Eurobasket 2017. Le ragazze fuori dai mondiali per un fischio arbitrale

La nazionale di basket femminile al gran completo. Europei
history 5 minuti di lettura

Un fischio arbitrale improponibile, e non perché parliamo di campionati europei, non sarebbe possibile per nessuna livello di competizione tanto è stato grossolano l’errore. Magari adesso ricomincia la filastrocca di chi vuole minimizzare oltre il lecito. Di chi intima di considerare, più o meno garbatamente che in fondo si tratta di un gioco, che se per ventiquattr’anni anni non siamo andati ai mondiali non è una disgrazia, che le cose gravi sono altre e che, in fondo, le nostre ragazze di eurobasket hanno fatto fare al movimento un gran balzo in avanti in termini di popolarità, come se avessero vinto un trofeo. Non ci sembra opportuno lasciar perdere senza cercare il dovuto rilievo. Ferita aperta e di difficile rimarginazione quella lasciata dall’errore di questo arbitro, lo si intuisce dalla parole della Giorgia Sottana che ci consegna, dopo la gara, una bellissima lettera dove traspare tutto l’amaro per non essere riuscite ad avere la partecipazione ad un mondiale, e solo per cause indipendenti dalle volontà ed abilità delle nostre atlete. Purtroppo questo errore arbitrale gravissimo, anche se singolo come accade a volte nello sport, ha comportato la nostra esclusione ed ognuno potrà trarre le proprie conclusioni. Certamente anche la Lettonia lo avrebbe meritato il mondiale, anche quelle atlete hanno sudato in palestra per giorni e giorni, addirittura quasi per una vita, e la ricompensa del mondiale doveva essere assegnata non certo ricorrendo ad un fischio arbitrale sbagliato. La gara si è aggiudicata per un punto, 67 Italia 68 Lettonia. A meno di nove secondi dalla conclusione le italiane erano avanti di un punto grazie all’ultimo canestro della solita sontuosa Cecilia Zandalasini (25 punti totali). Avendo ancora la possibilità di spendere un fallo prima di essere punita con i liberi, Cecizanda intercetta un pallone commettendo uno dei soliti innumerevoli falli, presunto tattico, di cui le gare di basket sono piene. In questo caso per giunta si ha l’impressione che, una delle migliori tre atlete che si sono messe in mostra in questa competizione, abbia la concreta possibilità di strappare il possesso, ma il fallo c’è e ci si aspetta la rimessa laterale che avrebbe permesso alle atlete azzurre di far trascorrere facilmente i pochi secondi rimanenti. Il paradosso arbitrale è che viene fischiato un antisportivo con liberi segnati, vantaggio lettone, e beffa finale quando un successivo fallo della Masciadri, forse più duro o almeno analogo al precedente, viene sanzionato come fallo che di diritto manda ai liberi, senza alcuna fantasia di antisportività, come deve essere. È la conferma che beffa deve esserci e tale sarà, e neanche ben confezionata tanto è apparso maldestro l’accaduto.

Non giunge nemmeno di conforto la dichiarazione del presidente Petrucci che l’arbitro non ci dormirà per l’errore commesso. Al povero spettatore di cotanta ingiustizia, che sia competente o meno è di secondaria importanza tanto evidente è il misfatto, non giunge neanche d’aiuto la pubblicazione in cui “mister decidere”, Luigi Lamonica uno dei nostri migliori arbitri di sempre, descrive le difficoltà di prendere decisioni immediate in un batter d’occhio. Ma quella che ha subito la Zandalasini può essere, al contrario e, secondo la migliore delle ipotesi, la ricerca di protagonismo di un soggetto, l’arbitro, che, fischiando, ha voluto sottrarre volontariamente successo ad una delle migliori tre atlete messesi in mostra nella competizione. Nell’azione incriminata il tempo della riflessione per decidere, non è mancato anzi, la dinamica prevedibilissima indica che sarebbe stato fin troppo facile decidere, fisiologicamente, invece di inventare un antisportivo per un tentativo fruttuoso di intercettare il pallone. A rendere ancora più contorta la vicenda, pochissimi minuti dopo la conclusione della gara, si è diffusa la notizia che i prossimi mondiali si sarebbero svolti in Lettonia. E allora “A pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina” come diceva Giulio Andreotti.
Tornano alla mente gli episodi precedenti, l’infortunio della Macchi, frattura mandibolare per il rotear di gomito della turca/americana Quanitra Hollingsworth punita adeguatamente? E successivamente come valutare il fatto che gli highlights della gara, diffusi nel web appena dopo la gara dalla FIBA contenevano il fallo incriminato per poi essere modificati senza più divulgarlo? E come vanno spiegate le innumerevoli denunce che hanno inondato il web, anche da nazioni straniere, in cui, evidentemente, le regole del basket sano, sono ancora considerate un bene non mediabile?
Tutto questo non giova alla credibilità di questa disciplina sportiva, come purtroppo accade anche in altre, e si diffonde sempre più un’inarginabile convinzione di impossibilità alla difesa da lobbies sportive/finanziarie sempre più potenti impegnate più al consolidamento dei loro poteri/profitti che disposte a profondere ogni energia per la diffusione sana dello sport.
Tornando al torneo, la gara per il settimo posto è andata alle italiane che hanno regolato la Slovacchia 70 a 57, mentre la finale per il titolo europeo, giocata tra Spagna e Francia, laurea le iberiche campioni  e la nostra Cecilia Zandalasini nel miglior quintetto europeo.

La nazionale di basket femminile al gran completo. Europei
La nazionale di basket femminile al gran completo. Europei 2017

A noi questi campionati ci riconsegnano un Andrea Capobianco con Antonio Bocchino e tutto il resto dello staff consapevoli di aver svolto un buon lavoro ed una nazionale che, purtroppo, registra l’abbandono della Macchi dopo il grave infortunio. Desideriamo ricordarle tutte, giovani e veterane, ognuna però in grado di bucare il video ed entrare nel cuore di tanti amanti di questo sport come raramente si era visto in precedenza: Cinili, Crippa, De Pretto, Dotto, Formica, Gorini, Macchi, Masciadri, Penna, Ress, Sottana, Zandalasini. E poiché o perché, con grazia e cuore sono realmente entrate nelle nostre case, è meglio ricordarle come: Sabrina, Martina, Valeria, Francesca, Alessandra, Gaia, Laura, Raffaella, Elisa, Kathrin, Giorgia, Cecilia. Alla prossima ragazze, siate superiori. Che sofferenza però!
Emidio Maria Di Loreto

canale telegram Segui il canale TELEGRAM

-----------------------------

Newsletter Iscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condividi l'articolo.
Condividi la cultura.
Grazie

In this article