Emidio Maria Di Loreto: È la salute il salto di vento!

Emidio Maria Di Loreto e la salute il salto di vento
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È la salute il salto di vento: riflettere sulla pandemia senza dimenticare le emozioni, l’analisi dei dati e le strade complesse della comunicazione. Il testo di Emidio Maria Di Loreto riesce, con grande equilibrio, a restituire la complessità di una situazione che deve essere ancora analizzata in tutte le sue conseguenze. 

La pandemia – usiamo questo termine nella piena consapevolezza che anche l’autore ha voluto restituirci – arriva ovunque e coinvolge tutti; in qualche modo supera le barriere e non tiene conto delle differenze. Narrare la pandemia e usare parole che siano in grado di connotarne la complessità, è anch’essa una sfida. 

Citazione 1
Paese almeno confuso il nostro, probabilmente con disorientamento aggravato dal turbinio mediatico tra tv e social. Con un uso troppo spesso propagandistico delle notizie, talmente ben presentate da rubare scena e consensi a quelle vere e titolate. La prova è che buona parte del Paese si comporta esattamente al contrario di come la ragione e il cuore suggerirebbero.

Vivere, convivere e comunicare con tutti quelli che sono coinvolti non è un’impresa facile. Ci sono le storie individuali, quelle che sembrano piccole storie ma sono sentimenti violati, speranze cancellate; sono vite di persone care improvvisamente recise e portate vie. Pandemia, dunque, è anche la difficile impresa di coniugare i numeri e le statistiche – unico strumento per una comunicazione efficace e in grado di mostrare l’andamento degli eventi – con i sentimenti e i dolori che non possono essere ridotti nella massa dei dati. Pandemia, ci ricorda l’autore, è anche la sfida per trovare un linguaggio efficace per una comunicazione corretta tra scienza e società.

Citazione 2
Quando i virus infettano possono dare origini alle influenze, anche ciclicamente. Sono anche dette zoonosi se sono ospiti intermedi negli animali. Anche la famosa Mucca Pazza è una zoonosi, ma l’agente infettante è un prione, una proteina modificata, non un virus come si era ipotizzato inizialmente. Un virus, che è agente infettante di una specie animale, può attraverso il salto di specie (spillover) infettate gli umani e, se questa infezione mostra di poter essere trasmissibile da uomo a uomo, può generare influenze.

Emidio Maria Di Loreto è la salute il salto di ventoIl lavoro di Di Loreto si presenta, quindi, come uno strumento fondamentale per iniziare un’opera analitica degli eventi. L’approccio scientifico, frutto della formazione dell’autore, si fonde, con il passare dei capitoli con una vocazione sociologica e storica che aiutano davvero il lettore. In effetti, una parte delle nostre confusioni sono anche il frutto di un approccio complicato con un linguaggio che non avevamo mai frequentato. Definire che cosa sia la Covid (ci scusiamo qui con l’autore se riassumiamo in maniera molto semplificata il lavoro di spiegazione e divulgazione che costituisce una delle parti più utili del testo), legare questa esperienza ad altre influenze e pandemie che nella storia si sono presentate, precisare gli strumenti che sono stati messi in campo per la diagnostica e per giungere poi ai vaccini: un cammino di conoscenza e consapevolezza; un cammino che aiuta ad avere un’opinione informata; una ricostruzione che ci sottrae a inutili dibattiti basati su strane convinzioni personali.

Insomma, l’autore, pur non rinunciando mai alla critica sociale e politica, mette a nostra disposizione un apparato di dati, conoscenze e notizie davvero importante al fine di rileggere le vicende che abbiamo vissuto.

Citazione 3
Tentare di narrare le negligenze, gli errori e le incongruenze che la pandemia ha messo a nudo durante questi mesi è impresa non facile.

Il sottotitolo del libro ha però anche un’altra precisa indicazione da lasciare al lettore: Negligenze e generosità durante la pandemia.

Ed è qui, nella forza del titolo e la precisione del sottotitolo, che possiamo cogliere il valore etico e morale del lavoro di Di Loreto. Dove si sente davvero che il vento riempie le ali dell’autore e gli consente di guidarci anche oltre i numeri e gli  eventi? La pandemia sono anche gli atti compiuti o le omissioni che tutti, – cioè ognuno di noi – hanno potuto mettere in essere. I dati e l’analisi scientifica degli andamenti si incrocia – inevitabilmente – con le scelte politiche che sono state assunte, con le condotte pubbliche e private che hanno potuto favorire o bloccare i contagi. Quali valori abbiamo posto al centro dell’agire collettivo? Siamo stati capaci di produrre “un salto di vento” e porre davvero “la salute” al centro delle nostre attese?

I risvolti economici, la pretesa di non veder alterati i propri bilanci, gli atteggiamenti di chi ha minimizzato per non dover affrontare e così via: come dobbiamo giudicare eticamente queste scelte e questi paradigmi? Che cosa ci insegna la vicenda Covid sul nostro possibile futuro?

L’autore dedica il suo lavoro a tutta una serie di categorie – in primis gli operatori sanitari – che hanno trovato l’occasione per far vincere la generosità e la forza del legame fra chi soffre e chi cura; dall’altra parte, ci sono le negligenze e gli egoismi di chi, pur in presenza di un evento che ci colpisce tutti (pandemia) si è arroccato nella propria visione del mondo e non ha voluto tener conto dei bisogni degli altri. Mi sembra che quest’ultima categoria sia quella contro la quale Di Loreto si rivolge senza esitazioni.

Un testo, quindi, utile e necessario anche per ripensare i comportamenti di questi ultimi due anni.

Citazione 4Q
Questo condensato di impressioni sui mesi pandemici è dedicato agli angeli delle terapie intensive, delle malattie infettive, dei reparti Covid e ai sanitari in genere coinvolti nei soccorsi e nelle cure. E’ dedicato soprattutto ai volontari e a coloro che sono rientrati dalla pensione o l’hanno ritardata per aiutare i colleghi più giovani allo stremo delle forze; è anche dedicato a tutti coloro che avrebbero voluto fare di più ma non hanno potuto e a chi si è adattato alla necessità e ha agito per il bene collettivo, in silenzio, senza ostentazioni e senza manifestare rivendicazioni o compensi.

La parte finale del libro ci riporta poi all’inizio, all’apertura: al senso di sgomento di chi si vede portar via da una malattia inattesa e violentissima due amici cari .

Gli amici perduti, gli amici di una vita, gli amici che nella vita hanno svolto un ruolo fondamentale che ha quasi cadenzato la nostra crescita umana, emotiva o professionale: due storie esemplari, Ezio e Bruno; due storie narrate con rispetto e dolcezza; due storie che, come accade spesso narrando, possono stare per migliaia di storie e per ogni dolore che ha cancellato un’attesa, una speranza di essere ancora prossimi. 

Anche in questo caso, l’autore vince la sua sfida affidandosi a parole misurate ed efficaci: entriamo in un mondo e lo facciamo in punta di piedi; entriamo in una trama affettiva e seguiamo un andamento doloroso che ci è rimasto dentro con le immagini e i volti di tanti altri. 

Un modo, quello scelto da Di Loreto, davvero efficace per farci intendere il valore dei legami sociali e, quindi, della responsabilità che dovremmo reciprocamente garantirci senza cadere nella trappola di elevare il nostro io, un ego sempre più vasto a misura del mondo e criterio di scelta. Il dolore della perdita, in una capacità di empatia che è anche la condivisone del dolore, dovrebbe essere la prima traccia del nostro dipendere dalle cure e dalle attenzioni degli altri: tutti coinvolti e nessuno escluso.

Antonio Fresa

Emidio Maria Di Loreto
È la salute il salto di vento!
Negligenze e generosità durante la pandemia
Graus edizioni, 2021
pagine 168
euro 15,00

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