Elezioni Polonia. In vista una nuova vittoria della destra populista

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Sono oltre 30 milioni gli aventi diritto al voto per le elezioni del 13 ottobre in Polonia, per eleggere 460 deputati della Sejm (Dieta) e 100 senatori dai quali verrà fuori il nuovo governo. Quello che accade in Polonia, il sesto stato più popoloso dell’Unione Europea, capofila del Gruppo di Visegrad, con un’economia in grande spolvero, mai arretrata nemmeno durante gli anni della crisi successiva  allo scandalo dei subprime, con un ruolo strategico di rilievo (leggi anche il via libera degli USA per l’acquisto di 32 cacciabombardieri invisibili F-35) in funzione anti-Russia, è importante per tutto il Vecchio Continente.

Małgorzata Kidawa-Błońska. Foto dal sito della candidata

Dagli ultimi sondaggi sembra che non ci sia scampo per l’opposizione perché il partito di destra, populista e nazionalista, Diritto e giustizia (PiS) otterrebbe il 42% delle preferenze restando largamente al primo posto. All’opposizione troviamo Coalizione civica (Ko) il cui azionista di maggioranza è Piattaforma Civica (Po), il partito liberal-conservatore fondato dall’attuale Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e con candidata Primo ministro Małgorzata Kidawa-BłońskaSinistra (Lewica) di ispirazione socialista; Coalizione polacca (Kp) raggruppamento di partiti europeisti come i cristiano-democratici del Partito Popolare Polacco (Psl) e i populisti anti-establishment (recentemente convertitisi all’europeismo) di Kukiz’15.
I risultati potrebbero essere lusinghieri per loro ma risulteranno inconcludenti perché divisi. L’istituto Kantar nella rilevazione di qualche giorno fa accreditava Ko al 29%, Sinistra al 13% e Kp al 6%. Ricordiamo che lo sbarramento per le coalizioni è previsto all’8% e al5% per i partiti singoli,

Come spiega Adam Easton sulla Bbc, Jarosław Kaczyński il leader indiscusso del PiS, conduce mediaticamente le battaglie politiche identificando «le minacce alla società polacca – durante la campagna elettorale quattro anni fa, ha affermato che i migranti mediorientali potrebbero portare “parassiti e protozoi” in Polonia», mentre questa campagna elettorale è stata dominata dal tema dei diritti LGBT+ visti come «una minaccia per le famiglie e i valori tradizionali polacchi» [1].
Una minaccia che sembra condivisa da vasti strati della popolazione, in particolare tra gli uomini. Ad Aprile un’indagine su un campione rappresentativo di 800 giovani polacchi diceva che «tra gli uomini di età compresa tra 18 e 30 anni, il 62% ha dichiarato di sostenere partiti nazionalisti, populisti o di estrema destra e il 33% ha sostenuto quelli liberali o di sinistra. Tra le donne, il 55% ha sostenuto partiti liberali o di sinistra e il 43% era a favore dei nazionalisti. In un altro sondaggio del mese scorso, ai polacchi sotto i 40 anni è stato chiesto di nominare la più grande minaccia per il paese. Tra le donne la risposta più popolare è stata la crisi climatica, mentre tra gli uomini è stata “l’ideologia di genere e il movimento LGBT”» [2].

Ma la sconfitta non sarà solo figlia della difesa dei valori della famiglia o della contrarietà all’eutanasia, dell’aborto e più in generale delle tradizioni. Innanzitutto bisogna tener conto del fatto che l’economia continua a crescere a ritmi molto superiori a quelli dell’Europa e la disoccupazione è poco oltre il 5%. Non solo, in piena continuità con i precedenti interventi come il bonus per ogni figlio a carico per 550 złoty (circa 120 euro ) al mese, ora la potente macchina di Jaroslaw Kaczynski ha messo in campo altre allettanti proposte come l’aumento del salario minimo a tremila złoty entro il 2020 e a 4 mila złoty entro la fine del 2023, una quattordicesima per le pensioni, il supporto ai contadini. Il PiS controlla anche molto bene le regioni che nel passato sono state dimenticate grazie a sussidi e investimenti [3]. Se poi ci si mette anche «il gravissimo scandalo dell´inquinamento della capitale Varsavia. Per 24 ore il sindaco liberal e pro-lgbt Trzaskowski avrebbe taciuto – accusa il governo – la notizia del guasto letale al costosissimo e nuovissimo depuratore centrale. Per cui acqua gravemente inquinata da liquami fecali si è sparsa nel fiume Vistola. Solo l´intervento dell´esercito che ha approntato in corsa acquedotti e pontoni provvisori e distribuito acqua potabile ha risolto la situazione» [4].

Non che non ci siano argomenti in Polonia per contrastare la destra al potere, non ultimo la mozione di sospensione del Parlamento con il pretesto di consentire ai legislatori di ogni partito di seguire la loro campagna elettorale, quindi la difesa della democrazia, dello stato di diritto, la difesa delle libertà individuali, la difesa della laicità, in un Paese dove la Chiesa è invadente (L’arcivescovo di Cracovia, riferendosi ai movimenti LGBT+, li ha definiti “peste arcobaleno”), il surriscaldamento globale sul quale in governo non fa nulla, ma l’opposizione è divisa per poter arrivare a governare.

A meno che nel prossimo futuro non si faccia affidamento ai risvolti di una sentenza della Corte di giustizia europea che «coinvolge una coppia polacca che aveva ottenuto un mutuo indicizzato in franchi svizzere (all’inizio convenienti e poi estremamente costosi) da una banca polacca e successivamente ha citato in giudizio la propria banca sostenendo che le condizioni contrattuali erano illegali e chiedendo alla banca di pagare la differenza del rischio cambio» e questa potrebbe non essere una buona notizia per il settore creditizio e per il paese [5].
Pasquale Esposito

[1] Adam Easton, “Polish election: Leader targets gay rights as threat to society”, https://www.bbc.com/news/world-europe-49904849, 8 ottobre 2019
[2] Shaun Walker, “Poland’s drift to right divides young male and female voters”, https://www.theguardian.com/world/2019/oct/08/poland-election-drift-to-right-divides-young-male-and-female-voters, 8 ottobre 2019
[3] Jakub Iwaniuk, “In Polonia, il PiS dominante sta facendo una campagna nelle sue roccaforti rurali”, https://www.lemonde.fr/international/article/2019/10/06/en-pologne-le-pis-au-pouvoir-investit-dans-ses-fiefs-ruraux_6014414_3210.html, 6 ottobre 2019
[4] Andrea Tarquini, “Polonia, Parlamento sospeso. Protesta l’opposizione”, https://www.repubblica.it/esteri/2019/09/12/news/alta_tensione_in_polonia_tra_la_maggioranza_sovranista_pis_dirittto_e_giustizia_favoritissima_nei_sondaggi_e_le_opposizi-235803663/, 12 settembre 2019
[5] Vittorio Da Rold, “Sul voto polacco, con la destra populista in vantaggio, grava un macigno da 23 miliardi: la sentenza Ue sui mutui in franchi svizzeri”, https://it.businessinsider.com/sul-voto-polacco-con-la-destra-populista-in-vantaggio-grava-un-macigno-da-23-miliardi-la-sentenza-ue-sui-mutui-in-franchi-svizzeri/, 8 ottobre 2019

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