Europee 2024. I Verdi arretrano, il Green Deal barcolla e il riscaldamento globale avanza

lotta al campamento climatico Fridays for future

L'avanzata della destra, sempre negazionista sul fronte del , già prima delle e i passi indietro fatti da più di un governo sulla transizione ecologia, annunciava un arretramento dei Verdi al Parlamento di Strasburgo. In queste faccende non va dimenticato il ruolo costante e profittevole di un fiume carsico quali sono le lobby a qualunque livello da quelle del petrolio e del gas a quelle del manifatturiero a quelle delle istituzioni finanziarie.

La sconfitta dei Verdi è stata pesante in generale anche se ci sono distinguo nazione per nazione: in dieci nazioni arretrano e in sei avanzano. Forse il miglior risultato lo si trova in Slovenia dove i verdi entrano nel Parlamento europeo con il 10,5% dei voti; altra affermazione importante è quella in Danimarca dove passano dal 13,2 al 17,4%, mentre numericamente è importante il voto in Italia dove Alleanza Verdi e Sinistra ha avuto quasi 1,6 milioni di preferenze con il 6,78%.

I Verdi a Strasburgo sono diventati il sesto gruppo – dietro anche all'estrema destra del Gruppo dei Conservatori e Riformisti europei (ECR) e di Gruppo Identità e Democrazia (ID) – con 53 seggi avendone persi 18 rispetto al 2019.

La maggiore batosta arriva dalla dove i Verdi (Die Grünen) sono al governo con i socialdemocratici e i liberali. Infatti i voti sono stati più che dimezzati passando da uno straordinario 25,3% nel 2019 all'11,9% di questa tornata. Altra sconfitta in dove  – Les Écologistes – Europe Ecologie Les Verts (LE – EELV) hanno superato di poco lo sbarramento con il 5.5% delle preferenze (erano 13,5%) e perdendo cinque dei dieci seggi che avevano. Simbolo di questa sconfitta è stata la mancata elezione dell'eurodeputato e agricoltore Benoît Biteau impegnato da anni contro l'uso di pesticidi e fermamente contrario alla richiesta nel suo paese da parte della  Federazione nazionale dei sindacati dei proprietari agricoli (FNSEA) che ha chiesto al governo una «pausa delle norme ambientali».

Analizzare la sconfitta non è semplice perché bisogna tener conto delle peculiarità nazionali e poi non si può addebitare solo all'avanzata dell'onda nera negazionista. Altri temi, come quelli economici, vedi l'inflazione, le posizioni sulle guerre in Ucraina e in Palestina, hanno avuto il loro peso. Inoltre sempre più l' non è più una specificità dei partiti ecologisti perché molti partiti, soprattutto a sinistra, hanno un programma con tematiche ambientali. Come spiega Alain Coulombel, membro della direzione degli ecologisti francesi, «l'elemento chiave è che il nostro posizionamento politico non era sufficientemente visibile all'esterno, era troppo vago, mentre il PS e la LFI portano avanti anche un programma di carattere ecologico» [1].

Il rieletto eurodeputato tedesco dei verdi, Daniel Freund ha spiegato i risultati del suo partito con tematiche come gli alloggi e l'inflazione nel suo paese e poi «ip Verdi in Germania hanno perso significativamente con gli elettori più giovani. È un dato allarmante. La nostra campagna non è stata in grado di rivolgersi a questi elettori e di mostrare loro l'urgenza della nostra politica climatica» e «tuttavia, credo che quello che vediamo in Germania – e in una certa misura anche in Francia – è che gli elettori hanno usato queste elezioni europee per esprimere la loro insoddisfazione nei confronti dei governi nazionali» [2]. Il ruolo del voto dei giovani nelle elezioni europee in Germania è evidente ed è collegato anche a tematiche ambientali, «hanno punito i partiti semaforo [la coalizione al governo, ndr], l'unica conclusione che rimane è che sono estremamente frustrati dall'autoproclamata coalizione progressista. Ciò è particolarmente vero per coloro che speravano in un cambiamento radicale nella politica climatica. Considerati tutti i compromessi che i Verdi hanno sostenuto, il loro calo tra i 16 e i 24 anni non dovrebbe sorprendere nessuno» [3].

Nel Regno Unito le cose non andranno diversamente da quanto accaduto con le elezioni europee. Si voterà il 4 luglio, ma non sembra che la questione del cambiamento climatico si una tema importante della campagna elettorale. Infatti, «con i manifesti in uscita questa settimana, crescono le preoccupazioni che la risposta dei due principali partiti possa variare da timidi progressi a un grande balzo indietro, nonostante la certezza di ulteriore caos climatico durante il prossimo parlamento». E così oltre 400 esperti e scienziati «hanno firmato una lettera pubblica ai leader del partito, esortandoli ad adottare politiche ambiziose per preparare il Paese alle imminenti turbolenze e a onorare l'obbligo internazionale del Regno Unito di affrontare le cause primarie – la combustione di gas, petrolio, carbone e vegetazione» [4].

Tornando all'Europa, con l'aiuto dei conservatori le pressioni dell'estrema destra è molto probabile che tra Consiglio europeo e Parlamento il , al quale non può esser dato un colpo di spugna perché la maggioranza è la stessa che l'ha espresso, potrà subire ritardi e rallentamenti che sono comunque pericolosi perché non si registra, e non  registrerà senza drastici interventi – nessun arretramento del cambiamento climatico e dell'innalzamento delle temperature dell'aria e dei mari.

La responsabile di Bruxelles di ClientEarth, Anaïs Berthier ci ricorda come «continuare a fare affari come al solito, o peggio, optare per un programma di deregolamentazione, minaccia la nostra stessa sopravvivenza. I nostri eurodeputati hanno il dovere di mettere al primo posto gli interessi degli europei: ciò significa proteggere e ripristinare il nostro Pianeta, da cui dipendiamo per sopravvivere e costruire una società più giusta e più resiliente ai cambiamenti climatici. Come avvocati ambientalisti, vigileremo e saremo pronti a difendere il nostro futuro, se necessario» [5].

Un'immagine che può riassumere la situazione è quella riassunta dall'eurodeputato olandese Bas Eickhout: «è piuttosto cinico vedere che in Austria il FPÖ, un partito di scettici climatici, abbia ottenuto il 27% dei voti nel giorno in cui gli elettori non hanno potuto raggiungere i seggi elettorali a causa delle inondazioni» [6].

Pasquale Esposito

[1] Mickaël Correia, Mathieu Dejean, Donatien Huet e Jade Lindgaard, Mediapart, En Europe, les écologistes perdent le quart de leurs élus, 10 giugno 2024
[2] Marta Pacheco, Euronews, Cosa è andato storto per i Verdi e i Liberali alle elezioni europee?, 11 giugno 2024
[3] Taz, Klimaschutz statt Tiktok, 11 giugno 2024
[4] Jonathan Watts, The Guardian, ‘Disappointing and surprising': Why isn't this a climate election in the UK?, 10 giugno 2024
[5] Giacomo Talignani, la Repubblica, Elezioni europee, i verdi perdono seggi in Parlamento: strada in salita per il Green Deal, 10 giugno 2024
[6] Mickaël Correia, Mathieu Dejean, Donatien Huet e Jade Lindgaard, Mediapart, En Europe, les écologistes perdent le quart de leurs élus, 10 giugno 2024

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