Esordio del duo OoopopoiooO: la sperimentazione incontra la melodia

OoopopoiooO Sturba Vasi
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Parlare di questo lavoro d’esordio significa fare una breve introduzione su uno dei protagonisti assoluti: il theremin. Definizione Treccani: «strumento musicale elettronico la cui caratteristica principale è quella di poter essere suonato senza essere toccato; è costituito da una cassa, al cui interno sono custoditi i componenti elettronici, e da due antenne di metallo poste sopra di essa, delle quali una controlla l’altezza del suono e l’altra la sua ampiezza: l’utilizzatore agisce con le mani sulle onde prodotte dalle antenne, producendo suoni diversi (che variano dal timbro vocale a quello di un violino) a seconda del movimento realizzato». Uno strumento musicale usato già da molti artisti, compresi i Beach Boys nel singolo Good Vibrations.

Potrebbe sembrare di essere entrati in un universo sonoro parallelo e quando in Mister thererim ascoltate la voce che vi dice Venite adesso / vi introdurrò alla composizione musicale scivolante / saltellante e così avrete avuto il pregio di ascoltare il saggio di musica simulata, potreste anche crederci. Ma non è vero è “solo” un album creativamente anomalo e con elementi di sperimentazione. Gli altri protagonisti sono i componenti del gruppo OoopopoiooO e cioè Vincenzo Vasi (voce, theremin moog, basso elettrico, elettronica, giocattoli, percussioni, ukulele, tres, flauto a naso) e Valeria Sturba (voce, theremin supreme, violino elettrico ed acustico, elettronica, tastiere giocattolo). Nell’omonimo disco si avvalgono di un buon numero di ospiti [1] del resto necessari in lavoro che ha la dimensione di un’opera di musica contemporanea.

La bontà del disco sta nella capacità di far fluire in un unico alveo suoni rumori dialoghi che ci consentono di navigare tra lo spazio. E non solo, in questo ambiente non scompaiono del tutto linee armoniche e melodiche  L’iniziale cavernosa a tratti rumoristica How Do You Feel To Be In Love With A Ghost? riesce a rendersi dolce con l’arrivo tocchi leggeri e di un dolce violino senza che però se ne perda il senso visto la variante straziante e alienante dello stesso violino fino alla voce femminile e al rientro nella caverna. Non è da meno la sofisticata Dj Bimbo, dall’andamento snervante, si lascia intrappolare dal canto  dilatato, da aperture orientaleggianti nonostante tutto avvenga nell’elettronica e dalla conturbante deviazione jazzistica che ricorda in qualche modo alcuni lavori di John Surman e di Jan Garbarek.
Strada è un brano quasi pop con Vincenzo Vasi che canta come se fosse sul palco di una Sanremo di un’altra galassia così come i cori e lo scintillio del vibrafono.
Bella l’apertura e l’andatura di Mandorle, con la corposità e le continue rimodulazioni della voce di Vasi che assecondano respiri baliani prima che il racconto passi nelle rauche espressioni di una paurosa creatura. Con Medusa ci troviamo di fronte ad una congerie di suoni e rumori ai quali il duo riesce a dare la grazia necessaria per poter abbandonarvi a qualche pensiero. Non vi curate di noi e ascoltate!
Ciro Ardiglione

genere: elettronica contemporanea
OoopopoiooO
OoopopoiooO
etichetta: Tremoloa Records
data di  pubblicazione: 2015
durata: 56:38
brani: 13
cd: singolo

 

[1] Enrico Gabrielli – flauto, clarinetto; Sebastiano De Gennaro – vibrafono, glockenspiel, percussioni; Filippo Monico – batteria, percussioni; Antonio Borghini – contrabbasso; Dimitri Sillato – violino, tastiere, fischio; Edoardo Marraffa – Sax tenore e alto; Zeno De Rossi – batteria

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