Everywoman di Milo Rau e Ursina Lardi

Ursina Lardi in Everywoman
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Dirompente è la vita. Questo è quello che pensato poco prima che iniziasse lo spettacolo Everywoman.
Nelle orecchie avevo il vociare del pubblico che arrivava come il mugghiare delle onde, soltanto con qualche acuto in più. Distratto come tanti sfogliavo pigramente le pagine del cellulare.
Mi ha colpito una notizia. Un bambino di undici anni alza la mano in classe per chiedere di andare in bagno. Scappa da scuola e da Pisa va in treno a Roma. Voleva vedere il Colosseo.

Ursina Lardi in Everywoman
Ursina Lardi in Everywoman di Milo Rau e Ursina Lardi Foto Armin Smailovic Salisburgo 2020

Dirompente è la vita. In scena si parlerà della morte, di qual è il destino dell’uomo di fronte ad essa.
Ursina Lardi è strepitosa nell’interpretazione, in grado di catturare l’attenzione del pubblico, condurlo attraverso le emozioni che interpreta e rappresenta sul palco. Milo Rau è fedele al suo decalogo, pochi oggetti di scena tanti quanti ne può contenere un furgone di capienza media, sul palco si parlano due lingue, tedesco e italiano.

Tutto viene rispettato, ma nonostante la bravura di Ursina Lardi il testo a nostro parere non decolla.
Ci sembra che Milo Rau abbia il difetto di prendere il tema della morte troppo alla larga. Quasi fosse intimorito dall’impresa, e temendo di osare troppo si mantenesse al di qua.
Ci verrebbe da dire che non abbiamo paura a sentir parlare della morte, non abbiamo paura di ascoltar parole sulla nostra caducità. Ma se è proprio quello il tema che scegli, allora ci vuole il coraggio di affrontarlo fino in fondo, senza rimanerne alla periferia.
Sinceramente ci aspettavamo di più da questo testo.

Apprezzabile la scelta di portare in scena i filmati relativi a una donna qualunque malata di cancro terminale, Helga Bedau, per trasformarla in simbolo di tutte le morti. Ma nonostante questo tentativo si rimane troppo vincolati alla sua storia, senza riuscire a trasformarla pienamente in un universale conservando la consapevolezza che ogni morte è a sé stante.
Ogni morte è diversa dalle altre.
Le morti sono tante quanti siamo noi individui e di fondo hanno in comune ciò che affermava il filosofo Vladimir Jankèlèvitch Sulla morte non c’è niente da sapere. E, di fatto, qualunque cosa possiamo dire o pensare resta sempre di qua: è ancora vita. Essa oppone a tutti i nostri sforzi logici un enigma intoglibile, lasciando le nostre categorie alle prese con un buco, un vuoto scioccante che le mina dall’interno.

Everywoman. Ursina Lardi e Helga Bedau
Everywoman.
Ursina Lardi e Helga Bedau (Video) . Foto Armin Smailovic

Milo Rau ci aveva maggiormente convinto nello spettacolo The Repetition Historie(s) du Theatre (I)
in cui gli elementi della sua poetica e della sua teoria teatrale trovavano un pieno equilibrio.
Il regista svizzero rimane comunque un autore interessante, encomiabile nel suo tentativo di avventurarsi in territori inesplorati, che mettono alla prova sia la sua capacità creativa ma anche il suo pubblico. Che comunque lo ha accolto con affetto, applaudendo ripetutamente e calorosamente l’interpretazione della protagonista.

Gianfranco Falcone

Piccolo Teatro Strehler – Milano
dal 14 al 16 ottobre 2021
spettacolo in lingua tedesca con sovratitoli in italiano

Everywoman
di Milo Rau e Ursina Lardi
regia Milo Rau
scene e costumi Anton Lukas, video Moritz von Dungern, suono Jens Baudisch
drammaturgia Carmen Hornbostel, Christian Tschirner,
ricerca Carmen Hornbostel, luci Erich Schneider
con Ursina Lardi, Helga Bedau (in video)
produzione Schaubühne, Berlino in coproduzione con Festival di Salisburgo

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