Elezioni Regionali in Abruzzo fra molte incertezze

Abruzzo Pescara

In un anno ad alta densità elettorale, il 10 marzo si terranno le elezioni in . È inutile negare che questa chiamata alle urne si possa presentare indenne dalle conseguenze del voto in Sardegna di pochi giorni addietro; una contenuta euforia da parte della coalizione larga o larghissima, come l'hanno chiamata i commentatori, che sostiene il candidato sfidante Luciano D'Amico, fa da contraltare alle certezze di vittoria del concorrente del centro destra, governatore uscente, Marco Marsilio.

Come detto, domenica 10 marzo i cittadini aventi diritto al voto dei 305 comuni della Regione, potranno votare per l'elezione del Presidente regionale e per il rinnovo del Consiglio. Quest'ultimo è composto da 31 membri – previsti 7 consiglieri per ciascuna le circoscrizione di L'Aquila, Teramo e Pescara mentre per Chieti ne sono 8. Entrano poi a far parte di diritto dell'Assemblea il Presidente eletto e il candidato alla carica di Presidente che ha conseguito un numero di voti validi immediatamente inferiore.

La legge elettorale dell'Abruzzo si basa su un sistema proporzionale con soglia di sbarramento al 4% per le liste singole e del 2% per le liste che invece si posizionano all'interno di una coalizione, e prevede che l'elettore possa:
– votare un candidato Presidente, ma il voto non si estende alla lista collegata;
– votare una lista, e il voto si estende anche al candidato ad essa collegato
– votare un candidato Presidente e una delle liste ad esso collegate

Non è consentito il voto disgiunto.

Dopo lo spoglio delle schede, verrà eletto Governatore il candidato che avrà preso anche un solo voto più dell'altro, e a seconda del numero di voti ottenuti, verrà assegnato al vincitore un premio di maggioranza tra il 60% e il 65% in Consiglio.

Questa seconda tornata elettorale, si è già connotata per essere un banco di prova dove il centrodestra scalpita per una rivincita immediata dopo la sconfitta in Sardegna mentre per il centrosinistra la competizione offre l'opportunità di capire se la formula vincente sull'Isola possa essere replicata anche altrove. Il candidato del centrodestra, il meloniano Marco Marsilio, con i sondaggi che lo danno in leggero vantaggio, è appoggiato da sei liste: Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Noi moderati, Udc, Democrazia cristiana con Rotondi e Marsilio Presidente (lista civica).

Ad inaugurare la sua campagna elettorale «il 7 febbraio scorso, poi, è arrivata a L'Aquila la premier in persona, firmando con Marsilio l'accordo per l'Abruzzo sui Fondi Fsc (Fondo per lo Sviluppo e la Coesione) e confermando il raddoppio della ferrovia Roma-Pescara. Mentre dal canto suo Salvini ha assicurato di aver messo mano alle autostrade A24-A25» [1].

Questa vera e propria sfida a colpi di finanziamenti, è anche il logorante prolungamento dello scontro politico fra Giorgia Meloni e Matteo Salvini, che fanno a gara per intestarsi la paternità degli interventi in un incessante e poco appassionante braccio di ferro che continuerà di sicuro fino alle elezioni europee di giugno. In questo triste gioco al rialzo, bisogna dire che il raddoppio della tratta ferroviaria Roma-Pescara, deliberato per volere della Meloni a velocità supersonica dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile (CIPESS), vede lo stanziamento fulmineo di 720 milioni – cioè ben 100 milioni in più rispetto alla quota stralciata dal PNRR – che producono sdegno e irritazione fra le opposizioni. Si parla senza mezzi termini di una scandalosa «marchetta elettorale», e di un uso improprio degli organismi dello Stato per sottrarsi vicendevolmente voti.
«Non c'è una data di inizio e fine lavori, è una presa in giro colossale per tirare la volata al fedelissimo di Meloni, Marsilio. Peccato che a bloccarla, stralciandola come opera dalla lista, sia stato proprio il governo meloni questa estate. Ora in concomitanza con le elezioni ci sono nuovamente i soldi. Casualità, e forse tanta paura» è il commento di Daniele Leodori, Segretario Pd del Lazio[2].

Poi come accennato c'è da ricordare la sottoscrizione dell'accordo per lo Sviluppo e la Coesione per il periodo 2021-2027, che farà entrare nelle casse regionali 1 miliardo e 257 milioni. La firma di questo accordo pone la Regione Abruzzo come la prima a siglarlo fra tutte quelle del Centro-Sud, grazie all'interessamento diretto della presidente del Consiglio. Marco Marsilio con questa disponibilità di risorse sa di avere le spalle coperte e ha potuto lanciare il suo programma che poggia le basi su quattro capisaldi: Radici, Identità, Comunità e Sicurezza.

Ad occhio, poca originalità; anzi una riproposizione di temi che omaggiano la sua dante causa Giorgia Meloni. Ecco comunque  come vorrà il candidato del centro destra dare anima e concreta attuazione a quelle parole d'ordine: «Quello che faremo per la valorizzazione dell'ambiente sarà fatto per onorare le radici degli abruzzesi. Il risanamento dei fiumi, la valorizzazione dei Parchi, il risanamento delle condotte idriche e tutti gli interventi a favore dell'agricoltura, non saranno concepiti solo come un gesto di doverosa e indispensabile attenzione ambientale, ma come atto che lega lo sviluppo del territorio abruzzese nei prossimi 10 anni alle sue radici più profonde. Quando valorizzeremo i nostri prodotti locali, i nostri castelli, i nostri beni architettonici e culturali, quando svilupperemo i nostri itinerari turistici, lo faremo sulla base della riscoperta della nostra identità locale; al tempo stesso però, apriremo la Regione agli investimenti esterni, attraendo persone e imprese che ci aiuteranno a crescere. Punteremo ad azioni contro lo spopolamento delle aree interne e a mettere in connessione i Comuni tra loro e con i cittadini. La digitalizzazione dell'Abruzzo non sarà solo un'operazione tecnica e tecnologica, ma sarà un'azione di inclusione sociale, d'integrazione socio economica per rafforzare il senso di comunità. E infine più nessuno dovrà fuggire dalla nostra Regione. L'erosione delle coste, il dissesto idrogeologico, un hub di Protezione Civile pronto e adeguatamente strutturato per intervenire a fronte di eventuali calamità, sono solo alcuni degli interventi che faremo per mettere in sicurezza i nostri cittadini» [3].

Programma faraonico ma dal contenuto, se vogliamo, sfuggente e molto più simile ad una dichiarazione di intenti che a un progetto mirato. Verrebbe da chiedere come si concilierebbe la «valorizzazione dell'ambiente» con i programmi di raddoppio della linea ferroviaria e con gli interventi sulle autostrade.
Inoltre, in questa apparente cornucopia che porterà prosperità per tutti non si fa cenno ad uno dei problemi che assillano tutte le comunità e cioè la sanità. E proprio su questa delicata materia Marsilio rimarca di aver sbloccato molti fondi e di essere riuscito a porre in essere una rete ospedaliera «che non taglia i servizi, non taglia i posti letto e soprattutto, non taglia il diritto alla sanità».
Affermazioni queste che vengono seccamente smentite dallo sfidante D'Amico che senza esitazioni parla di disastro della sanità «con liste di attesa improponibili, servizi inefficienti, di una forte e costosa mobilità passiva, anche per ricoveri ordinari, day hospital e prestazioni specialistiche»[4].

Marco Marsilio ribatte dando dello sciacallo al suo sfidante, segno che a pochi giorni dal voto la paura di perdere comincia a essere palpabile. Comunque sia, sono i dati e i numeri a dirci come stanno veramente le cose. Proprio quelli forniti dall'Azienda Sanitaria Regionale all'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGE.NA.S.) – ente pubblico che svolge una funzione di supporto alle politiche sanitarie regionali – le prestazioni sanitarie sono calate in tutte le città abruzzesi. Sfogliando i dati aggiornati al 2022, si evidenzia che «se a Pescara sono scese “solo” del 3,97%, a L'Aquila hanno fatto segnare un meno 18,43% e a Lanciano addirittura una flessione del 30,54%. Poi ci sono i dati sulla mobilità. Dal punto di vista economico, per le Regioni la mobilità attiva rappresenta una voce di credito e quella passiva una voce di debito, dal momento che la Regione che eroga la prestazione viene rimborsata da quella di residenza del cittadino. Ebbene il saldo della mobilità passiva, alla fine dei cinque anni di Marsilio, in Abruzzo si attesta a circa 108 milioni di euro » [5].

Lo scontro sui programmi appare quindi inevitabile, come è giusto che sia, perché lo sfidante del centro sinistra – supportato da Pd, M5s, Azione, Alleanza Verdi e Sinistra, Democrazia solidale, Italia Viva con Partito socialista italiano, +Europa e Abruzzo Insieme (lista civica) riuniti nella coalizione denominata Patto per l'Abruzzo – vuole muoversi portando avanti un progetto politico che vede nella pluralità della coalizione una delle ricchezze maggiori. Luciano D'Amico, economista, professore ordinario di economia aziendale all'Università di Teramo, di cui è stato Rettore, nonché ex presidente dell'azienda Tua, società per la gestione del trasporto regionale, parte da un punto ben preciso «noi vogliamo che quelle libertà che la nostra Costituzione proclama e tutela siano rese effettive. Una donna o un uomo affamati non sono liberi, come non lo è chi non può accedere a cure sanitarie o all'istruzione[…]Per questo il nostro programma ha l'obiettivo del rilancio economico della regione» [6].

Le risposte che i due candidati dovranno dare alla popolazione sono indubbiamente impegnative, ma ce ne è una in particolare alla quale non possono ritrarsi ed è posta dalla Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani (UNCEM) la quale ha invitato la Regione ad attuare politiche per la valorizzazione degli Enti territoriali e delle comunità dell'Appennino. L'invito esplicito dell'UNCEM alla Regione è quello, intanto,  di dotarsi di un assessore regionale alla Montagna e alle Foreste.

Questi i punti salienti della piattaforma presentata ai candidati per le regionali: «Puntiamo su un nuovo abitare la montagna, i paesi. Che non sono borghi da mettere sotto una campana di vetro. Sono comunità vive. Nuovo abitare incentivando anche la transizione green e il recupero degli immobili: non solo azioni architettoniche e urbanistiche, materiali sostenibili, riduzione delle emissioni. Tutto questo sia finalizzato ad una nuova vita nei paesi e nei territori montani e rurali dell'Abruzzo. In particolare nelle aree del cratere» [7].

Ma non sono pochi i temi sui quali Marsilio e D'Amico dovranno confrontarsi e convincere, oltre il proprio elettorato, anche gli indecisi. Un malcontento generalizzato è stato espresso poi dagli aderenti alla Confartigianato per bocca del suo presidente Giancarlo Di Blasio il quale ha ricordato che la Regione ogni anno perde centinaia di aziende, dalla micro-piccola alla media impresa all'artigianato, mentre molti imprenditori non trovano manodopera qualificata da impiegare.

La risposta di Marsilio si è focalizzata sul contenuto della legge n. 23 del 2009 in materia di artigianato, osservando che: «così come è scritta è quasi inapplicabile. Possiamo ragionare solo su qualche capitolo, mentre dobbiamo recuperare le buone esperienze del passato, che hanno dato ottimi risultati, come quelli realizzati nel triennio 2011-2013».
Faccio notare che la suddetta legge al Titolo II, articolo 5, «Funzioni della Regione e degli Enti locali», attribuisce alla Regione una tale quantità di interventi a sostegno delle realtà produttive che parlare di una sua «quasi inapplicabilità» è veramente eccessivo. La libertà di interventi concessi alla Regione è pressoché illimitata.

Diverso è stato l'approccio del candidato D'Amico il quale ha voluto mettere in evidenza un problema di fondo notando che «la scelta dei modelli economici seguiti finora è stata errata: non sono stati pensati per la realtà abruzzese, ma sono stati seguiti schemi di produzione fordista, ai quali la nostra tradizione è estranea. Basti pensare alla standardizzazione del commercio, creata dai centri commerciali. Noi invece abbiamo bisogno di riscoprire i nostri punti di forza e seguire le tradizioni artigiane. In questo senso la Regione può fare molto, soprattutto con la formazione, in linea con il modello tedesco che ha saputo arginare il crescente fenomeno del mismatch tra domanda e offerta di lavoro» [8]. Gli andrebbe ricordato che una buona parte delle liste che lo appoggiano negli anni passati – a livello nazionale e a livello locale – hanno agevolato quanto ora si evidenzia.

Purtroppo su questa tornata elettorale grava il pesante sospetto della Commissione parlamentare Antimafia che ha indicato in due candidati i possibili c.d. «impresentabili». Infatti la presidente Chiara Colosimo ha comunicato che, all'esito delle verifiche svolte dalla Commissione «risultano in violazione del codice di autoregolamentazione due candidature alla tornata elettorale del prossimo 10 marzo: si tratta dei candidati al Consiglio regionale Simona Fernandez, di Alleanza Verdi e Sinistra-Abruzzo Progressista e Solidale, e Vincenzo Serraiocco, di Noi moderati»[9]. Per Simona Fernandez risulta disposto il giudizio con decreto del Gip del Tribunale di Taranto, per il reato di «concorso nel reato di frode nelle pubbliche forniture». Il dibattimento è in corso di svolgimento. Per il candidato Vincenezo Serraiocco il Gup di Pescara ha disposto il giudizio per il reato di «concorso in reato continuato di bancarotta fraudolenta». Anche nel suo caso il processo è in corso.

Ancora una volta la politica è chiamata ad una più attenta compilazione delle liste, per il rispetto che deve agli elettori e per dare reale consistenza al termine candidatus, sostantivo che non può essere svuotato della sua forte valenza etica e morale.

Stefano Ferrarese

[1] Alessia Guerrieri, https://www.avvenire.it/attualita/pagine/in-abruzzo-marsilio-pu-fare-il-bis-ma-il-campo-larghissimo-ora-sogna, 28 febbraio 2024
[2] https://www.agenzianova.com/a/65e0e430811ff7.59139579/5062838/2024-02-29/infrastrutture-leodori-pd-lazio-ferrovia-roma-pescara-sbloccata-con-elezioni-abruzzo, 29 febbraio 2024
[3] https://abruzzoweb.it/fondi-fsc-abruzzo-prima-regione-centrosud-a-firmare-accordo-la-roma-pescara-si-fara/, 7 febbraio 2024
[4] Serena Giannico, https://ilmanifesto.it/la-roccaforte-abruzzo-non-sembra-piu-inespugnabile, 29 febbraio 2024
[5] https://www.lanotiziagiornale.it/sanita-a-pezzi-in-abruzzo-i-numeri-inchiodano-la-destra/, 4 marzo 2024
[6] David Filieri, https://www.ilcapoluogo.it/2024/02/26/elezioni-regionali-luciano-damico-suona-la-carica-ce-voglia-di-cambiamento/, 26 febbraio 2024
[7] https://uncem.it/verso-le-elezioni-in-abruzzo-la-piattaforma-uncem-per-i-candidati-e-per-chi-guidera-la-regione-un-assessore-a-montagna-e-foreste-politiche-per-abitare-i-paesi-diritti-di-cittadinanza-in-montagna/, 28 febbraio 2024
[8] https://www.chietitoday.it/politica/elezioni/risposte-marsilio-d-amico-proposte-confartigianato-abruzzo.html, 25 febbraio 2024
[9] https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/02/28/regionali-in-abruzzo-per-la-commissione-antimafia-sono-due-gli-impresentabili-processi-per-frode-e-bancarotta/7462954/28 febbraio 2024

 

 

 

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