Europee 2024: anche in Italia vince l’astensione e la destra

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Lo avevamo scritto pochi giorni addietro che le Destre europee si candidavano a vincere queste , ventilando anche la presenza dell'ombra pesante dell'astensionismo. Così è stato, anche se si può parlare più di una pesante spallata che della tanto temuta valanga nera.

Già il voto in , che ha anticipato quello degli altri Paesi europei, aveva dimostrato che la destra sovranista e islamofoba di non aveva scaldato più di tanto i cuori degli olandesi che, pur garantendogli ben7 seggi rispetto al nessun deputato eletto nelle elezioni di 5 anni fa, ha preferito votare per il partito rossoverde PvdA-Groenlinks; cioè la formazione composta dal partito socialdemocratico e quello dei verdi guidati dall'ex vice presidente della Commissione europea Frans Timmermans. Vera vincitrice delle elezioni nei Paesi Bassi è però stata l'astensione, registrata al 46,8%, in crescita rispetto alla competizione di cinque anni fa quando si attestò a 5 punti in meno.
Un rapido sguardo al voto espresso negli altri Paesi europei che potremmo definire periferici, conferma con alti e bassi la tendenza generale che vede una affermazione delle compagini conservatrici o di destra con una crescita, forse imprevista, dell'astensione.
In Grecia, che elegge 21 rappresentanti al Parlamento europeo, il partito di centro destra Nuova Democrazia guidato da Kyriakos Mitsotakis se ne è aggiudicati 7, seguito da Syriza (coalizione di sinistra) con 4, il PASOK (partito di centro sinistra di ispirazione socialdemocratica) con 3, EL ( formazione di estrema destra nata nel 2016) con 2 seggi, il KKE (il Partito Comunista di Grecia, di ispirazione marxista-leninista) 2 seggi. I rimanenti, divisi fra altre tre formazioni[1]. Il risultato in Portogallo va decisamente contro tendenza. Possono esultare i socialisti dove il PS guidato da Pedro Nuno Santos ha ottenuto oltre il 32% dei voti, superando di un punto percentuale la coalizione di centro destra – Alleanza Democratica – del Primo ministro Luís Montenegro. Di sconfitta si può parlare per la formazione di ultra destra Chega che non ha raggiunto il 10%.

A casa nostra, doppio impegno elettorale perché oltre ad eleggere i 76 rappresentanti che ci spettano al Parlamento europeo, i cittadini sono stati chiamati anche per le elezioni amministrative in 3.700 Comuni – tra cui Bari, Bergamo, Cagliari e Firenze  – e per l'elezione del Presidente della Regione Piemonte.

Ancora una volta dobbiamo mettere in guardia da tutte quelle analisi che prescindono dal livello di astensionismo che continua a crescere. Come abbiamo avuto modo di scrivere su questa rivista: «in ogni tipo di consultazione elettorale, in un comune come in un continente, la partecipazione è un elemento centrale per valutare il funzionamento della democrazia. Il crescente distacco tra rappresentati e rappresentanti mostra la difficoltà della politica di interpretare la società e favorisce, sempre, il vento dell'autoritarismo che, talvolta in modo silente, comprime le libertà affogandole nell'incoscienza». e in Italia alle elezioni europee l'astensionismo è stato di gran lunga il primo partito con il 49,69%  contro un già deludente 56,09 delle precedenti elezioni.
Ed è al Sud che l'astensionismo è stato più marcato, con una percentuale di affluenza che ha toccato livelli preoccupanti. In Sardegna e Sicilia, per fare un esempio, si è registrata una presenza alle urne inferiore al 40% che fa da contraltare ai dati dell'affluenza europea stabilizzata intorno al 51%. In controtendenza il voto dei giovani in Italia. Mentre in Francia e Germania i giovani hanno privilegiato i partiti conservatori e/o di estrema destra, da noi le speranze delle nuove generazioni sono state indirizzate a sinistra, privilegiando il PD che è stato votato dal 18% degli under 30, seguito dal M5S con il 17% e da Alleanza Verdi-Sinistra con il 16% [2].

Se vogliamo, possiamo dire che le 61.650 sezioni nelle quali si sono recati gli elettori, a livello macro politico non hanno riservato sorprese. e così in un  mare di astensioni la destra di Fratelli d'Italia, il partito di Giorgia Meloni insomma, si è confermato come il primo partito in Italia con il 28,81% dei voti con 24 suoi componenti all'Assemblea di Strasburgo. E questo nonostante gli eclatanti casi della vigilia. Ma quello che  sottolineato che l'esultanza andrebbe contenuta visto che “Giorgia” ha raccolto 600.000 voti in meno rispetto alle politiche. Comunque, la pesante percentuale di voti fa sì che Fratelli d'Italia sia il primo partito all'interno dell'eurogruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (Ecr) che potranno contare su 73 rappresentanti. Vittoria elettorale che gli regala il terzo posto come partito più numeroso in Europa dopo l'Unione dei Cristiani e Democratici tedesco (CDU) e il Rassemblement National di Marine Le Pen. E questo posizionamento nello scacchiere europeo, insieme all'indebolimento della Francia e della Germania, potrà permettere alla finora molto prudente Giorgia Meloni di poter avere la forza da una parte di far convergere il voto dell'eurogruppo di appartenenza, sul candidato alla Presidenza della UE e dall'altra a portare con maggiori pretese aspetti della linea politica che giudicherà più aderente alla sua concezione di Europa. Non è detto che le riesca, del resto Ursula von der Leyen potrebbe proseguire sulla sua strada lasciando fuori Meloni e appoggiandosi ai Verdi a Strasburgo.

All'interno della coalizione del Governo Meloni qualche scricchiolio si è avvertito e come. La leadership di Antonio Tajani ha portato Forza Italia (9,61%) a superare la Lega (9,%) rosicchiando voti proprio in quel bacino del Nord industriale ritenuto feudo inattaccabile del partito di Salvini. L'accorto e prudente leader di Forza Italia ha traghettato con molta cautela il suo partito di ispirazione centrista nella coalizione di governo, facendo sempre attenzione  ad evitare i pericolosi scossoni che potevano arrivare – come poi sono arrivati – dai due alleati di governo. Di quella destra cioè che non disdegna di andare a braccetto con Orban e con l'altro alleato che stringe un patto di ferro con la destra lepenista. Insomma per Tajani e Forza Italia è stata come una traversata del deserto, dopo la morte del leader storico Berlusconi, che ora sta offrendo i suoi frutti e può far fantasticare il Segretario facendogli affermare di poter raggiungere il t 20% alle prossime elezioni politiche.
Tutt'altra storia per i leghisti che forse senza l'affermazione personale del candidato indipendente Roberto Vannacci – che ha raccolto da solo ben 500 mila voti in aree che altrimenti  non avrebbero votato Lega – sarebbero andati anche peggio. In conferenza stampa, un Salvini contenuto e forse molto contrariato ha affermato che:«la Lega è sopra il risultato delle politiche, superati i 2 milioni di voti» dovendo poi ringraziare il vituperato generale non gradito dai suoi, che in definitiva gli ha salvato la faccia, aggiungendo:« Non ho mai chiesto a Vannacci di prendere la tessera della Lega e lui non me lo ha mai chiesto[…] uno può non avere la tessera e votare Lega. Qualcuno può avere la tessera e non votare Lega…» [3]. Ha poi concluso Salvini mandando un'altra frecciata al fondatore Umberto Bossi, che ha apertamente dichiarato di non voler votare per una Lega irriconoscibile ai suoi occhi.

Sul fronte delle sinistre, si può dire che la linea di sbarramento alle destre ha tenuto.
Il Partito Democratico di una paziente ma negli ultimi tempi più battagliera Elly Schlein conquista il secondo posto nel gradimento degli elettori con un lusinghiero 24,08%, imponendosi come primo partito votato in 20 province contro le 73, su 107, andate a Fratelli d'Italia. Con i suoi 20 candidati eletti – tra i quali l'ex presidente di Emergency Cecilia Strada, il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, la giornalista Lucia Annunziata, ma anche Marco Tarquinio, ex direttore di Avvenire che lotta per la pace e che ha proposto lo scioglimento della Nato – la formazione del PD sarà, assieme a quella del PSOE spagnolo, la più numerosa all'interno dell'eurogruppo Socialisti e Democratici (S&D).

Delusione totale per il Movimento 5 Stelle, che strappa un risicato 9,99% equivalente cioè a 9 seggi al Parlamento europeo, ben al di sotto di quanto previsto sia dagli opinionisti che dal suo leader Giuseppe Conte. Visto questo voto in ottica competitiva per una leadership all'interno dello schieramento largo insieme al PD, possiamo parlare di sostanziale ridimensionamento. Probabilmente una delle cause è la cronica assenza di rappresentanti sul territorio, tant'è che l'unico nome di spicco eletto è stato Pasquale Tridico, economista ed ex presidente dell'INPS, il cui curriculum e carisma non poteva non essere valorizzato dall'elettorato. Mi spingo a dire che i voti dell'M5S siano stati presi a strascico, quindi con gran fatica, solo dalla presenza del suo leader Conte che si è prodigato in Puglia sua terra natale. Forse con la personalizzazione della politica non ha pagato la scelta, sia pur condivisibile, di non candidarsi. I dati ormai certi parlano chiaro:« Il Movimento 5 Stelle ha superato il 20 per cento dei voti solo in Campania e il 15 per cento in Sardegna, Sicilia e Calabria, confermando di essere un partito che raccoglie al Sud la maggior parte dei suoi consensi. Il partito di Giuseppe Conte è sotto il 10 per cento in tutte le regioni del Nord, mentre in Veneto, Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige si è fermato sotto il 5 per cento» [4].

Tra le altre liste collocabili comunque a sinistra, solo Alleanza Verdi-Sinistra (AVS) ha ottenuto un successo, il 6,73% che garantisce 6 seggi in Europa, che credo vada oltre ogni più rosea aspettativa. Eletti i suoi candidati più rappresentativi come Ilaria Salis, Mimmo Lucano, Ignazio Marino (ex sindaco di Roma) e Leoluca Orlando. Va comunque ricordato che Alleanza Verdi-Sinistra, una volta composta la lista degli eletti, si dividerà. I deputati dei Verdi andranno con i Verdi Europei mentre i colleghi della Sinistra confluiranno nell'eurogruppo The Left.

Infine va ricordato che non elegge alcun deputato europeo il partito di Michele Santoro Pace Terra e Dignità che si ferma al 2,2% dei consensi. Stesso discorso per altri esclusi “eccellenti” come la lista di Stati Uniti di Europa – formata da Più Europa di Emma Bonino e Italia Viva di Matteo Renzi – che raccoglie solo il 3,76% dei voti. Sorte identica per è toccata ad Azione di Carlo Calenda che non è andata oltre il 3,35% dei consensi. Infine da ricordare la lista Libertà di Cateno De Luca che guadagna l'1,2% e Alternativa Popolare di Stefano Bandecchi, sindaco di Terni, che ottiene lo 0,4% dei voti.

Ed è al Sud che l'astensionismo è stato più marcato, con una percentuale di affluenza che ha toccato livelli preoccupanti. In Sardegna e Sicilia, per fare un esempio, si è registrata una presenza alle urne inferiore al 40% che fa da contraltare ai dati dell'affluenza europea stabilizzata intorno al 51%. In controtendenza il voto dei giovani in Italia. Mentre in Francia e Germania i giovani hanno privilegiato i partiti conservatori e/o di estrema destra, da noi le speranze delle nuove generazioni sono state indirizzate a sinistra, privilegiando il PD che è stato votato dal 18% degli under 30, seguito dal M5S con il 17% e da Alleanza Verdi-Sinistra con il 16% [5].

Terminate le emozioni per le votazioni europee, si comincia lo scrutinio per le votazioni amministrative comunali e regionali. Come noto l'8 e 9 giugno si è votato anche per l'elezione dei nuovi sindaci e Consiglio comunale in 3.716 comuni, di cui 29 capoluogo.

In Piemonte si è votato invece per l'elezione del nuovo governatore regionale. Il candidato uscente Cirio, del centro destra, è stato confermato con il 56,12% dei voti  mentre la coalizione di centro sinistra con a capo la Pentenero si è fermato al 33,54%. Le sfide con maggior rilievo nazionale riguardano: Cagliari dove è stato eletto sindaco il candidato di centro sinistra Massimo Zedda; vittoria al primo turno del centro sinistra a Bergamo con Elena Carnevali; anche a Campobasso la partita si è chiusa al primo tempo con Aldo De Benedittis del centro destra;  a Bari si va al ballottaggio con vede in Vito Leccese, candidato PD in notevole vantaggio nei confronti dello sfidante Fabio Romito del centro destra; ballottaggi anche a Firenze dove chiude con circa 11 puntiti di vantaggio  la candidata del centro sinistra Sara Funaro (sostenuta da PD, AVS, Azione Siamo Europei, Sara Funaro Sindaca, +Europa, Centro, Anima Firenze) sul candidato del centro destra Eike Dieter Schmidt – ex direttore degli Uffizi ( appoggiato da FI, FdI, lista civica Eike Schmidt Sindaco, Lega) [6].

attendiamo i risultati definitivi ma anche i ballottaggi per capire ancora meglio la portata di queste elezioni che comunque vedono una destra avanti in un mare di astensionismo e di cittadine e cittadine non rappresentate.
Stefano Ferrarese

[1] https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/elezioni-europee-grecia-news_63RrUxdC0ppOsF35msi8hD?refresh_ce, 10 giugno 2024
[2] Ygnazia Cigna, https://www.open.online/2024/06/10/elezioni-europee-voto-giovani-italia-francia-germania/, 10 giugno 2024
[3] https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2024/06/10/salvini-record-di-voti-per-il-tanto-contestato-vannacci_3891edc4-b9c6-45f3-b8f9-247fe3a9b560.html, 10 giugno 2024
[4] https://pagellapolitica.it/articoli/risultati-definitivi-partiti-elezioni-europee-2024,10 giugno 2024
[5] https://www.prefettura.it/brescia/elezioni/Europee_2024_affluenza_e_risultati_link_ministero_dell_interno-19700431.htm, 10 giugno 2024
[6] Dati forniti in tempo reale da https://www.corriere.it/politica/diretta-live/24_giugno_10/elezioni-comunali-2024-risultati-spoglio-diretta.shtml?refresh_ce, 10 giugno 2024

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