le preoccupazioni degli elettori come l’aumento dei prezzi dell’energia, il fallimento delle scuole e le lunghe code per l’assistenza sanitaria sono state soffocate da un’attenzione incessante sull’immigrazione e sulla criminalità” [6].

Intanto dovremo aspettare ancora qualche ora per capire fino a che punto la politica della destra sarà maggioritaria in un Paese che ha dato i natali a Olof Palme.

Pasquale Esposito

[1] La legge elettorale svedese consente di iniziare a votare prima e soprattutto anche con il voto già espresso è possibile avere un ripensamento e cambiare preferenza entro la data ultima che in questo caso era l’11 settembre.
[2] Carlos Torralba, El Partido Socialdemócrata gana las elecciones en Suecia pero la subida de la derecha deja en el aire el Gobierno, 12 settembre 2022
[3] Le bande criminali sono al centro della campagna elettorale svedese, 7 settembre 2022
[4] Roberto Pietrobon, Sicurezza batte welfare, c’era una volta la Svezia, 11 settembre 2022
[5] Le bande criminali sono al centro della campagna elettorale svedese, 7 settembre 2022
[6] David Crouch, Swedish election: far right makes gains but overall result on knife-edge, 12 settembre 2022

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