Fermata Paradiso di Barbara Amodio

Fermata Paradiso
history 3 minuti di lettura

Parigi, ai giorni nostri. Una coppia di comici, marito e moglie, viene convocata per una audizione presso il teatro “Al Paradiso”. Attraverso una serie di gag, vita vissuta e numeri di varietà giungono alla consapevolezza di essere imprigionati all’interno di un vecchio teatro abbandonato, dal quale non possono più uscire, essendo tutte le vie di uscita sbarrate o murate. Perché sono lì? Chi li ha convocati? Uno scherzo, o qualcosa di più? Domande che avranno una risposta nell’epilogo finale che ci svelerà il mistero di “Fermata Paradiso”.

Fermata Paradiso
Una commedia dai risvolti psicologici ironici, a volte amari, che strizza l’occhio all’Arte del Varietà, con delle rapide sortite nell’Avanspettacolo e contaminazioni rock. A memoria di un mondo ormai quasi dimenticato, ma non così troppo lontano da noi, che ancora affascina e può far sognare. Un mondo vissuto in un tempo che ha visto due guerre e  che sempre ha avuto le sue vittime, purtroppo anche recenti come quelle del Bataclan, per la cecità di chi considera l’Arte e la Cultura elementi rivoluzionari, quindi da cancellare.
E se fare teatro è un atto rivoluzionario, allora “Viva la Rivoluzione!”

È sempre un piacere scoprire gli spettacoli che vengono rappresentati in questo piccolo e suggestivo teatro, che mostra coraggio nella scelta dei testi da rappresentare.
Il lavoro, scritto da Romano Talevi, che è anche uno degli attori che partecipa alla pièce, inizia con i due protagonisti sdraiati per terra, che vengono rianimati di un narratore/spirito guida, che rimanendo sempre a margine dell’azione principale, ne guida in realtà l’andamento.
I due personaggi sono stati convocati in un teatro parigino per partecipare ad una importante audizione, ma la situazione si mostra preoccupante. Dopo poco tempo si rendono conto di essere chiusi nel teatro e mentre aspettano ricordano il proprio passato di artisti.
Nonostante il contesto non sia rassicurante, i due protagonisti non possono evitare di fare ciò che sanno fare e che hanno sempre fatto: recitare, ballare e cantare. Da vecchie valigie impolverate tirano fuori essenziali strumenti di scena: cappelli, abiti, lenzuola colorate, tovaglie che nelle mani e nei corpi dei due attori acquistano vita e diventano elementi partecipanti della recitazione.
Il narratore, del quale all’inizio non si comprende il senso e l’utilità, lentamente fa capire allo spettatore cosa stia veramente succedendo e perché questi due personaggi siano chiusi in questo luogo.
I due attori danno sfoggio di grandi capacità recitative e di sapienza nell’utilizzo dei vari registri, non dimenticando il canto e il ballo. Molto ben riuscita l’interpretazione di Petrolini, dove Talevi comprende di avere profondamente compreso lo spirito del personaggio. Molto evidente il retroterra da danzatrice della brava Rita Pasqualoni.

Fermata Paradiso
Insomma, i due attori mostrano una grande bravura ed esperienza, affrontando il palco con la massima dimestichezza e versatilità e dimostrando di saper maneggiare il materiale teatrale con sensibilità e ironia. Quindi da questo punto di vista lo spettacolo merita assolutamente una larga sufficienza. Il punto debole è però rappresentato, a mio parere, dal testo, che si dimostra essere troppo esile e poco interessato a scendere maggiormente nei meandri dell’introspezione. In alcuni momenti dello spettacolo, alcuni interessanti spunti, vengono abbandonati troppo velocemente, lasciando una sensazione di incompletezza. Anche il finale, è troppo brusco e poco costruito. Ed è un vero peccato, poiché come già ricordato precedentemente, gli attori mostrano una preparazione e una capacità di recitazione veramente notevole.
E comunque un lavoro che vale la pena di essere visto.
Francesco Castracane

Fermata Paradiso
regia: Barbara Amodio
autore: Romano Talevi
interpreti: Romano Talevi, Rita Pasqualoni, Federico Melis

Teatro dei Conciatori dal 17 al 29 maggio 2016
via dei Conciatori, 5

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condivi l'articolo.
Condivi la cultura.
Grazie

Temi relativi all’articolo: