Etta Scollo. Lunaria. Una prova d’eccellenza per cantare la letteratura

Etta Scollo Lunaria
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L’autrice non me ne voglia per l’accostamento. La canzone Doña Sol e Viceré è una narrazione canora che meriterebbe un oscar per la colonna sonora di un film sulla decadenza che intacca la bellezza e che la sradica dalla cultura. Un brano che riassume anche un’indubbia dote creativa nella composizione dettata dalla convivenza della musica popolare con quella elitaria, con quella introduzione al ritmo di flamenco che lascia spazio a note barocche e canto operistico sempre smorzati dalla leggiadria insensata di un biribì.
Si spengono i lumi
Si interrano le vene
Silenzio alle fontane
Si spezzano le statue
Crollano i palazzi
Sfiorisce la bellezza

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Etta Scollo
Etta Scollo. Foto Tobias Dutschke
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Lunaria è un’opera folk in cui le nobili origini letterarie trovano quasi una naturale collocazione nelle sonorità e nella interpretazione canora a cui, da sempre, Etta Scollo, ha abituato il pubblico. Un’interpretazione la sua che attraversa i generi e le tonalità forse a sottolineare la complessità e pluralità linguistica presente nell’opera letteraria di Vincenzo Consolo.
Lunaria è il racconto che lo scrittore siciliano pubblicava nel 1985 e il cui protagonista è un viceré lunatico, triste e misantropo, rappresentante di un potere di cui non si sente parte e circondato da una moglie e da una corte dalla facile esistenza che non vedono come riesce a lui la decadenza che li circonda. E sogna e poi vede cadere la luna in un angolo del suo regno.

Consolo
Vincenzo Consolo. Foto Giuseppe Leone
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Etta Scollo da sempre si muove con talento, molto apprezzato all’estero, in varie direzioni artistiche come quando nel 2008 crea un progetto poetico-musicale (Il fiore splendente) in omaggio ai poeti arabi che vissero e scrissero in Sicilia tra il IX e il XII secolo. E questo suo lavoro porta i segni di una conoscenza profonda che cesella ed esalta il lirismo grazie ad un uso continuo e sapiente di molti strumenti anche inusuali. L’orchestra vede la partecipazione di Fabio Tricomi (kemenche e chitarra barocca), Sebastiano Scollo (tiorba), Rolf Lislevand (tiorba), i contributi di di Susanne Paul e Giovanni Sollima al violoncello, i cantanti Gloria Moretti (soprano) Maurizio Sciuto (tenore), Marco Radaelli (baritono).

È difficile separare i brani del disco ma vale la pena sottolineare alcuni passaggi come i quasi cinque minuti di Nella gioia luminosa dell’inganno, di una bellezza struggente, dalla lettura densa e senza scampo di Roberto Herlitka passando alla ballata quasi “pop” in cui entra la voce della Scollo su arpeggi delicati e nitidi e che spiega il successo, sempre all’estero, della sua versione della beatlesiana Oh Darling!. Come La filastrocca dell’arancia, uno dei brani più propriamente folk, mette in luce tutta la gentilezza armoniosa della sua voce luna, luna, santa luna, mandami la fortuna, a me lucente, a te stellente, tu stellata, io buona avventurata.
Non vi curate di noi e ascoltate.
Ciro Ardiglione

genere: folk
Etta Scollo
Lunaria
etichetta: Casa Musicale Sonzogno
pubblicazione: 2014
brani: 13
durata: 40:08
cd: singolo

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