Ex-Ilva: un futuro nero per 4700 lavoratori e per Taranto

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Il 10 dicembre sarà sciopero dei lavoratori ex-Ilva con manifestazione nazionale a Roma. Questa la risposta dei sindacati dopo l’incontro al ministero dello Sviluppo economico tra Francesco Caio (consulente del governo), l’ad di Arcelor Mittal Lucia Morselli, i rappresentanti del Mef e i commissari dell’Ilva in amministrazione straordinaria. Il piano industriale 2020-2024 prevede 2.900 licenziamenti ora per arrivare a 4.700 a fine piano con una produzione di 6 milioni di tonnellate e un forno elettrico che sostituirà Afo2 con la conseguente fine di un’acciaieria e di tutto il collegato.
Varie fonti giornalistiche riferisco che venerdì, il Ministero metterà in chiaro il suo piano industriale con una produzione a 8 milioni di tonnellate (quella prevista dagli accordi precedenti) e l’uso di tecnologie più sostenibili.
Per rimettere Taranto, la qualità della vita dei suoi cittadini e dei lavoratori al centro ci vuole coraggio e ingegno. Ma le ragioni dell’impresa dominano e le leadership sono minuscole.

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