Fabio Poli. Capolavoro assoluto. Rock’n’roll, ballate e ironia che esonda

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Capolavoro assoluto di Fabio Poli ha come contesto di riferimento il quotidiano, vissuto e osservato, dei giovani d’Italia, e le parole che lo descrivono sono ironiche, beffarde e anche politicamente scorrette, ma con l’elemento giocoso sempre presente.


«Parlo della vita ai tempi del precariato. La nostra è una generazione tenuta in piedi dalle paghette dei nonni che se ne stanno là a dirigere aziende, a governare stati, a fare cultura, con la stessa nonchalance di un’infinita partita a tombola».
Poli, classe ’77 nato a Dolo e formatosi con le collaborazioni di molti artisti Steve Rogers Band in testa, gioca con le immagini della copertina con i suoi fotomontaggi, con quelle che scorrono e concludono (a proposito di partite a tombola) il videoclip di Bravi tutti, ma gioca anche con la sua voce quando assume i toni e l’incedere di ugole più famose, anche nella stessa canzone, passando da Rino Gaetano a Lucio Battisti a Vasco Rossi.
Forse grazie al fatto che il disco suona corale, da band, queste incursioni ad omaggiare alcuni pilastri della tradizione italiana non disorientano l’ascoltatore, né per l’impianto musicale né per le liriche, con cui irride questa epoca di giovani perduti tra precariato e talk show.

L’iniziale Wonderland con un attacco beatlesiano e una melodia ritmata tiene su un dialogo di amori, di una “stronza” che una volta si chiama “felicità” e “l’altra” che si chiama praticità, dei sedici anni e dei trent’anni quando non si sa bene cosa fare se non restare a cantare.
Il veloce rock’n’roll d’annata Kontokorrente è una provocazione – con tanto di giustificazione – sullo stallo delle case discografiche che non riescono ad avere orizzonti aperti sulle proposte musicali che non siano state pensate o create a tavolino. Con Scado a giugno i testi diventano più taglienti per quello che si è costretti ad accettare dal mercato, «Prima lavoravo come schiavo dello schiavo dello schiavo dello schiavo ma part time, col co.co.co, un giorno sì e un giorno no, con un bel master sul davanti e di dietro tanti pagherò» e dove si rischia di voler ritornare a “quando si stava peggio”.
Se i brani come i precedenti colpiscono nell’immediato le canzoni Ps niente, Canzone per Sara, Mi fa male e soprattutto Francesca lasciami dormire vanno ascoltate con un registro per non perdersi innesti originali. Sono delle parentesi musicali dove si coglie bene la capacità di “mixare” la tradizione delle ballate cantautoriali che sono nel bagaglio vocale e strumentale – ed è questa la novità – dell’artista.
Non vi curate di noi e ascotate!
Ciro Ardiglione

genere: pop-rock
Fabio Poli
Capolavoro assoluto
etichetta: Stralunata
data di pubblicazione:  2012
brani: 11 (più una bonus track itunes)
durata: 38:19
cd: singolo

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