Expo 2015: i dati dell’insuccesso

Milano Expo 2015
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L’Expo forse più famosa di tutti i tempi: quella di Parigi del 1889, fu visitata da 32 milioni di persone. Anche se non circolavano ancora le auto e gli aeroplani, quattro anni dopo l’Esposizione di Chicago, nonostante non fosse stata costruita un’altra Tour Eiffel fu visitata da più di 20 milioni di persone. L’affluenza di persone più numerosa è stata registrata da Shanghai con oltre 73 milioni di visitatori.

 

 ANNO CITTA’ NAZIONE VISITATORI
 2010 Shanghai Cina 73 milioni
 1973 Osaka Giappone 64 milioni
 1967 Montreal Canada 50 milioni
 1958 Bruxelles Belgio 41 milioni
 1992 Siviglia Spagna 41 milioni
 1889 Parigi Francia 32 milioni
 1986 Vancouver Canada 22 milioni
 2015 Milano Italia 21,5 milioni
 1893 Chicago USA 20 milioni
 1998   Brisbane   Australia 18,5 milioni
 2000   Hannover   Germania 18 milioni
 2005   Aichi   Giappone 18 milioni

 

Ma il parametro dei visitatori non è stato mai utilizzato per compendiare il successo di una manifestazione, Shangai non sarà ricordata per l’affluenza ma per aver rappresentato il momento topico dell’ingresso della Cina tra i paesi che contano e che possono esportare innovazione e tecnologie. Il tema era proprio “Better city Better Life”. L’investimento complessivo di circa 4 miliardi di euro. L’amministrazione della città di Shanghai spese circa 2,4 miliardi di euro, per la costruzione del sito espositivo e i lavori ad esso connessi soprattutto per la logistica cittadina. L’evento in sé invece, circa 12 milioni di yuan (1,4 miliardi), con un incasso complessivo superiore alla spesa.

EXPO 2015 il padiglione della Malesia
Expo 2015, padiglione Malaysia. Foto Gaetano Paparesta

L’unica chiave del successo di Expo 2015 sembra il numero dei visitatori! Il fatto di aver raggiunto circa 21.500.0000 visitatori, un abbondante 10% sotto le previsioni della vigilia (24.000.000) è sbandierato da ministri autorità e da tutti i media. Purtroppo è vero solo che l’Italia è riuscita ad  evitare la figuraccia che gli avvenimenti del 2012/2013 avevano fatto temere.
Tutti i giornalisti vicini alla linea del Premier si sono esaltati in commenti entusiastici: «adesso si possono fare i veri consuntivi, e smascherare i profeti di sventura» decreta Claudio Velardi sull’Unità tv  (inganno sconfitto dalla realtà), scagliandosi contro il Fatto quotidiano, colpevole di avere attaccato con troppi articoli la manifestazione.

Ma ha senso parlare di successo? Pur senza soffermarsi sul fatto che il numero dei visitatori è inquinato, visto che sembra siano stati conteggiati anche quelli che visitatori non erano e si è fatto confusione tra presenze e visitatori. Il contributo di studenti, soprattutto grazie all’accordo Expo -Ministero costato al Miur 3,5 milioni [1] e pensionati, spesso portati a Rho con viaggi da incubo. Gli studenti grazie al finanziamento sono stati 2 milioni. Tantissimi i pensionati anche grazie ai finanziamenti INPS che si è fatto carico del 50% dei costi di trasferimento. Ma ormai in Italia si continuano a ripetere tante volte le bugie affinché diventino verità. Per cui si continua a parlare di successo.

 

padiglione expo 2015
Successo? L’evento nasce con un intervento pubblico iniziale a fondo perduto di oltre 1 miliardo (1,3) di euro, i conti si avranno solo a dicembre mentre (in nome della trasparenza?) il bilancio consuntivo 2014 non è consultabile online. In ogni caso, con costi di  gestione dell’evento che sfiorano il miliardo, siamo molto lontani dal  pareggio, anche con  il costo medio del biglietto previsto da Sala di 22 euro, il totale è 473 milioni, più i diritti sugli incassi e  sponsorizzazioni per 360 milioni. Senza tener conto che gli  sconti estivi e la politica di Ticketing hanno probabilmente fatto diminuire di parecchio il valore medio dei biglietti.

Ora bisognerà affrontare la questione dell’area, perché l’Expo è il primo evento espositivo realizzato su terreni privati, comprati a 160 milioni (cifra folle e sproporzionata secondo alcuni!) da Arexpo, controllata da Regione e Comune, finanziata da una cordata di Banche guidata da Banca Intesa, già si registano caute dichiarazioni di uomini di governo che evocano scenari di interventi pubblici di acquisizione dell’area dal parco pluritematico, alla cittadella della ricerca, con housing sociale e uffici pubblici.

Successo? Con l’unico parametro costituito dalle presenze, il tamtam mediatico è riuscito a trasformare un disagio provocato da gravi errori in fase di programmazione e di progettazione come le code, in segnale di successo, con buona pace di coloro che pazientemente hanno affrontato molte ore di fila sotto il sole, per accedere a qualche padiglione. E così anche il popolo bue ha capito che i gufi avevano torto…

Successo? Qual è il bilancio dei benefici che erano previsti per il sistema Italia? Pochi stranieri (16% contro il 30% previsto) e quote insignificanti di non europei, molti Lombardi (38%). Si scopre che la maggior parte dei visitatori  sarebbe comunque andata a Milano e si è fermata un po’ di più per l’Expo. Di conseguenza «il beneficio economico dei visitatori dell’Expo si riassumerebbe dunque nei 1,3 miliardi di valore aggiunto generati dalla spesa turistica addizionale. Potrebbe apparire come un buon risultato, ma si tratta di un impatto lordo da confrontare con il costo sostenuto e un bilancio economico realistico sfida le facili interpretazioni». Siamo comunque lontani dalle previsioni:  «prospettavano, infatti, importanti ricadute in termini di spesa dei visitatori: 3,5 miliardi destinati ad attivare da 4 a 4,3 miliardi di valore aggiunto; un contributo al Pil complessivo per l’Italia da 10 a 30 miliardi» [2].

La Lombardia è probabilmente quella che ha guadagnato di più dalle ricadute di Expo. In primis Milano, che ha goduto dei benefici diretti dell’evento per la ricaduta turistica, le statistiche infatti dicono che oltre il 43% dei visitatori si è fermato in città. La cosa è stata evidente e ha provocato disagi a tutti i frequentatori abituali  di Milano, visto che alberghi pensioni ecc. hanno raddoppiato e qualche volta triplicato il costo del pernottamento. Legge della domanda e dell’offerta o scarsa vigilanza che ha consentito una dannosa speculazione? Da aggiungere a questo la delusione  di commercianti e  ristoratori che, a poco più di una settimana dalla chiusura dei padiglioni lamentavano, l’assenza di un impatto da grande evento sui loro incassi. Già durante l’estate locali e ristoranti avevano denunciato che la movida dell’Expo, con il biglietto d’ingresso a 5 euro alla sera, “rubava” clienti alla città. Oggi, a Esposizione quasi conclusa, confermano. “Ormai è finita e accenderemo un cero» – si spinge addirittura a dire Giuseppe Gissi, vicepresidente vicario di Epam, l’associazione che raccoglie i pubblici esercizi [3].

Successo? Lasciando perdere tutti i fatti spiacevoli e non commendevoli in tema di tangenti, appalti poco trasparenti ecc., tralasciando anche alcuni episodi non molto chiari come l’ affidamento dell’intera ristorazione a Eataly: (ottomila metri quadrati, 20 ristoranti e circa 2,2 milioni di pasti da distribuire), senza gara, sorvolando su alcuni particolarità come le 78 deroghe al codice degli appalti. Resta un dato che svela in maniera incontrovertibile la pochezza del risultato sul piano delle idee: la Carta di Milano, rappresenta una serie di indicazioni superficiali che evita i temi caldi  quali ad esempio  il land e il water grabbing, le sementi, ecc.
Pensare che si era partiti dal discorso del 2009 della Moratti: Milano deve essere uno snodo cruciale […] un punto di riferimento per il sistema Italia e il mondo intero, con un progetto che si propone non solo obiettivi di crescita economica, ma anche di rafforzamento del dialogo interculturale e di responsabilità sociale nei confronti di paesi colpiti dal dramma della fame e della povertà!».

Siamo molto lontani. E non si sono create opportunità importanti né per gli imprenditori, né per i lavoratori e il PIL non se ne accorgerà neppure! Ma perché mai Renzi, il Partito democratico e le massime autorità del paese si sono ostinati nella esaltazione dell’evento? Poveri noi! Le Olimpiadi di Roma incombono!
Francesco de Majo

[1] “Dal Miur 3,5 milioni alle scuole per visitare Expo 2015”, Il Sole 24ore, 31 luglio 2015
[2] Jerome Massiani, “Ma quanto ha reso davvero l’Expo?”, La voce.info, 3 novembre 2015; Sda bocconi, “EXPO MILANO 2015 L’IMPATTO SULL’ECONOMIA ITALIANA” Milano, 24 novembre 2010; Laura Cavestri, “Expo, una sfida da 25 miliardi e valore aggiunto per 10,5”, Il sole 24 ore
[3] ILARIA CARRA, “La Milano di Expo promossa dai turisti, ma è crisi movida: ‘Penalizzati dai padiglioni by night'”, la Repubblica 23 Ottobre 2015

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