Europei di atletica: un’altra giornata spettacolare senza un pubblico sufficiente

Campionati europei di atletica leggera 2024

Altra giornata memorabile ma ancora troppi spalti vuoti allo stadio Olimpico (salvo la giornata di sabato forse accorsi per la finale dei 100m piani, per questi Europei di atletica  leggera (7-12 giugno). Lo ripeteremo: una desolazione  che atlete e atleti di quegli sport che non meritano. Lo sport non è fatto solo di stelle e spettacolo, ma di atlet* che dedicano passione e dedizione profonda per misurarsi con se stessi, le misure spazio-temporali e gli avversari. Di dedizione e forza d’animo il pesista italiano Zane Weir che solo dieci giorni prima dei lanci di qualificazioni aveva le stampelle per un infortunio alla caviglia e nonostante ciò si qualificava alle finali da Leonardo Fabbri con il nuovo record dei campionati portato a 22,45 metri e che mette in allerta i suoi avversari alle Olimpiadi prurigine. Lavoro e dedizione di lustri che hanno consentito alla croata e due volte campionessa olimpica, Sandra Elkasevic che ieri vinceva, non senza lasciar scorrere le lacrime, per la settima volta la medaglia d’oro nel lancio del disco agli Europei lanciando l’attrezzo a 67.04 metri. E a proposito di fatica ma anche di doti che occorrono non possiamo non sottolineare il nuovo record italiano di eptathlon di Sveva Gerevini che concludeva al sesto posto con 6.379 punti, in una gara vinta dalla due volte campionessa olimpica e del mondo, la belga Nafissatou Thiam con 6.848 punti e con le francesi Auriana Lazraq-Khlass (6.635) e Noor Vidts (6.596) rispettivamente argento e bronzo.

Giornata incredibile per i colori azzurri che inanellavano una serie incredibile di medaglie e risultati che alla vigilia si speravano. Ma poi le gare vanno disputate e vinte con gli avversari. Partiamo dal bronzo nella marcia di 20km dove il 29enne  Francesco Fortunato che per il suo fisico esile, quasi anoressico, dà la sensazione di sbriciolarsi per eccessiva fragilità ma achee invece con grande continuità nell’andatura e sapienza tattica entra nello stadio dopo Perseus Karlstroem vincitore con il tempo di 1h19:13 e lo spagnolo Paul McGrath in testa per diversi chilometri fino a quando lo svedese con un passo pulito e efficace lo abbandonava per l’arrivo solitario.
Forse i gesti atletici più belli si sono visti ieri nella gara di salto in lungo dove nella finale gli 8 metri si sono sprecati e dove l’eleganza, la naturalezza e la forza del greco campione olimpico e del mondo, Miltiadis Tentoglou confermava il titolo europeo con un volo da 8.65m ottenuto al quinto salto – e dopo una serie strepitosa – che gli è valso il record dei campionati e la migliore prestazione mondiale stagionale. In questa gara abbiamo ammirato talento e spavalderia del diciannovenne Mattia Furlani che con un lungo di 8.38m. si aggiudicava l’argento e migliorava di 2cm. il suo record del mondo juniores dello scorso maggio. Lo vedremo sicuro protagonista a Parigi.

Nelle gare di velocità si è vista innanzitutto una solidità degli atleti azzurri che sembra presagire margini di miglioramenti che lasciano aperte le salite al podio olimpico. Stiamo parlando dei 110m ostacoli vinti da Lorenzo Simonelli con  nettezza e pulizia al salto delle 10 barriere che si frapponevano a un’altezza di 1,067m tra i blocchi e la linea del traguardo che tagliava con il nuovo record italiano di 13.05. Tempo che è anche miglior tempo stagionale europeo  e secondo mondiale.

Doppietta nei 100m con un sempre più ritrovato Marcell Jacobs e Chituru Ali. Jacobs si è confermato campione d’Europa in 10.02 con 0,7 m/s di vento a favore e dato l’impressione che possa dare di più soprattutto nella fase finale. Il venticinquenne Chituru Ali pur dicendo «Non ci sto capendo un c…» è giunto secondo con 10.05 ma soprattutto lo ha fatto nonostante un giallo esibitogli in prima partenza. Capiva bene dov’era e cosa doveva fare.

Non abbiamo fatto in tempo a svegliarci che nella mattinata di oggi arriva un’altra doppietta, questa volta nella mezza maratona dove a trionfare ci sono stati Yeman Crippa – sorridente nel tratto finale della cavalcata sulla pista azzurra dell’Olimpico – e Pietro Riva che a qualche decina di metri dal traguardo sorpassava il tedesco Amal Petros,  rivolgendogli il deplorevole gesto del ciao ciao e per il quale si è scusato.

Luca Sito nella semifinale vinta dei 400m dove ai trecento metri ha staccato con facilità gli avversari stabilendo  il nuovo record italiano con 44.75 e lo si aspetta per un’altra medaglia visto che ha dichiarato a fine gara che ai centoventi metri si sentiva di spingere. Ma per quella più prestigiosa dovrà fare i conti con l’imperiosa e sicura andatura che ha messo in mostra l’inglese Charles Dobson che, rallentando, ha chiuso con 44.65 nella sua semifinale.

In finale ci saranno con il terzo tempo (11.01) e primato italiano nei 100m la ventiquattrenne e pluricampionessa italiana, Zaynab Dosso, nei 200m Fausto Desalu che è stato in testa fino a pochi metri dal traguardo e Filippo Tortu che regalmente sciolto ha stravinto la sua semifinale rallentando con 20.14. Non mancherà il capitano Gianmarco Tamberi nel salto in alto.

Tecnicamente di livello la gara del salto in alto femminile che, nonostante il disturbo della pioggia a tratti copiosa scesa sull’Olimpico, ha visto dominare la ventitreenne ucraina  Jarosláva Oleksíïvna Mahučich con 2.01m si conferma la donna da su Angelina Topić e Irina Gerashchenko.
Con il bronzo negli 800m di Catalin Tecuceanu (1’45″40) l’Italia tiene la testa del medagliere.
Ciro Ardiglione

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