Finanza, emissioni di gas serra e distruzione dell’Amazzonia

Brasile Amazzonia indigeni

Il Research Group – Stand.earth ha pubblicato una ricerca – Capitalizing on Collapse – in cui si mettono sotto accusa gli investimenti di otto di cui sei con sede negli Stati Uniti o che operano attraverso divisioni sul territorio americano e due in Brasile. Gli istituti hanno concesso, a partire dal 2009, 11 miliardi di dollari per sostenere lo sfruttamento di gas e petrolio in . Come scrive la rivista Valori, «contribuendo così ad alimentare la drammatica deforestazione che colpisce l'Amazzonia. Tanto da portarla ad un punto di non ritorno, secondo analisi scientifiche. Con il duplice effetto, da un lato, di ridurre l'assorbimento della CO2 presente nell'atmosfera. E, dall'altro, di contribuire a produrre combustibili fossili, il cui utilizzo aumenta proprio le emissioni di gas ad effetto serra. Senza dimenticare l'inquinamento ambientale prodotto da decenni di gas flaring e da sversamenti di petrolio». Le banche sono JPMorgan Chase, Itaú Unibanco, Citibank, HSBC, Banco Santander, Bank of America, Banco Bradesco e Goldman Sachs.

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