Ezio Bosso: la vita è una musica meravigliosa

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È molto difficile non lasciarsi vincere dall’emozione e dalla commozione assistendo al docufilm di Giorgio Verdelli Ezio Bosso. Le cose che restano. Ed è altrettanto difficile scriverne a caldo, con ancora negli occhi e nella mente le immagini di Bosso che racconta e si racconta e le note della sua musica meravigliosa e coinvolgente.

Ezio Bosso orchestra
Roma, Auditorium Parco della Musica 19 12 2019
Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia in prova, Ezio Bosso direttore.
©Fondazione Accademia Nazionale di Santa Cecilia Foto Musacchio, Ianniello & Pasqualini

Giorgio Verdelli, autore, regista e produttore, grande esperto di musica internazionale, si era già cimentato nel racconto delle vite di artisti musicali con Pino Daniele-Il tempo resterà nel 2017 e con Paolo Conte, via con me nel 2020. In questa sua ultima opera, dedicata alla figura e alla musica di Ezio Bosso, Verdelli opera una scelta molto radicale: lascia che il racconto si sviluppi e si evolva da solo, affidandosi unicamente alla voce di Bosso, ripreso durante alcune interviste che ne mettono in luce la straordinaria capacità comunicativa e la gestualità straripante, e ai commenti e ricordi di tanti amici, familiari, colleghi, artisti che hanno avuto la fortuna di condividere con Bosso momenti di vita, artistica e non, e che ne parlano con l’emozione, la partecipazione e l’ammirazione che prova chi ha conosciuto una persona dotata di travolgente personalità e di evidente genialità.

Le parole del regista Gabriele Salvatores, degli attori Enzo Decaro e Silvio Orlando, del violinista Giacomo Agazzini, del compositore e direttore d’orchestra Geoff Westley, del musicista Paolo Fresu, della giornalista e produttrice televisiva Paola Severini Melograni, del conduttore Carlo Conti, del fratello Fabio, della sorella Ivana, del nipote Tommaso e di tanti altri portano alla luce piccoli e grandi episodi della vita di Ezio Bosso, piccoli e grandi aneddoti che ci aiutano a comporne la personalità, a ricostruirne le vicende umane e artistiche, a svelarne le piccole e umane debolezze e a scoprire la generosità, l’altruismo, l’umanità e la profondità del suo pensiero artistico.

Ezio Bosso
Ezio Bosso foto Amedeo Benestante

Tutti questi interventi parlati sono sapientemente alternati a filmati di alcune sue esibizioni, sia come solista al pianoforte, sia come direttore d’orchestra, le attività alle quali, insieme alla composizione, Bosso si è principalmente dedicato dopo la tremenda malattia neurodegenerativa che lo ha colpito nel 2011. E proprio questa crudele malattia, inevitabilmente presente e visibile in quasi tutti gli spezzoni nei quali Bosso è protagonista (concerti e interviste) è la grande assente nel docufilm di Verdelli. Il regista non vuole suscitare pietà né muoverci a compassione mostrandoci la sofferenza e le difficoltà provocate dalla malattia. Non vediamo mai Bosso in un momento di tristezza o sconforto e in tutti gli interventi viene messa in luce la sua allegria, il suo approccio sempre positivo, la sua gioia di vivere, la sua ironia, la sua straordinaria passione. L’argomento è affrontato solo da Paolo Fresu nel breve e toccante racconto di quando Bosso rivelò a lui e ai pochi altri musicisti presenti, al tavolo di una pizzeria, di avere appreso della sua malattia.

Ezio Bosso Carmina Burana
Ezio Bosso dirige Carmina Burana. Foto Ennevi

E Fresu sottolinea come in questa occasione Bosso avesse già mostrato una lucida e feroce determinazione nel prevederne e programmarne lo sviluppo e nell’adottare le misure per combatterla e contrastarla per poter continuare a svolgere la sua amata professione, senza cedere in alcun modo allo sconforto. Questa rigorosa e rispettosa impostazione del film consente di portare ancor meglio alla luce la passione incontenibile di Bosso per la musica e il suo desiderio di farla conoscere a tutti, di sottrarla al pubblico paludato e ampolloso delle sale da concerto e di diffonderla presso la gente comune, portandola nelle arene, in televisione e perfino al Festival di Sanremo. Bosso è riuscito nell’intento grazie a una capacità comunicativa eccezionale e del tutto fuori dal comune.

Tuttavia è indubbio che alcuni degli straordinari risultati ottenuti (più di un milione di spettatori incollati allo schermo per la trasmissione su Rai 3 di due sinfonie di Beethoven; oltre 14.000 spettatori all’Arena di Verona per l’esecuzione dei Carmina Burana di Carl Orff) sono dipesi proprio dall’evidenza della malattia, dal suo doloroso impatto sul fisico dell’artista, dalla forza d’animo e dall’apparente serenità con la quale ha saputo affrontarla. Tutto ciò ha creato presso il grande pubblico un’istintiva e profonda empatia, una positiva predisposizione a condividerne il messaggio, un’immediata e partecipe ammirazione per l’uomo prima ancora che per l’artista. Restano tuttavia chiare, evidenti e innegabili la sua profondità di pensiero, la sua acuta intelligenza e la sua emozionante sensibilità. Nel corso della sua vita Bosso ha avuto modo di esprimere, nelle più svariate occasioni, giudizi e pensieri, sulla vita e sulla musica, che sono stati abbondantemente riportati da social e giornali. E ci ha lasciato numerose frasi, affermazioni e osservazioni che ognuno di noi ricorda e custodisce in ragione della loro vicinanza al proprio modo di essere e pensare. Mi piace concludere questo breve scritto citando, come ho fatto nel titolo, una frase che Ezio Bosso ha pronunciato parafrasando il titolo italiano di un film di Frank Capra (e che ritroviamo nella pellicola di Verdelli): la vita è una musica meravigliosa.

GianLuigi Bozzi

Ezio Bosso Le cose che restano

in sala 4,5 e 6 Ottobre 2021

Ezio Bosso. Le cose che restano
durata: 104 minuti
Italia, 2021

regia Giorgio Verdelli
soggetto e sceneggiatura Giorgio Verdelli
fotografia Osama Abouelkhair
montaggio Matteo Bugliarello
prodotto da Nicola Giuliano, Francesca Cima, Carlotta Calori e Silvia Fiorani
produttrice esecutiva Silvia Fiorani
produttore associato Tommaso Bosso

una produzione Sudovest Produzioni, Indigo Film, con Rai Cinema con Il Sostegno Di Film Commission Torino Piemonte

distribuzione Italiana Nexo Digital
distribuzione Internazionale True Colours

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