Europee 2024: le elezioni viste da sinistra

Elezioni europee 2024

Sabato 8 e Domenica 9 giugno si vota per le e, salvo scivoloni di stile come le roboanti e insensate affermazioni del senatore della Lega Claudio Borghi, nono possiamo far altro che  attendere il giudizio degli elettori per quanto detto e non detto nei programmi e nelle campagne elettorali. Prima di fare una breve disamina delle posizioni della sinistra in Italia chiariamo alcuni aspetti di queste elezioni.

Le elezioni servono a eleggere 76 deputati del su un totale di 720 eurodeputati che rimarranno in carica per i prossimi 5 anni. Vale la pena ricordare che il Parlamento europeo è l'unico organo dell'Unione eletto direttamente dai cittadini europei le cui scelte sulle politiche comunitarie, influenzeranno la vita dei 450 milioni di abitanti residenti nei 27 Stati membri.
Non vanno dimenticate poi, le condizioni di voto per  i cittadini italiani residenti all'estero. Chi risiede in altri Paesi comunque membri dell'Unione europea, può votare presso le sedi diplomatiche o consolari oppure, se iscritto all' «Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero» (AIRE), può esprimere la sua preferenza per uno o più candidati presenti nelle liste del Paese di residenza. Chi invece, cittadino italiano, ma residente in un Paese che non appartiene alla UE, può esercitare il suo diritto di voto solo recandosi nel Comune italiano di iscrizione elettorale.

La legge elettorale con la quale si andrà al voto per queste elezioni europee, è sostanzialmente diversa da quella usata, per fare un esempio, per le elezioni del nostro Parlamento. Mentre da noi la legge elettorale – il famoso «Rosatellum» – è un sistema misto fra maggioritario e proporzionale, spesso soggetto comunque a revisioni a seconda delle necessità politiche di chi è al governo, in Europa questa importante legge di regolamentazione per l'attribuzione dei seggi, non è mai cambiata dal 1979 anno nel quale si elesse per la prima volta a suffragio universale l'Assemblea di Strasburgo. Si tratta, secondo quanto prescritto dalla normativa UE, di un sistema proporzionale puro. Il che significa, molto semplicemente, che ogni formazione politica elegge una quota di euro deputati commisurata al numero di voti ricevuti. Tutto ciò è però condizionato al superamento di una c.d. «soglia di sbarramento» fissata al 4% in Italia mentre può non esserci o essere di livello diverso in altri Paesi. sempre per la legge italiana, come in altre elezioni, è possibile esprimere delle preferenze fissate al massimo di tre nominativi nel rispetto, comunque, di un equilibrio di genere. Vale a dire, che non è consentito votare o per sole donne o per soli uomini, pena l'annullamento della terza preferenza.
L'Italia è suddivisa in cinque circoscrizioni elettorali alla quale viene assegnato un numero di seggi in base alla popolazione residente. Da questo ne deriva che ogni partito può presentare nella propria lista un numero di candidati pari a quello assegnato alla circoscrizione elettorale. Le circoscrizioni per queste votazioni europee sono: Nord occidentale, Nord orientale, Centrale, Meridionale e Insulare.

Infine, per chiudere la cornice normativa, bisogna tenere in conto che i partiti votati dovranno scegliere nel Parlamento europeo quel determinato gruppo – che comunque dovrà accettarli – che  abbia la sua stessa visione politica. Attualmente i gruppi politici europei sono 7 ai quali, in linea di massima, possono aggregarsi i nostri partiti:

  • Partito Popolare Europeo (EPP)- centro destra- ne fa parte Forza Italia
  • Socialisti e Democratici (S&D)- centro sinistra- ne fa parte il Partito Democratico ()
  • Renew Europe- centro- ne fanno parte Azione e Stati Uniti d'Europa
  • Conservatori e Riformisti (ECR)- destra- ne fa parte Fratelli d'Italia
  • Identità e Democrazia (ID)- estrema destra- ne fa parte la Lega
  • Verdi (Greens/EFA)- verdi- ne fa parte l'Alleanza Verdi e Sinistra (AVS)
  • La Sinistra (The Left)- Sinistra – qualora Alleanza Verdi Sinistra raggiungesse il 4% dei voti, un seggio di quelli ottenuti andrebbe a Sinistra Italiana e quindi nel gruppo europeo di The Left [1].

Quindi, a solo titolo di esempio, votando Fratelli d'Italia si sceglie indirettamente il gruppo dei «Conservatori e Riformisti» del quale fa parte anche il partito polacco Diritto e Giustizia (PiS) guidato da Jarosław Kaczyński.

Entrando ora nella specificità delle posizioni dei partiti di sinistra, o come viene riconosciuta nella cosiddetta area progressista, non si può non notare quasi una certa diffidenza o se vogliamo ritrosia, del classico elettore di sinistra che quasi tentenna nel voto data l'assenza, sostanzialmente, di un partito in cui riconoscersi a tutto tondo, nutrire piena fiducia e al quale demandare ad occhi chiusi la tutela dei diritti civili e della giustizia sociale. Appare un voto stanco. sembra quasi che si voti perché si sente come un dovere farlo e si vota a sinistra nella speranza di battere le destre. Ma nulla più. E forse come tanti  elettori sarebbe stato utile conoscere meglio progetti e programmi dei candidati di cui però è difficile comprendere cosa proporranno a Strasburgo una volta eletti. L'offerta politica è parsa lacunosa e molte volte evanescente.

Il PD sotto lo slogan «Un'Europa per l'Italia, un'Italia per l'Europa», presenta nelle poco meno di 50 pagine del suo programma, ben 15 proposte viste come base per «riformare l'Unione europea verso l'Europa federale, in grado di affrontare le sfide globali dando risposte ai bisogni delle cittadine e dei cittadini»[2]. Si toccano argomenti che spaziano dalla richiesta di adozione di un «Patto sul Progresso sociale» che contempli il salario minimo, un rafforzamento della contrattazione collettiva e nuovi diritti per i nuovi valori, all'ampliamento del «Green Deal» (approvato nel 2020 con la finalità di ridurre le emissioni di gas serra del 55% nel 2030 fino allo zero emissioni nel 2050), fino al necessario anticipo sui tempi di azzeramento delle emissioni per realizzare «una economia europea carbon free strategicamente autonoma». Sulla sanità pubblica, alla quale si dedica una sola pagina, si riafferma genericamente un diritto alla salute e l'adeguamento del sistema nazionale agli standard dei Paesi europei più avanzati.
Per il raggiungimento di questi obiettivi, il PD si affiderà ai c.d. «big» del partito come Cecilia Strada, Irene Tinagli, Alessandro Zan, Giorgio Gori nella circoscrizione Nord ovest. Stefano Bonaccini, Elisabetta Gualmini, Alessandra Moretti in quella del Nord est. Elly Schlein, Nicola Zingaretti, Marco Tarquinio, Dario Nardella nella circoscrizione Centro. Lucia Annunziata, Antonio De Caro, Sandro Ruotolo, Jasmine Cristallo per il Sud. Capolista per le Isole sempre la Schlein.
Nel complesso, un programma estremamente articolato ma privo, a mio giudizio, di quello «scatto» che avrebbe potuto fare la differenza, dovendo forse la Segretaria mediare tra le varie correnti che si agitano dentro; da quelle di orientamento liberista fino agli ultimi cespugli di una sinistra che fa fatica ad emergere.

L'altro grande partito all'opposizione, il Movimento 5 Stelle, guidato dal funambolico e scaltro Giuseppe Conte, rimane ancora stabilmente  in quell'area non ben definita di movimento – partito con scarso radicamento nei territori. L' si presenta alle elezioni europee con un programma monstre di 103 pagine che racchiudono ben 17 capitoli suddivisi ognuno in almeno 8 paragrafi. Quelli più corposi ed anche più articolati sono quelli dedicati a «Energia e Clima: rafforziamo il Green Deal», a pagina 62, e «La salute è una migliore qualità della vita» a pagina 71 [3]. Per energia e clima il M5S chiede in maniera perentoria di rafforzare il Green Deal, addirittura garantendo alla UE una competenza esclusiva per affrontare la crisi climatica, sostenendo l'obiettivo della neutralità climatica da raggiungere entro il 2050. A questo proposito nel programma vengono indicati anche gli auspicabili cambiamenti nella politica estera europea a difesa del clima, passando dalla revisione degli accordi con il Mercosur (cioè il mercato comune dell'America Latina, ndr) fino a chiedere «di cancellare il debito estero dei Paesi africani, ma non sono chiari i risvolti in termini di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico»[4].
Il Movimento 5 Stelle presenta 20 candidati nella circoscrizione Nord occidentale, 15 in quella Nord orientale, 15 in quella Centrale dove spicca il nome della ex calciatrice Carolina Morace, 18 in quella del Sud con capolista Pasquale Tridico economista ed ex presidente dell'Istituto nazionale della previdenza sociale e 8 nella circoscrizione insulare.

C'è poi l'Alleanza Verdi Sinistra guidata dal binomio Fratoianni – Bonelli. E' questa, come ritengo, sicuramente una formazione ambientalista di sinistra che però al momento non mi pare in grado di poter influire nel contesto politico italiano e, probabilmente, meno che meno in quello europeo. Comunque il programma presentato dal partito si articola in 18 punti dove i primi tre danno grande spazio alle soluzioni da adottare per affrontare l'emergenza energetica («L'Italia rinnovabile», «L'Italia Green», «L'Italia della mobilità sostenibile»)[5]. Molto corposo l'elenco dei candidati, 20, della circoscrizione Nord occidentale dove spiccano, giustamente, i nomi di Ilaria Salis – appena fuori dalle carceri ungheresi e ora ai domiciliari forse grazie proprio alla candidatura offertale da AVS – e dell'ex sindaco di Roma Ignazio Marino nonché quello di Mimmo Lucano. Altri 15 candidati nella circoscrizione Nord orientale, 15 in quella Centrale con capolista Ignazio Marino, 18 in quella Meridionale con capolista Mimmo Lucano e 8 in quella Insulare guidati da Leoluca Orlando, Ilaria Salis e Mimmo Lucano.

Infine tra le formazioni collocabili a sinistra che si presentano alle elezioni, c'è la lista di Pace Terra e Dignità di Michele Santoro. Il programma è diviso in tre parti, ognuna dedicata alle tre parole che compongono il nome della lista. «Pace. Non sta da sola», «Terra. Il debito mondiale è tre volte maggiore del Prodotto Interno Lordo del mondo», «Dignità. Proponiamo di rivedere completamente gli accordi di Maastricht sui quali sono nate l'Unione e le cosiddette politiche di austerità. Un nuovo trattato dovrebbe prevedere piena occupazione, riduzione delle diseguaglianze, intervento pubblico nell'economia, regolamentazione dei capitali e della finanza» [6]. La lista è ovviamente guidata da Michele Santoro e tra i candidati più noti spiccano Vauro Senesi, l'attore Paolo Rossi e il Segretario di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo.

A ben vedere, comunque la si voglia pensare, è tutto pronto per tentare di fermare le Destre in Europa ed imprimere una svolta alla confusionaria e balbettante politica europea, ma bisognerà tenere conto del convitato di pietra sempre presente in ogni tipo di elezioni: l'astensionismo.
Le ragioni del non voto sono molte e si passa, secondo le ultime ricerche sul fenomeno, dalla constatazione che i Paesi a maggior tasso di astensionismo sono quelli con più anziani con analfabetismo elevato e redditi bassi, alla ipotesi di una generale disillusione nella politica. Ma giudizi e opinioni sono contrastanti, ad esempio «Un ulteriore fattore molto critico circa il calo degli elettori italiani è il disinteresse dei giovani riguardo la politica. A tal proposito le problematiche potrebbero essere molteplici. In primo luogo i genitori di questi ragazzi sono in parte amareggiati da una politica e da politicanti deludenti: parliamo di corruzione, concussione – per mantenersi attuali; parliamo di personaggi i cui scopi sono soltanto quelli di badare ai propri interessi. I giovani hanno tal esempio a casa e dunque potrebbero essere privi di mezzi utili attraverso cui avvicinarsi alla politica»[7]. Quindi seguendo questa impostazione, cioè delusione e disinteresse per la politica in genere, risulterebbero “ragioni” difficili da correggere magari solo con un altro tipo di informazione. Il problema è effettivamente molto complesso e si rischia di essere trascinati da un giudizio all'altro. Ad esempio, come è stato notato, «ci sono anche ragioni per essere ottimisti. In realtà il tasso di partecipazione alle votazioni europee è in continua crescita: nel 2014 ha votato il 42% dei votanti. nel 2019 il 51%. Nelle prossime elezioni i sondaggi fanno intravvedere una partecipazione che potrebbe avvicinarsi al 60%»[8].

L'unica raccomandazione che mi sento di fare è di votare, esercitare il nostro sacrosanto diritto di entrare con orgoglio nella cabina elettorale a dispetto di ogni considerazione pessimista.

Stefano Ferrarese

[1] https://eccoclimate.org/it/elezioni-europee-clima-e-energia-nei-programmi-elettorali/, 3 giugno 2024
[2] https://partitodemocratico.it/wp-content/uploads/2024/05/LEuropa-che-vogliamo_Manifesto-elettorale-Partito-Democratico_1.pdf, 5 giugno 2024
[3] https://www.movimento5stelle.eu/Programma-elettorale-europee-2024.pdf, 5 giugno 2024
[4] https://eccoclimate.org/it/elezioni-europee-clima-e-energia-nei-programmi-elettorali/, 5 giugno 2024
[5] https://verdisinistra.it/programma-alleanza-verdi-e-sinistra/, 5 giugno 2024
[6] https://paceterradignita.it/programma/, 19 marzo 2024
[7] Assunta Albanese, https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/06/04/europee-2024-il-popolo-non-si-sente-piu-rappresentato-mi-chiedo-quale-sara-laffluenza/7573600/, 4 giugno 2024
[8] Sara Dellabella, https://www.agi.it/estero/news/2024-05-26/elezioni-ue-astensionismo-festival-economia-trento-26532154/, 26 maggio 2024

 

 

 

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