La lucida follia di Filippo Timi in una conturbante Mrs. Fairytale

Filippo Timi in Mrs. Fairytale
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Non me l’aspettavo ma mi inchino al genio teatrale di Filippo Timi in Mrs. Fairytale, Non si torna indietro dalla felicità.
Mi sono dimenticato presto di cercare una morale, significati, interpretazioni. Preso come ero dalla verve di un attore, che per tutta la durata dello spettacolo ha saputo tenere sospeso il suo pubblico, in un’atmosfera tra il tragico e il comico.

Filippo Timi è attore dotato di una verve attoriale sicura, che gioca con tutte le sfumature del suo repertorio, incantando e strappando un continuo brusio di risate alla platea che si lascia trascinare complice nel gioco surreale e graffiante di un attore, che mette in scena uno degli spettacoli più conturbanti e divergenti della stagione.
Sul palco una Mrs. Fairytale che parla con il proprio cane, che tenta il suicidio, che ascolta i Beatles, mentre sullo sfondo vengono proiettate scene di cartoni animati degli anni Trenta e sfilate di protesta per i diritti civili. A queste immagini si accompagnano e sovrappongono invenzioni del tutto incredibili, che però Filippo Timi riesce a far digerire senza troppa difficoltà: mandrie di bufali ubriache di Coca-Cola, un uomo fantasma ferito da un crocefisso fantasma, ma che sa prendersi cura di Mrs. Fairytale accarezzandole i piedi al mattino, preparandole il te.

Filippo Timi in Mrs. Fairytale
Filippo Timi in Mrs. Fairytale

Mrs. Fairytale è l’alter ego di Filippo Timi? È un’invenzione gratuita, una nuova maschera del teatro italiano, o è semplicemente uno splendido gioco folle di un attore folle, che nella sua follia sa parlare al cuore del pubblico, e dei tempi che sembrano non meritare un briciolo di felicità? Non importa. Con Mrs. Fairytale Filippo Timi riesce a parlare al suo pubblico scommettendo, perché ne è convinto e lo dice a piena voce, su una felicità di cui abbiamo pieno diritto.

Con Mrs. Mrs. Fairytale c’è un godibilissimo gioco scenico di una lei, o meglio di un lui che diventa lei, o di una lei che è un lui. Siamo trascinati in un gioco delle parti che alla fine dello spettacolo si trasforma in un inno ad un eros gioioso, insieme a Emiliano Coltorti uomo invisibile indovinato e pienamente credibile nella finzione scenica.

Azzeccata la scenografia avvolta nella plastica per personaggi a loro volta di plastica.
Filippo Timi ci trascina con naturalezza nel suo mondo, un mondo giocoso a volte conturbante, segnato da profonde solitudini, ma anche da splendide possibilità di riscatto. A farci da guida imprevedibili nonsense, gorgheggi, canzoni, interpretate da perfetto automa.
Quello di Timi è un mondo al di fuori dei canoni del teatro tradizionale, ma che al teatro tradizionale appartiene perché in grado di travestirsi con i toni brillanti della farsa e della pochade.
Bravo Filippo Timi quando ci intrattiene con vocalizzi, con telefonate assurde, con un teatro spumeggiante di invenzioni. Bravo anche quando sostituisce ai toni ironici e assurdi una serrata critica sociale, che sbeffeggia il nostro parlamento, incapace di dare al paese la legge di cui aveva bisogno: la legge contro l’omofobia. Qui Mrs. Fairytale non si sottrae all’invettiva contro un parlamento e dei senatori che gioiscono con un tifo da stadio per aver affossato una legge necessaria.
Necessaria la legge ma necessario anche il teatro di Filippo Timi, intessuto di intelligenza e di uno sguardo originale sul mondo.

Gianfranco Falcone

Teatro Franco Parenti – Milano
fino al 14 gennaio 2022
Mrs. Fairytale
Non si torna indietro dalla felicità
di e con Filippo Timi
e con Emiliano Coltorti
costumi Fabio Zambernardi
assistenti alla regia Beatrice Cazzaro, Daniele Menghini
macchinista Alberto Accalai
capo elettricista Gianni Gajardo
elettricista Cristiano Cramerotti
fonico Domenico Ferrari
sarta Chiara Lo Mauro
truccatore Enrico Maria Ragaglia
amministratrice di compagnia Carlotta Pircher
scene costruite presso il laboratorio del Teatro Franco Parenti
graphic designer Riccardo Renzi
produzione Teatro Franco Parenti

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