Ghana. Elezioni pacifiche

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Negli ultimi tempi le elezioni nel continente africano possono far presagire, magari per qualche pregiudizio  di troppo, una contesa dura con risvolti violenti [1]. Ma così non è stato in Ghana. Le elezioni presidenziali e parlamentari si sono svolte senza particolari problemi – eccezion fatta per qualche arresto [2] –  e la loro sostanziale regolarità è stata testimoniata anche dalla Commissione Elettorale dell’UE presente dal primo novembre nel paese che dal Carter Center [3].

Una regolarità che forse, come sostenuto da Emmanuel Gyimah-Boadi del Ghana’s Centre for Democratic Development, è parte di un <<desiderio popolare>> che vuole mantenere la diversità e la supremazia nei confronti del continente partendo dall’essere la prima nazione sub-sahariana a divenire indipendente nel 1957 [4]. E tutto ciò è tanto più rilevante se si analizza il risultato del voto che non ha decretato la vittoria definitiva di uno dei candidati e lo scarto percentuale tra i primi due non è così elevato e avrebbe potuto, già durante lo spoglio, dare adito ad accuse di brogli. Tutto è rimandato al 28 dicembre prossimo quando si svolgerà il ballottaggio in quanto nessuno dei candidati ha superato al primo turno il 50% dei voti.

Dallo scrutinio dei 230 seggi per le presidenziali, Nana Akufo-Addo candidato del Nuovo Partito Patriottico (Npp) e espressione del governo ha ottenuto il 49,13% dei voti contro il 47,92% di John Atta Mills rappresentante per il Congresso nazionale democratico (Ndc). Entrambi sessantaquattrenni il primo Procuratore Generale e Ministro degli Esteri sotto il presidente uscente President John Kufuor, mentre Atta Mills lettore alla University of Ghana aveva già avuto incarichi dal 1997 al 2000 come vice presidente di Jerry John Rawlings.

Gli altri sei candidati –  di cui uno solo indipendente –  hanno raccolto poco più del 10% in totale dei voti validi [5]. Su un totale di oltre 12 milioni di aventi diritto i voti validi sono stati oltre 8,4 milioni.

Per i seggi all’Assemblea nazionale sarà l’Ndc ad avere la maggioranza relativa e per la prima volta governo e parlamento avranno due maggioranze opposte e potrebbe non essere un male per migliorare l’attività di controllo sull’esecutivo.

Il governo uscente ha incentivato politiche di liberismo economico e sull’onda degli andamenti dei mercati internazionali il paese ha goduto negli ultimi anni di una crescita del 5%-6% annuo. Dopo otto anni  di presidenza Kufuor il PIL ghanese è passato da 3.9 miliardi di dollari a più di 16 miliardi e secondo la Banca Mondiale risulta una delle migliori economie dell’Africa occidentale dove investire [6].
<<Ma molti ghanesi sostengono che la crescente ricchezza visibile nello sviluppo residenziale e nella auto di lusso che girano per la capitale Accra  – li ha ignorati. I critici del governo si lamentano della corruzione, e l’ondata di traffico di cocaina nell’Africa Occidentale negli ultimi anni non ha risparmiato il Ghana. Lo scorso anno un membro del partito Npp di Kufour è stato arrestato negli Stati Uniti per spaccio di eroina>> [7].

Nonostante altre opportunità economiche e finanziarie che verranno grazie allo sfruttamento di giacimenti petroliferi scoperti di recente e che potrebbe fruttare una produzione giornaliera di 120.000 barili al giorno molta è la strada da percorrere per migliorare le condizioni di vita della grande maggioranza della popolazione e che il nuovo presidente dovrà farsi carico. Infatti per sintetizzare con una misura si può ricordare che il Ghana al 135° posto su 177 paesi per l’Indice di Sviluppo Umano nel rapporto del 2007 dell’ONU.
Prima di chiudere vorrei segnalare che un seggio al parlamento è stato conquistato, di rientro da una lunga permanenza all’estero Italia compresa, la figlia quarantottenne del leader dell’indipendenza ghanese Samia Yaba Nkrumah [8].

Pasquale Esposito

[1] Il riferimento  è a quanto successo dopo le elezioni in Kenya o in Nigeria e Zimbabwe  dove poco o nulla era nella regolarità democratica.
[2] Ne fa cenno l’agenzia governativa riferendosi a persone che hanno provato a votare più volte o si sono macchiate di atti violenti. La stessa fonte fa riferimento ad alcune contestazioni da parte dei partiti in alcuni seggi elettorali www.ghananewsagency.org, 10 dicembre 2008.
[3] “Aiming to do better”, www.economist.com, 6 dicembre 2008
[4] Il Carter Center durante le elezioni di domenica scorsa impegato 57 osservatori con a capo Ketumile Masire, ex Presidente del Botswana, Justice Joseph Warioba, ex primo ministro della Tanzania, e John Stremlau, vice presidente del programma di pace per The Carter Center. Sono stati controllati più di 300 seggi in 30 distretti osservando sia la fase di voto che di scrutinio. Le conclusioni parlano di elezioni pacifiche, trasparenti. “Ghana’s Voters Renew Commitment to Open and Competitive Elections”, www.cartercenter.org, 9 dicembre 2008; cfr. anche “Elezioni: candidato governativo alla presidenza in lieve vantaggio”, www.misna.org, 10 dicembre 2008
[5] Per una breve descrizione dei candidate e di alcuni dei temi del loro programma cfr. “GHANA: Critical is sues in 7 December elections”, www.irinnews.org, 4 dicembre 2008
[6] Ken Ofori-Atta, Ghana: Election Focuses on Issues, Not Personalities, www.allafrica.com, 2 dicembre 2008
[7] “Ghana elegge il nuovo presidente per entrare in era petrolifera”, www.borsaitalian.reuters.it, 7 dicembre 2008
[8] per la sua storia e le sue recenti posizioni cfr. Emilio Manfredi, “In nome del padre”, D di Repubblica, pagg. 59-65, 21 novembre 2008 e Stefano Piazza, “Ghana, la nuova redentrice”,
www.peacereporter.it, 11 aprile 2008

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