Favonio, Parole in primo piano. Un omaggio all’universo femminile

favonio parole in primo piano
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Conosco bene il favonio, quello pugliese. Fastidioso per il suo caldo assediante dal quale non si sfugge, nemmeno all’ombra se sei per strada o per campi nel mezzo del Tavoliere foggiano. In questo disco invece quello che ti avvolge con grazie sono le parole, appunto Parole In Primo Piano, quelle che aveva scritto la poetessa Alba Avesini nel libro di “Poesie e filastrocche”.

Favonio foto Renzo Chiesa
I Favonio in concerto. Foto Renzo Chiesa

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I Favonio vengono da Foggia, nascono nel 2001 e hanno all’attivo due dischi, l’ultimo del 2012 Brutto di faccia brutto di cuore.
Nonostante sia una band composta da otto elementi (Paolo Marrone, voce; Mimmo Petruzzelli, sax; Lucio Pentrella, chitarre; Giuseppe Guerrieri, batteria; Giovanni Mastrangelo, basso; Stefano Capasso, tastiere, pianoforte e fisarmonica; Piernicola Morese, percussioni; Antonello Del Sordo, tromba) in questo album la musica sembra non voglia fare ombra a quelle liriche anche se lo spartito si muove tra vari generi musicali dal cantautorato italiano, al jazz, al funk, alla bossa nova. Forse la loro scelta musicale, comunque tipica della loro biografia artistica, vorrebbe far ombra nemmeno alle cantanti che hanno prestato la loro voce alle prime nove delle dieci canzoni del disco. In ordine di apparizione: Rossana Casale, Erica Mou, Paola Turci, Alice, Patrizia Laquidara, Margot, Petra Magoni, Momo e Giovanna Marini.

Il contesto sonoro non è in secondo piano però in uno degli episodi più belli del disco Vattene Ansia in cui il crescendo dominato dalle percussioni insieme al canto di Marrone prima e della Marini poi introducono il passaggio ad un veloce ritmo di flamenco sugellato dalle evoluzioni del violino suonato da Mauro Pagani. Un altro brano che si ascolta con grande interesse è la lenta Parole appoggiata su un movimento dolcemente classicheggiante di pianoforte che poi riceve supporto dai fiati prima di riprendersi con gli arpeggi di chitarre, mentre la Margot sostituisce Marrone: parole che hanno paura / parole del lupo nero / parole perdenti / parole elettive /parole senza parole.
E poi c’è la decima ed ultima splendida La canzone dei vecchi amanti di Jacques Brel, in una traduzione inedita di Paolo Marrone e Mimmo Petruzzelli. Un incipit da orchestra, il passaggio ad un andamento da bossa nova, un’atmosfera ovattata, le poche note di un tromba solitaria la chiusura ampia e decisa.
so tutto della tua malizia / conosci le mie fantasie / tu giochi con i tuoi tranelli / io lentamente vado via / hai certo avuto degli amanti / bisogna pur che il tempo passi / bisogno pur che il corpo esulti / ma posso dire finalmente del talento ad invecchiare / senza diventare adulti.
Un omaggio al variegato e inarrivabile universo femminile.
Non vi curate di noi e ascoltate!
Ciro Ardiglione

genere: cantautorato
Favonio
Parole in primo piano
etichetta: Believe Digital
data di pubblicazione: 16 giugno 2015
brani: 10
durata: 38:33
cd: singolo

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