Emergenza climatica: la Terra e la Civiltà umana rischiano il collasso nel 2050

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L’altra sera ero intento a guardare una delle puntate della nuova stagione di The Big Little Lies che si svolge tutta nella cittadina californiana di Monterey. La figlia di una delle protagoniste mentre è in classe a ragionar con il suo insegnante e i suoi amichetti di clima e riscaldamento globale viene colpita da una crisi e sua madre, interpretata dall’attrice Laura Dern (bravissima) si dispera e incolpa la scuola di angosciare gli alunni con la distruzione dell’ambiente.

Se  i bambini devono prendere coscienza ma devono anche affrontare il dramma con un po’ di ottimismo nel futuro,  chi, invece dei bambini e dei ragazzi incolpevoli, devono angosciarsi seriamente sono gli adulti ed in particolare tutta l’élite economica e politica che fa molto poco per il clima.

Da tempo vado scrivendo che deve essere dichiarata una vera e propria emergenza climatica. Dichiarare un’emergenza, intendo con una legge, vorrebbe dire che tutta l’attività produttiva, da quella scientifica a quella economica deve tener conto dell’obbiettivo di un abbattimento consistente delle emissioni dannose e di convertire l’attuale sistema produttivo in economia circolare. Portando le emissioni a zero.
Non c’è più tempo e non c’è un modo diverso. I vari Accordi siglati a livello internazionale non servono a niente. È come voler fermare il vento con una mano.

A spiegarci cosa accadrà e che non c’è più tempo è l’analisi “Existential climate-related security risk: A scenario approach” dei ricercatori del National Center for Climate Restoration con a capo David Spratt e Ian Dunlop. Lo scenario riguarda i prossimi trent’anni di vita sulla Terra.
Le previsioni sono peggiori di quelle fatte finora perché si sono aggiunti altri elementi di analisi e così «con gli impegni sottoscritti dalle nazioni con l’Accordo Parigi 2015, il percorso attuale di riscaldamento è di 3 ° C o più entro il 2100. Ma questa cifra non include feedback “a lungo termine” sul ciclo del carbonio, che sono materialmente rilevanti ora e nel prossimo futuro a causa della inedita velocità con cui l’attività umana sta cambiando il sistema climatico. Tenendo conto di questi fattori, l’Accordo di Parigi porterebbe a circa 5 ° C di riscaldamento entro il 2100. Gli scienziati avvertono che il riscaldamento di 4 ° C è incompatibile con una comunità globale organizzata».

Scenari catastrofici come quello di 3° di aumento entro il 2050 e di 5° nel 2100 che hanno delle probabilità concrete di verificarsi come sostengono due scienziati, Yangyang Xu e Veerabhadran Ramanthan che già più di dieci anni fa ci avevano avvertito dei rischi.

L’anno 2050 potrebbe essere il punto di non ritorno per la civiltà così come la conosciamo. Interi ecosistemi, come l’Amazzonia e l’Artico, verrebbero distrutti e Il 30% della superficie terrestre diventa arida: Mediterraneo, Asia occidentale, Medio Oriente, Australia interna e sud-ovest degli Stati Uniti diventano invivibili.
Ma purtroppo da queste analisi non sono arrivate azioni concrete e penso, stante l’attuale blocco di potere politico ed economico, che non se ne farà nulla.
Pasquale Esposito

[1] https://docs.wixstatic.com/ugd/148cb0_a1406e0143ac4c469196d3003bc1e687.pdf

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