Elezioni Irlanda. Storica vittoria dello SinnFéin con un programma di sinistra

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Il partito nazionalista di sinistra, Sinn Féin ha vinto le elezioni di sabato scorso in Irlanda e questa non è una buona notizia per il premier britannico Boris Johnson. E non arrivano buone notizie nemmeno dalla Scozia dove il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon ha dichiarato l’altro giorno che “stiamo lasciando l’UE in un momento in cui non abbiamo mai beneficiato così tanto dell’Unione, in cui non c’è mai stato così tanto bisogno di UE” e che è un obiettivo quello di “tornare nel Parlamento europeo come una nazione indipendente” e quindi attraverso un nuovo referendum come è stato già annunciato.
La Brexit sarà un problema serio non solo per le questioni da redimere con l’UE ma anche per quanto può accadere per l’unità del Regno Unito. E non credo che Boris Johnson possa pensare di che una soluzione sia quella della costruzione di un ponte tra la Scozia e l’Irlanda del Nord.

I risultati del voto e seggi in Irlanda
Il partito più votato è stato lo Sinn Féin, in gaelico irlandese “noi stessi” o “noi soli”, che con il suo 24,5% (+10,7%) per la prima volta è la prima compagine nazionale, seguito dal Fianna Fáil (Soldati del  Destino) di centro-destra al 22,2% (-2,1%) e poi l’altro partito di centro-destra Fine Gael (Famiglia/tribù degli irlandesi), attualmente a capo del governo, con il 20,9% (-4,6%).
Grande exploit dei verdi del Green Party al 7,7% (+4,4%), al quinto posto troviamo il Labour Party di centro sinistra che sconta gli accordi con il centro-destra per l’austerità e la scissione dei socialdemocratici.
Per la legge elettorale irlandese l’assegnazione dei seggi non riflette completamente l’andamento delle preferenze. Infatti la maggioranza relativa dei 160 seggi del Parlamento è andata al Fianna Fáil con 38 seggi immediatamente seguito dallo Sinn Féin con 37 e con 35 il Fine Gael; sono 12 i seggi assegnati ai verdi e 6 ai laburisti. Il grande balzo in avanti dello Sinn Féin con 14 seggi in più rispetto al 2016 è controbilanciato dai meno 15 seggi del Fine Gael il cui leader Leo Varadkar è stato finora il Primo ministro.

Si tratta di elezioni storiche   per la fine del dominio dei due partiti di centro-destra che hanno dominato la scena politica irlandese per quasi cento anni. Un editoriale dell’Indipendent ricorda che per trovare qualcosa solo di simile bisogna tornare al 1933 quando Eamon de Valera, leader del Fianna Fáil vinse le elezioni prendendo pacificamente il potere dopo il “partito aveva vinto una sanguinosa Guerra Civile un decennio prima” [1].

Elezioni storiche perché a vincerle è stato lo Sinn Féin che potrebbe governare il paese con la sua leader Mary Lou McDonald che non porta con sé un’eredità scomoda, quella dei legami con gli ambienti paramilitari. Una vittoria storica perché finora il partito è stato associato all’IRA del quale era il braccio politico.

Non sarà facile arrivare a formare il nuovo governo. Nel 2016 ci vollero 70 giorni prima di arrivare ad una soluzione che vedeva l’appoggio esterno. Sia Fine Gael che Fianna Fáil hanno diversi elementi di incompatibilità con lo Sinn Féin e ribaditi in campagna elettorale; nemmeno semplice è una coalizione di governo tra di loro. Va detto che nel Parlamento irlandese sono stati eletti ben 19 candidati indipendenti che rappresentano una caratteristica della politica a Dublino e questo non facilita evidentemente la nascita di un governo. Va detto anche, questo per ricordarlo ai detrattori dei sistemi proporzionali, che il governo attuale nonostante non avesse una maggioranza diretta è durato quattro anni.
Vedremo se Micheal Martin, leader del Fianna Fáil, ha una qualche intenzione di ritornare sui suoi passi quando dice che “sono un democratico e rispetto il verdetto del popolo“.

La posizione dello Sinn Féin sulla riunificazione dell’Irlanda sotto un’unica bandiera, tra l’altro resa formalmente possibile da un referendum previsto con gli accordi del 1998. È chiara tanto che, al momento il partito ha escluso la partecipazione a governi senza l’impegno ad avviare a pianificare da subito il referendum che dovrà svolgersi entro il 2025.
Ma quella della riunificazione non sembra essere stata la ragione principale della sua vittoria. Infatti numerosi analisti sostengono che i motivi vanno ritrovati nella ”piattaforma sociale ed economica di sinistra radicale proposta dallo Sinn Fein su temi sensibili come sanità o caro alloggi, in nome della lotta a quelle disuguaglianze che il rilancio del Pil e dei dati sull’occupazione di questi anni non è riuscito a stemperare “ [2]. Su posizioni simili c’era anche un altro gruppo della sinistra radicale, People Before Profit–Solidarity che conserva 5 dei seggi in Parlamento.
Tra i temi della campagna c’è stato quello dei senza tetto e in generale dell’emergenza abitativa con diecimila persone che vivono in tenda per mesi e con prezzi delle affitti elevati. Per non parlare delle pensioni e poi del sistema sanitario nazionale che non riesce a dare un’assistenza adeguata.

All’indomani della vittoria dello Sinn Féin il mondo finanziario ha accusato il colpo con i settori immobiliare e bancario a perdere diversi punti percentuali in borsa. La preoccupazione di questi ambienti economici è la possibilità che un governo con lo Sinn Féin metta in atto quanto promesso e cioè aumento del “prelievo bancario a 200 milioni di euro da 150 milioni di euro e di mettere fine all’utilizzo da parte delle banche delle perdite dell’era del crash per proteggere i profitti attuali. [,,,] anche le proposte radicali per ampliare la fornitura di alloggi statali, imponendo al contempo il blocco degli affitti e per aumentare l’imposta di bollo sugli affari non residenziali. Altre proposte includono il divieto di vendere mutui in sofferenza ai fondi avvoltoio e di dare alla Banca centrale il potere di limitare i tassi ipotecari” [4].
Pasquale Esposito

[1] “The people have spoken – now politicians must act”, https://www.independent.ie/opinion/editorial/the-people-have-spoken-now-politicians-must-act-38941057.html, 10 febbraio 2020
[2] “Elezioni in Irlanda, boom Sinn Fein alle urne ma Varadkar tiene”, https://www.ilmessaggero.it/mondo/elezioni_irlanda_diretta_live_ultimissime_9_febbraio_2020-5040055.html, 9 Febbraio 2020
[3] David Chance and Ailish O’Hora, “Sinn Féin surge wipes €700m off AIB and BoI”, https://www.independent.ie/business/irish/sinn-fein-surge-wipes-700m-off-aib-and-boi-38945672.html, 11 febbraio 2020

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