Eugenio Borgna: L’arcobaleno sul ruscello, Figure della speranza

copertina del libro di Eugenio Borgna , L'arcobaleno sul ruscello
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Eugenio Borgna propone una riflessione sull’apparente fragilità della speranza e dei suoi rapporti con gli insondabili territori della psicopatologia e con le domande legate alla condizione umana.

Il titolo del testo di Eugenio Borgna deriva da quella che l’autore stesso definisce “una sfolgorante riflessione sulla speranza di Friedrich Nietzsche”. E, muovendosi in una ricognizione che prende le mosse ben prima e ben oltre il pensatore tedesco, Borgna ci accompagna tra parole filosofiche e letterarie per mostrarci la speranza come categoria esistenziale e non solo.

Citazione 1
Non solo: la speranza è memoria del futuro, come diceva Gabriel Marcel, e si intreccia ad emblematiche esperienze di vita: rendendole possibili o almeno rendendole più facili da realizzare, come sono il perdono e la misericordia, che hanno segnata la vita e la morte di madre Teresa di Calcutta: testimone di una indicibile speranza che le consentiva di ritrovare un senso nel deserto di un male di vivere ai confini dell’umano.

Non soltanto, quindi, ci ricorda con delicatezza Borgna, il campo della malattia nella sua più ampia accezione, ma la volontà di delimitare un territorio d’indagine che si nutre anche di ambiguità e fraintendimenti.
Come s’intende fin dalle prime pagine del testo, la condizione umana, legata all’essere immersi nella temporalità, è contrassegnata da uno scarto necessario tra il rapporto con il passato e con il presente e l’esigenza vitale di proiettarsi nel futuro.

Citazione 2
La psichiatria, quando intenda confrontarsi con esperienze di vita così complesse e così fragili, così umbratili e così sfuggenti ad un linguaggio clinico aridamente tecnico, come sono quelle incentrate sulla speranza e sulla tenerezza, sulle inquietudini dell’anima, non può non servirsi di parole gentili e acquatiche che tengano presenti la loro fragilità semantica e la loro sensibilità emozionale.

Non una ricerca cronologica o enciclopedica, dunque, quella proposta dall’autore. Si sottolinea, piuttosto, una densità testuale che si nutre di un percorso rigoroso ed emozionante insieme.
In questa nostra breve presentazione non si può avere la pretesa di riportare tutti i suggerimenti e le suggestioni che Borgna ci propone. È, probabilmente, più necessaria e proficua la sottolineatura di una sorta di trama narrativa in cui la speranza, in differenti situazioni e in diverse accezioni, si erge come protagonista di una narrazione coinvolgente che non può lasciare indifferenti.

Citazione 3
Le cose cambiano profondamente nel corso di una malattia nella quale non è possibile sfuggire alla riflessione su quelle che sono state le nostre esperienze passate, le nostre colpe, volontarie o involontarie, ma non è nemmeno possibile sfuggire alla riflessione su quelle che sono le nostre attese e le nostre speranze. Si approfondisce, così, la conoscenza degli impegni e dei doveri anche morali a cui siamo chiamati.

E, se nell’ambito allargato della malattia si può cogliere la precarietà della nostra esistenza, è proprio lì che siamo chiamati a trovare, e si direbbe a difendere, le tracce e le ragioni della speranza: essa contrassegna, in maniera per nulla marginale, la differenza fra la sottomissione al caso o al destino e la volontà di operare uno scarto, una mossa inattesa rispetto alle premesse quasi deterministiche alle quali potremmo, in assenza di speranza, inchinarci.
La speranza, nelle pagine dello psichiatra, è, dunque, meno fragile e meno insensata, in almeno due direzioni.
La prima è la volontà di plasmare il futuro e ci colloca, quindi, nel campo dell’etica e delle scelte; la seconda è il reciproco riconoscimento che avviene fra soggetti liberi che colgono la propria dignità “nella responsabilità del volto altrui”. Questa responsabilità non può mai abbandonare il campo della relazione, anche quando essa è quella fra medico e paziente.

Citazione 4
Non recidiamo allora la speranza, non diciamo parole che la feriscano mortalmente, perché non conosciamo mai bene quale sia l’andamento di una malattia, e ciascuno ha un suo modo di ammalarsi.

Antonio Fresa

Eugenio Borgna
L’arcobaleno sul ruscello
Figure della speranza
Raffaello Cortina Editore, 2018
Pagine 130, € 11,00

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