Ermanno Crescenzi: Il muto grido dell’amore

tramonto
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Un romanzo che costringe a porsi domande sulla natura dell’amore e su quella singolare forza che sembra essere il destino. Elena e Fabrizio, tra disperazione e felicità, si muovono stretti tra il peso del passato e le speranze del domani.

C’è una relazione fra le traversie familiari e la sete di amore? Quanta sofferenza è possibile accumulare, senza chiudersi del tutto alla speranza?
Il muto grido dell’amore di Ermanno Crescenzi si sviluppa con forza e con drammaticità: ogni vita esplorata nasconde un misero fallimento dell’amore, e ognuno è stato, in qualche modo, tradito da chi avrebbe dovuto amarlo e proteggerlo.
Crescenzi si aggira fra queste sofferenze con mano sicura, senza esagerazioni e senza sbavature: del bene, come del male, mostra ciò che essenziale alla storia senza eccessi mielosi in un caso, e senza inutili violenze nell’altro.
La sua prosa procede così, in un mirabile equilibrio, che la rende fruibile al lettore, anche quando la vicenda si fa più complessa.

La narrazione di Ermanno Crescenzi ci introduce a una storia che ha un tono da tragedia, almeno in quello spazio che sembra indicare che le colpe dei padri cadranno sui figli. Il destino dei figli sembra travolto, in una maniera quasi beffarda che richiederà un infinito coraggio, dalle scelte che il passato ha celato nella sua coltre.
La pace, quasi raggiunta dai due protagonisti, sarà messa in forse dall’apparire sulla scena di sentimenti, legami e segreti che nessuno poteva immaginare.
Con infinito coraggio e infinita fiducia, Elena e Fabrizio sapranno scalare, mano nella mano, anche quest’ultima montagna, e potranno sperare di lasciarsi il passato finalmente alle spalle.

Citazione 1
Lui annuì, continuando a tamburellare con le dita della mano sul volante. Lei attese qualche secondo, poi gli si rivolse spazientita:
–    Dimmi qualcosa, è mezz’ora che ci conosciamo e ancora non so che suono ha la tua voce! Non sarai mica muto?
Lui abbassò lo sguardo facendo ampi gesti con la testa, per confermare quella condizione. Elena gli appoggiò una mano sul braccio e con voce dolce gli disse:
–    Scusa…non avevo capito. Posso sapere il tuo nome?

Gli incontri cambiano la via e possono produrre risultati del tutto inattesi.
Elena è fuggita da casa per sottrarsi a un tentativo di violenza subita dal padre, un uomo entrato nel tunnel dell’alcolismo dopo aver perso il lavoro, e dopo che la moglie, per mantenere comunque la famiglia, è stata costretta ad accettare un lavoro in un’altra città.
Fabrizio ha visto morire la madre travolta da un autobus. Da quel momento non è più stato in grado di parlare e si è chiuso in un silenzio senza speranza.
Il padre, esperto d’arte, che per il suo lavoro gira tutta l’Europa, si è allontanato da quel figlio che rappresenta per lui la continua riproposizione di un dolore immenso. Ha, comunque, provveduto a lui, inviandogli molto denaro.
Elena e Fabrizio s’incontrano per un caso ancora doloroso: Elena si salva da un uomo sbagliato di cui si era fidata, e si ritrova rincuorata dall’abbraccio silenzioso di Fabrizio.
Elena e Fabrizio si annusano, si scrutano, e si aprono lentamente l’uno all’altro.
La narrazione del dolore subito diventa il collante di un amore che sgorga improvviso e onesto.
Nei loro racconti, i genitori appaiono strane figure che non hanno saputo salvaguardare i propri figli, preferendo scappare davanti ai dolori che la vita ha inflitto. La madre di Elena ha preferito quasi lasciarla in dote a quel marito alcolizzato, pur di poter percorrere la propria strada. Il padre di Fabrizio ha lasciato il figlio in un istituto specializzato per i muti.

Citazione 2
Abbracciava il tronco di un albero, accarezzava la testa di un bimbo in braccio ad una madre. S’inebriava dei profumi provenienti dai fiori di un giardino o dalla cucina di un ristorante; sorrideva alle persone che incontrava; fischiava per richiamare l’attenzione di un cane randagio. Anche le nuvole che si rincorrevano, si univano e poi si scioglievano di nuovo spinte dal vento, assumevano magicamente nella sua mente le forme più fantasiose e lei le osservava affascinata come fosse la prima volta.

E dentro questa relazione, narrata fra parole pronunciate e parole scritte, fra i segni della lingua dei gesti e la scoperta dei corpi, che Crescenzi colloca il vero miracolo di questa magica storia: i due figli del dolore si assistono con una premura senza riserve e Fabrizio, per urlare finalmente il proprio amore a Elena, riesce a vincere la sua battaglia più complessa, quella con la sua voce che non voleva più sgorgare. La sua voce riprende vigore perché sorretta dalla passione per Elena. Una gioia che affronta un dolore; un dramma che è sormontato da una speranza: questo, secondo Crescenzi, il vero miracolo dell’amore.
La sorpresa è totale e rappresenta la parte salvifica dell’amore, che sa opporsi alle devastazioni che i due giovani hanno subito. Come un porto sicuro l’uno per l’altro Fabrizio ed Elena saranno chiamati ancora, dalla vita e dalle scelte dei loro genitori, alla loro prova più difficile.

Citazione 3
Ti sei occupato di me come fossi una pianta che bastasse innaffiare ogni tanto. Ma un figlio è qualcosa di più! E’ una vita che cresce faticosamente tra paure e incertezze; ha bisogno di una guida che sostenga la sua fragilità e lo renda più forte e sicuro. Ora dici che vorresti recuperare il tempo perduto! Ma come puoi pretendere la concessione di questa opportunità se non riesci neanche ad accogliere e sopportare con spirito di serena espiazione la sofferenza dentro le mie parole?

La vita è fatta appunto d’incontri e il padre di Fabrizio e la madre di Elena, reduci dai rispettivi fallimenti, hanno intrapreso tanti anni prima una relazione. L’incredibile romanzo della vita porta tutti i nostri protagonisti nella stessa stanza, nella stessa drammatica indecisione che segue al definitivo svelamento della vicenda: tutti sono chiamati a confrontarsi con il peso del passato e con una sconvolgente notizia che potrebbe pregiudicare anche il futuro.
Su questa parte, scende il nostro velo di silenzio a non disperdere la sorpresa che il lettore potrà vivere.
Antonio Fresa

Ermanno Crescenzi
Il muto grido dell’amore
L’Argolibro, 2016
Pagine 138, € 10,00

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