Elezioni Regno Unito. Starmer succederà a Suniak e per cosa?

Dowing street Regno Unito Londra

Dopo quattordici anni di governi conservatori e cinque premier, con le elezioni del 4 luglio prossimo, il molto probabilmente cambierà casacca politica. Almeno questo dicono i sondaggi da tempo che danno al Partito laburista più di una ventina di punti di vantaggio sui Tory del 44enne premier uscente, . L'ultima analisi sui sondaggi fatta da Politico mostra i Laburisti al45%, i Conservatori al 23%, i sovranisti di Reform UK al 12%,  i LibDem al 9%, i Verdi al 5% e il Partito nazionale scozzese (SNP) al 3%. Inoltre è da tempo che tra i Tory è in corso un'ampia fuga che, con quella del ministro per l'Edilizia abitativa Michael Gove porta a «79 il numero dei conservatori che si stanno dimettendo, con un totale che ora supera il numero dei conservatori che scelsero di dimettersi prima della valanga di voti laburisti del 1997 di Tony Blair. L'ex ministro del governo Greg Clark ha aggiunto il suo nome alla lista crescente venerdì, insieme al veterano euroscettico John Redwood» [1].

In caso di vittoria laburista a sostituire Sunak sarà il moderato e leader del Labour, sir che prenderà le redini di un paese attraversato da anni turbolenti tra crisi politiche, pandemie, guerre, Brexit e svariati scandali, ultimo dei quali quello delle Poste [2].

Ma i sondaggi e la diffusa convinzione di una vittoria a mani basse non sono, soprattutto negli ultimi anni, una garanzia di successo alle elezioni come spiega George Eaton su The New Statesman, anche se, per esempio, «piani come l'impegno di 28 miliardi di sterline di investimenti verdi da parte del Labour sono stati abbandonati perché gli assistenti temevano che non sarebbero sopravvissuti all'intenso esame di una campagna elettorale generale. Sebbene il partito abbia frenato alcune politiche, il programma non riserverà sorprese radicali» [3]. Insomma un occhio e magari anche due agli elettori moderati aiuterà

Il commentatore di The Guardian, Aditya Chakrabortty mette in risalto la notevole somiglianza delle politiche e delle storie personali dei due sfidanti tanto da sostenere che non cambierà nulla. Infatti si chiede «perché nel suo partito c'è spazio per la politica velenosa di Natalie Elphicke [deputata conservatrice Natalie Elphicke passata al Partito laburista, ndr]. ma non per il socialismo di Diane Abbott? Che ne è stato di tutte le promesse fatte per una maggiore equità? […]. Lui e Rachel Reeves [la Cancelliera dello Scacchiere ombra, ndr] hanno giurato di rispettare regole di bilancio che sono praticamente identiche a quelle attualmente applicate da Sunak e Jeremy Hunt – il che lascia entrambe le parti in balia di enormi tagli alla spesa. L'analisi dell'Institute for Fiscal Studies suggerisce che, qualunque dei due partiti salirà al potere a luglio, si prevede che la spesa giornaliera per tutto ciò che non è sanitario, difesa e istruzione diminuirà di circa 20 miliardi di sterline. Ciò equivale più o meno a chiudere l'intero Ministero degli Interni , o a chiudere il Dipartimento per l'Ambiente, l'Alimentazione e gli Affari Rurali e il Dipartimento per la Cultura, i Media e lo Sport » [4].

Le questioni economiche, i finanziamenti dei servizi e il bilancio dello Stato sono un tema cruciale della campagna elettorale. Rachel Reeves pur non escludendo del tutto tagli alla spesa ed escludendo aumenti di tasse ha detto alla giornalista della BBC,  Laura Kuenssberg che «“non ci sarà un ritorno all'austerità”, […]. “I soldi per il nostro servizio sanitario nazionale, la polizia aggiuntiva – 13.000 agenti di polizia e comunitari aggiuntivi – e i 6.500 insegnanti aggiuntivi nelle nostre scuole, sono tutte promesse interamente finanziate […]”. Ha detto che il Labour raccoglierà parte del denaro ponendo fine all'esenzione IVA per le scuole private ed estendendo l'imposta sulle imprese energetiche. Il partito ha anche affermato che raccoglierà 5 miliardi di sterline all'anno combattendo l'elusione e l'evasione fiscale, e 2,6 miliardi di sterline chiudendo le “scappatoie” nei piani del governo per abolire le esenzioni non-dom. I non-dom sono residenti nel Regno Unito la cui residenza permanente ai fini fiscali è all'estero, il che significa che non devono pagare le tasse del Regno Unito sul denaro guadagnato all'estero» [5].

Non avendo molto frecce in faretra saranno i temi economici quelli con cui Sunak e il suo partito proverà a difendersi puntando per esempio a raccontare che l'inflazione è oramai al 2,3%, molto lontana da quell'11,1% registrato quando entrò in carica come premier.  Il Cancelliere dello Scacchiere, Jeremy Hunt «ha anche tagliato due volte l'imposta nazionale sull'assicurazione del lavoro negli ultimi rendiconti finanziari come parte di un obiettivo a lungo termine volto ad abolirla del tutto» [6].

Intanto provano a rinverdire tra i conservatori l'animo patriottico con l'idea lanciata da Sunak  – chissà se diventerà mai legge (un sondaggio di YouGov mostra che solo il 10% dei giovani britannici di età compresa tra i 18 e i 24 anni sostiene il servizio nazionale obbligatorio) – di tornare alla leva obbligatoria per 12 mesi che in alternativa una settimana al mese per un anno di servizi sociali. In effetti  dietro c'è una strategia politica – come spiega Rafa de Miguel su El País – per fronteggiare il nazionalismo e il populismo di Reform UK, il partito fondato da Nigel Farage – e che può togliere voti ai Tory [7].

Pasquale Esposito

[1] Matt Honeycombe-Foster, Politico.eu, Michael Gove quits as Tory election exodus continues, 24 maggio 2024
[2] Il Post, Il più esteso errore giudiziario nella storia del Regno Unito, 10 gennaio 2024;
Daniel Boffey, Tearful testimony confirms for many how much Post Office's Vennells knew, 24 maggio 2024
[3] George Eaton, The New Statesman, What could go wrong for Labour?, 25 maggio 2024
[4] Aditya Chakrabortty, The Guardian, Both feted and gilded, Keir Starmer and Rishi Sunak are two sides of the same rotten politics, 25 maggio 2024
[5] Jennifer McKiernan, Dharshini David e Chas Geiger, BBC News, Labour's Rachel Reeves rules out increasing income tax or NI, 26 maggio 2024
[6] Noah Keate, Polititicoc.eu, UK election: What you need to know as Sunak goes for July 4 vote, 23 maggio 2024
[7] Rafa de Miguel, El País, Sunak propone recuperar el servicio militar obligatorio en el Reino Unido si es reelegido, 26 maggio 2024

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