Falling – Storia di un padre: il primo film diretto da Viggo Mortensen

Falling Viggo Mortensen
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Viggo Mortensen, nato a New York nel 1958, è un artista talentuoso e poliedrico. Si dedica, con eccellenti risultati, alla poesia, alla pittura e alla musica oltre a essere un attore di fama internazionale. Ha partecipato a più di 50 film (tra i quali basterà ricordare il recente Green Book diretto da Peter Farrelly, vincitore dell’Oscar 2019 e che gli è valso la terza candidatura come migliore attore) e si è fatto conoscere al grande pubblico nel ruolo di Aragorn nella trilogia cinematografica de Il Signore degli Anelli.

Nel 2020 Mortensen decide di debuttare come regista e sceneggiatore e realizza Falling, un film intenso, affascinante, coinvolgente, di bergmaniano rigore: una storia drammatica e dolorosamente malinconica che mette a nudo i sentimenti più intimi, le difficoltà, le incomprensioni, le durezze, le contraddizioni del complesso rapporto d’amore filiale e ci rappresenta, senza concessioni al facile pietismo, il dramma dell’invecchiamento e della demenza senile con la conseguente perdita di lucidità e memoria e con la sovrapposizione di ricordi, rimorsi e rimpianti in una mente che diviene ogni giorno più confusa.

Tutto ciò è reso possibile, oltre che da una fotografia che sottolinea abilmente i diversi passaggi temporali della vicenda e da un montaggio che ci consente di condividere i sogni e i ricordi dei protagonisti, grazie a una straordinaria prova attoriale che rende i personaggi sempre realistici e credibili. Merita una menzione particolare l’interpretazione di Lance Henriksen. L’attore, nato a New York nel 1940, dopo una burrascosa adolescenza inizia a ricoprire piccoli ruoli negli anni 70, partecipa, negli anni 80, a numerosi film, tra i quali Terminator e Aliens – Scontro finale di James Cameron, ed è protagonista, nella seconda metà degli anni 90, della serie televisiva Millennium grazie alla quale ottiene tre consecutive nomination ai Golden Globe come migliore attore televisivo. Ma in tutta la sua lunga carriera non ha mai avuto modo di esprimere la straordinaria abilità recitativa con la quale ci sorprende e ci lascia ammirati in questo film.

Lance Henriksen interpreta Willis, un anziano e testardo fattore che, in seguito ai primi segnali di demenza senile, viene indotto ad abbandonare la sua fattoria e a trasferirsi a Los Angeles, a casa del figlio omosessuale, John  splendidamente impersonato dallo stesso Mortensen, che vive con il marito Eric (Terry Chen) e la loro figlia adottiva Mónica (Gabby Velis). La forzata convivenza e la progressiva degenerazione del suo stato mentale, unitamente al suo carattere maschilista, omofobo e intollerante, generano continui e dolorosi contrasti e riportano alla luce ricordi mai del tutto cancellati e vecchie ferite mai del tutto rimarginate. L’inesorabile avanzamento della malattia rende Willis sempre più caustico, aggressivo, intollerante e violento, gli confonde e sovrappone i ricordi, gli procura un senso di fragilità e di debolezza al quale rifiuta di arrendersi e contro il quale combatte con sempre meno forza.

Il figlio oppone ai suoi comportamenti spesso imprevedibili e incomprensibili una serena accettazione, una comprensione intrisa di affetto e pietà. Ma la convivenza riporta inevitabilmente alla luce vecchi rancori e insuperate incomprensioni insieme ai ricordi dolorosi delle violenze psicologiche e a volte anche fisiche subite nell’infanzia e nell’adolescenza da questo padre padrone autoritario e intransigente.

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Viggo Mortensen Gabby Velis Lance Henriksen Falling durante le riprese di Falling

Possiamo tradurre il titolo del film, Falling, con il termine caduta o decadimento. E certamente l’intento di Mortensen è proprio quello di mostrarci il progressivo devastante e drammatico impatto della demenza senile non solo nei confronti di chi ne è affetto ma anche di coloro che gli stanno accanto e che se ne prendono cura. Ed è un tema che Mortensen ben conosce perché di questa terribile malattia hanno sofferto molti suoi cari e, in particolare, entrambi i genitori. Tuttavia il sottotitolo Storia di un padre, che la distribuzione italiana ha voluto apporre al titolo originale, non appare del tutto inutile e fuorviante come spesso avviene. Il film di Mortensen è infatti anche il ritratto di un padre del quale veniamo a conoscere diversi momenti e diverse fasi della vita attraverso i flashback generati dai ricordi di Willis e del figlio. Ne emerge un ritratto impietoso di un uomo d’altri tempi, incarnazione di un modello familiare tradizionale e patriarcale, intriso di violenza e sopraffazione e che ancora oggi fatica a essere superato. Lo scontro generazionale, che le differenze e i contrasti tra il mondo e la vita rurale legati al passato e la nuova e convulsa civiltà urbana più evoluta e moderna rendono inevitabile, emerge nel film in tutta la sua drammatica evidenza.

Resta da segnalare un cameo di David Cronenberg a testimonianza della stima e dell’amicizia che legano Mortensen al regista canadese che lo ha diretto in ben tre occasioni.

Viggo Mortensen supera a pieni voti la sua prima prova in qualità di regista offrendo, nel contempo, un’interpretazione di grande e assoluto rilievo, confermandosi artista di notevole spessore. Falling è un film di intensa e malinconica poesia del quale mi sento di consigliare vivamente la visione.

GianLuigi Bozzi

Falling storia di un padre genere: drammatico
Falling
Anno: 2020
Paese: Canada
Durata: 112 min
Data di uscita: 26 agosto 2021
Produzione: Perceval Pictures, Baral Waley Productions, Scythia Films, Zephyr Films
Distribuzione: BIM Distribuzione

Regia: Viggo Mortensen
Sceneggiatura: Viggo Mortensen
Fotografia: Ronald Sanders
Montaggio: Carol Spier
Musiche: Marcel Zyskind

cast artistico
Viggo Mortensen, Hannah Gross, Laura Linney, Lance Henriksen, Terry Chen, David Cronenberg, Sverrir Gudnason

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