Finanza senza scrupoli e sorte delle aziende

economia lavoro porto
history 5 minuti di lettura

Molti, quelli in sovrappeso certamente, conoscono la società Herbalife. Le referenze sono controverse. Qualcuno  parla di effetti miracolosi, altri di scarsa efficacia.
Herbalife nasce nel 1980, conta circa seimila dipendenti in tutto il mondo (i tre quarti negli USA), le sue vendite sono superiori a 4 miliardi di dollari. In passato ha avuto più volte problemi con Food and Drug Administration, organismo di  controllo su farmaci e alimenti, come quando nel 1985 il Tribunale della California denunciò l’azienda per dubbia efficacia dei suoi prodotti. Questo non ha fermato il successo dell’azienda che nel 1986 fu quotata al NASDAQ e nel 2002 acquistata da J.H. Whitney & Company e Golden Gate Capital per 685 milioni di dollari.
Ha sede fiscale alle Cayman, il quartier generale a Los Angeles. Distribuisce i suoi prodotti in 91 Nazioni con  una rete vendita di circa 2.7 milioni di distributori e un sistema di vendita multilevel e, secondo alcuni, uno schema piramidale. Volgarmente catena di Sant’Antonio, chiamata anche schema di Ponzi. Modello disonesto di organizzazione di vendita che promette forti guadagni alle vittime a patto che reclutino nuovi soggetti, a loro volta vittime della truffa. Quando sopraggiungono difficoltà di reclutamento una parte del sistema collassa coinvolgendo solo i livelli più bassi.

Nel 2004 vennero sborsati 6 milioni di dollari per bloccare una class action  e per evitare la pronuncia sulla eventuale colpevolezza su richiesta di circa 9.000 distributori che accusavano l’azienda di “condurre uno schema a piramide“.
In più comunicati la società ha dichiarato che per statuto non può operare su schemi piramidali e che «Herbalife si attiene a tutte le leggi e la regolamentazione vigente».

Questa è la premessa, perché in realtà l’oggetto dell’attenzione non è tanto una società chiacchierata, ma chi cerca di sfruttare queste chiacchiere a proprio vantaggio. In effetti in questo caso Herbalife è solo la vittima designata, la preda di un soggetto molto spregiudicato e pericoloso: il miliardario Ackman che si è arricchito con le scommesse rischiose del suo hedge fund.
Il finanziere era già reduce da grandi successi in altre operazioni come quella contro MBIA (in questo caso aveva acquistato “credit default swap”). Warren Buffett aveva definito questi derivatiarmi finanziarie di distruzione di massa” e per George Soros  i credit default swap (CDS)  andrebbero semplicemente messi al bando con tutti i derivati creditizi.
La società che controlla, la Pershing Square Capital Management, vendendo a breve azioni della società, e non derivati, ha scommesso un miliardo di dollari sul crollo di Herbalife. Fin qui è una “normale” vicenda nel mondo della finanza nel quale a differenza del passato in cui gli investitori cercavano società promettenti e affidabili, si scommette anche sul crollo di società poco sicure o con problemi.
La novità è che il signor Ackman non si è limitato ad aspettare sulla riva del fiume il cadavere del suo nemico, ma si è reso parte attiva per provocarne il crollo  Ha iniziato le ostilità pubblicato un dossier su Herbalife.
Ackman che in questo dossier non aveva risparmiato alla società valutazioni negative promettendo di devolvere eventuali ricavi in beneficenza, coinvolge  la potente comunità ispanica di Los Angeles (molti “Latinos” sono venditori dei prodotti ), assume  lobbisti del Congresso, recluta il senatore del Massachusetts Edward J. Markey,  Minyon Moore (eminenza grigia democratica), Jim Papa (ex consigliere di Bill Clinton).
La strategia è chiara: gli  schemi piramidali sono proibiti dalla legge, e per fermare lo “sfruttamento” di persone a basso reddito è necessario che intervenga la  Sec – Securities Exchange Commission (con funzioni simili a quelle della nostra Consob). Se la Sec interviene con un’ indagine il crollo del titolo in borsa è automatico.
La Sec, ovviamente, svolge un ruolo determinate in questa storia, non si muove solo per le pressioni  di parte perché in una prima fase non apre  una indagine e il titolo in un primo momento sale. Carl Icahn altro miliardario, famoso “Corporate raider” [per intenderci è lo stesso lavoro di Michael Douglas/ Gordon Gekko nel film Wall Street] si allea con Herbalife e ne favorisce la crescita in Borsa.
A questo punto Akman intensifica le sue azioni: recluta ex agenti della Herbalife, sollecita  organizzazioni di diritti civili e sindacati a intervenire in difesa delle minoranze, e a indire proteste e cortei nelle città americane. Per informare circa la  “truffa di Herbalife” che danneggia indigenti e “migrantes” organizza a New York convegni con professionisti qualificati e, a questo punto, convince la deputata democratica Linda Sanchez a scrivere una lettera alla Federal Trade Commission, per aprire un’inchiesta su Herbalife.
Così arriva l’indagine amministrativa della Federal Trade Commission:  il valore delle azioni Herbalife arriva a poco più di 60 dollari, nella giornata di mercoledì 5 marzo, il titolo perdeva il 9% arrivando fino ad un minimo  di 54,59 dollari (solo a gennaio era sopra i 73 dollari).
Siamo solo alla seconda fase, ma se lo schema piramidale sarà accertato, la vittoria del fondo sarà completa e Pershing Square Capital Management  e i suoi clienti  incasseranno una cifra colossale.

Questa operazione è emblematica non solo per gli importi in gioco, ma soprattutto perché, analizzandola, si riescono a capire lo svolgimento di una grande manovra speculativa della finanza contemporanea e di un nuovo mondo feroce e senza scrupoli dove i vari soggetti si confrontano senza risparmiarsi colpi proibiti.
Dovrebbe essere un dovere morale  denunciare  schemi piramidali a danno dei piccoli investitori o di ignari cittadini e denunciare società che opera fuori dalle regole organizzando una serie di azioni per ottenere il ribasso di un titolo al solo scopo di specularci sopra. Sorge sommessamente una domanda, ma questo non è insider trading?

Francesco de Majo

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condivi l'articolo.
Condivi la cultura.
Grazie

Temi relativi all’articolo: