Elezioni Regionali in Sardegna: indifferenza totale e problemi irrisolti

sardegna italia

Con uno scenario internazionale in continua e profonda trasformazione, con conseguente riassetto di molti equilibri, l'appuntamento per le appare come un insignificante puntino nero, anche sbiadito, che non riesce a sollecitare nessun interesse forse perfino nei confronti dei diretti interessati.

Il 2024 è un anno nel quale ci saranno molti appuntamenti elettorali importanti, tanto per dire a giugno si svolgeranno le cruciali elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo alle quali si agganceranno, in un unico election day, le votazioni amministrative che toccheranno 3.700 Comuni – tra cui 6 capoluoghi di Regione e 21 capoluoghi di Provincia – per arrivare poi alle elezioni Regionali che riguarderanno la (25 febbraio), Abruzzo (10 marzo), Basilicata, Piemonte e Umbria (l'8 e 9 giugno).

Proprio sulla Sardegna sono stati tenuti accesi i riflettori, non tanto per l'originalità delle proposte quanto per lo scontro sulla scelta dei nomi dei candidati del centro destra. Come esperti pupari, Salvini e Meloni si sono dati battaglia tirando i fili dei loro prescelti che avevano il compito di riaffermare la forza del partito all'interno della coalizione – indipendentemente dai programmi – anche in prospettiva delle future elezioni europee.

Il braccio di ferro fra Lega e Fratelli d'Italia è stato vinto da quest'ultimi che hanno bloccato la candidatura di Christian Solinas – presidente uscente in forza al Partito Sardo d'Azione – imponendo il meloniano con tatuato la scritta Trux sul braccio, Paolo Truzzu contro il quale a nulla sono valse le rimostranze leghiste a difesa del loro candidato di bandiera. Tra l'altro, Solinas, è sotto inchiesta da parte della Procura di Cagliari «per la compravendita di una proprietà e sulla nomina di Roberto Raimondi alla direzione generale dell'autorità di gestione del programma Eni-Cbc bacino del Mediterraneo. La Guardia di Finanza ha eseguito un sequestro cautelare di beni e immobili per un valore di circa 350 mila euro nei confronti del presidente Solinas e di altri sei indagati per corruzione»[1].

Come se non bastasse, già fra accuse e processi in corso è calata la scure della Commissione parlamentare Antimafia proprio sul Consiglio Regionale sardo in merito alle verifiche sulla violazione del codice di autoregolamentazione. Da questa indagine, sono emersi sette nomi di altrettanti consiglieri ritenuti “impresentabili” e per i quali sono in corso o in fase di formalizzazione i relativi processi. Secondo la Commissione «l'assessore Valeria Satta (Lega) è a processo a Cagliari per concussione nell'inchiesta sulle nomine ritenute illegittime di alcuni dirigenti della Regione. Valerio De Giorgi (DC con Rotondi) l'8 marzo comparirà in aula, sempre a Cagliari, con l'accusa di corruzione, mentre Maria Grazia Giordo (Sinistra futura) è stata condannata a sette anni in primo grado per associazione finalizzata al traffico degli stupefacenti, sentenza contro la quale ha presentato appello. Sergio Oriti Niosi (Forza Italia-Berlusconi-PPE) è a processo per corruzione in atti contrari ai doveri di ufficio[…], Antonello Peru (Sardegna al centro 20venti) deve rispondere dell'accusa di corruzione[…], Giovanni Satta (Alleanza Sardegna-Pli) è accusato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti […], Salvatore Sechi (Liberu) è a processo per associazione con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell'ordine democratico» [2].

Ricordo comunque che la Commissione parlamentare Antimafia, istituita nel 1962, è una Commissione d'inchiesta bicamerale composta da 25 deputati e 25 senatori la quale non può adottare provvedimenti attinenti la libertà personale degli indagati, dovendo quindi limitarsi a segnalare ai partiti situazioni di criticità estrema nei confronti dei soggetti sotto giudizio. Starà alla politica, poi, prendere provvedimenti.

Allo schieramento politico di destra, si contrappone il Pd e il Movimento 5 Stelle che sosterranno la candidatura di Alessandra Todde, vice presidente e deputata M5S, sostenuta anche dalla lista Alleanza Verdi e Sinistra, Sinistra Futura, Fortza Paris, Uniti per Alessandra Todde. Il suo progetto elettorale prevede di mettere al centro le persone che da anni sono abbandonate e trascurate. «La resistenza al malgoverno – nazionale e locale – deve partire da qualche parte. Facciamola partire in Sardegna […] Mi occuperò della salute dei sardi, ricostruendo la sanità territoriale. Lavorerò per una continuità territoriale che gestisca l'energia e l'acqua per i sardi e per le imprese che vogliono investire in Sardegna» [3].

Come sempre, a Sinistra non mancano prese di posizioni che marchino le differenze e così Renato Soru – ex presidente della Regione ed ex esponente del Pd – si candiderà con l'appoggio dei partiti centristi (+Europa, Azione con Soru) oltre a varie liste regionali tra le quali spicca il Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra europea.

Infine c'è la lista della candidata autonomista Lucia Chessa che è sostenuta da una sola lista e cioè Sardigna R-Esiste. Sulla carta questa lista si presenta sfavorita essendo in competizione con i due blocchi pesanti sostenuti dai partiti nazionali. Dal suo programma emergono idee molto chiare su le tematiche che da tempo assillano l'Isola e cioè sanità, trasporti e scuola: «il sistema sanitario sardo è arrivato ad una soglia di non ritorno. Se anche qualcuno cercasse di invertire la tendenza, i primi risultati si avrebbero tra 15 anni. Il disastro della sanità è in parte dovuto a questioni di carattere statale, a cui si aggiungono le inefficienze e le scelte avvenute a livello regionale. Si è passati da un modello in cui la salute si riteneva un diritto, a un modello in cui il settore sanitario è diventato luogo di profitti […]. La pandemia ha messo a nudo il disastro sanitario. Alla Sardegna sono stati applicati i parametri nazionali, mentre la nostra condizione di regione a statuto speciale ci avrebbe garantito il diritto a discuterne, anziché chiudere i nostri ospedali». E poi la sua severa analisi  al sistema dei trasporti: «la Sardegna è la regione servita nel modo peggiore da Trenitalia, tanto da esserci l'unico capoluogo dove Trenitalia non arriva, oltre ad avere il parco treni più vecchio d'Italia». E a quella del sistema scolastico: «[la scuola] dovrebbe essere arricchita da figure nuove oltre agli insegnanti e aperte tutto il giorno. Se c'è un luogo dove non si può pensare di chiudere le scuole, sono proprio i piccoli comuni»[4].

Va tenuto comunque conto che sebbene i candidati dei tre gruppi politici abbiano sfoggiato una certa aggressività nel rivendicare le loro posizioni, l'apatia e il disinteresse dei cittadini per il futuro del governo della Regione è palpabile. Sarà anche per questo motivo che di sondaggi ufficiali non ve ne sono. Chi segue da vicino le vicende politiche sarde, dà per favorito il candidato di Fratelli d'Italia, Paolo Truzzu e non per l'incisività del programma ma semplicemente perché, a ben vedere, le elezioni Regionali sono molto  simili a quelle Politiche a differenza di quelle Comunali, dove il cittadino è molto più interessato ad una attenta scelta sul nome proposto dai partiti.

In questo forse solo apparente torpore, la sensibilità comunque dei sardi è risvegliata quando si affronta il tema innegabilmente più sentito e cioè quello della sanità. Se ne è fatto interprete il Segretario regionale del Sindacato Medici Italiani (SMI) della Sardegna Luciano Congiu il quale senza mezzi termini si è scagliato contro quella che lui individua come l'innesco che porterà a sicura distruzione il sistema sanitario regionale e nazionale, cioè l'autonomia differenziata: «Il regionalismo differenziato in sanità legittimerà il divario tra Nord e Sud, violando il principio costituzionale di uguaglianza dei cittadini nel diritto alla tutela della salute. Peraltro, questo accade, proprio quando il Paese ha sottoscritto con l'Europa il PNRR, il cui obiettivo trasversale è proprio quello di ridurre le disuguaglianze regionali e territoriali»[5].

Alle parole sono seguiti i fatti perché dalla scorsa settimana è iniziata la mobilitazione per la sanità organizzata dalla Cgil che richiede interventi urgenti accompagnati da una radicale inversione di tendenza. Spiega il Segretario della Cgil Sardegna Fausto Durante, illustrando i dati forniti dal Centro Studi regionale del sindacato che «la Sardegna è prima in Italia per rinuncia alle cure: 12,3% (media italiana 7%). Le persone fragili sono abbandonate: le strutture residenziali e semi-residenziali accolgono solo 162 persone ogni 100 mila mentre la media nazionale è 547 con vergognosi ritardi nell'esame delle pratiche da parte delle Commissioni per l'invalidità»[6].

Siamo di fronte ad una situazione complessiva tutt'altro che consuetudinaria e i partiti, con i loro candidati, sanno benissimo che in queste elezioni si giocano una parte sostanziosa della loro credibilità anche a fronte della normativa che regola le elezioni dopo la riforma del Titolo V della Costituzione. Infatti il Presidente della Regione ha assunto un ruolo sempre più determinante, perché se in passato veniva eletto dal Consiglio regionale tra i suoi componenti, l'odierno articolo 122 della Costituzione, modificato dalla legge costituzionale n. 1/1999, dispone che «il Presidente della Giunta regionale, salvo che lo statuto regionale disponga diversamente, è eletto a suffragio universale e diretto»[7].

Grazie a questa nuova impostazione, negli ultimi anni si è assistito ad una personalizzazione del ruolo del presidente a discapito degli altri organi regionali (Giunta e Consiglio) in quanto proprio il presidente della Giunta regionale rappresenta la Regione stessa, ne dirige la politica  e ne è responsabile.

La Sardegna quindi, prima Regione ad andare al voto, si presenta come un impegnativo banco di prova per i partiti e il successo o meno dipenderà, purtroppo come sempre da un po' di tempo a questa parte, dall'atteggiamento degli indecisi e di chi non andrà a votare per scelta.

Stefano Ferrarese

[1] https://www.ilsole24ore.com/art/sardegna-sequestro-beni-solinas-indagato-corruzione-AFKtCTNC, 20 gennaio 2024
[2] https://www.sardegnalive.net/news/politica/487830/regionali-sardegna-7-impresentabili-per-la-commissione-antimafia, 13 febbraio 2024
[3] https://www.fanpage.it/politica/elezioni-sardegna-todde-a-fanpage-sono-una-donna-di-sinistra-serve-speranza-dopo-disastro-solinas/, 20 gennaio 2024
[4] https://www.ilsardingtonpost.it/new/attualita/149-politica/2971-intervista-alla-candidata-presidente-lucia-chessa, 13 febbraio 2024
[5]Luciano  Congiu, https://www.quotidianosanita.it/sardegna/, 5 febbraio 2024
[6] Massimo Franchi, https://ilmanifesto.it/in-sardegna-la-destra-corre-a-nascondersi-todde-puo-farcela, 14 febbraio 2024
[7] https://www.parlamento.it/parlam/leggi/99001lc.htm, 14 febbraio 2024

 

 

canale telegram Segui il canale TELEGRAM

-----------------------------

Newsletter Iscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condividi l'articolo.
Condividi la cultura.
Grazie

In this article