Fiona Apple, Fetch The Bolt Cutters

fiona apple Fetch the bolt cutters
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Se Pitchfork, la bibbia del new-rock dal 1995, ha definito il disco di Fiona Appleuna sinfonia selvaggia del quotidiano, un capolavoro” gratificandolo con il Perfect Scores, cosa che a mia memoria dal 2000 in poi è avvenuta solo sei volte, basterebbe solo questo per dargli un’ascolto.

Ma anche il silenzio di Fiona durato otto anni, tanto è durato il periodo di isolamento dal mondo della musica, sarebbe un buon motivo.
Il disco registrato nella sua casa di Venice Beach con Sebastian Steinberg dei Soul Coughing al basso, il batterista Amy Aileen Wood e Cara Delevingne il suo apporto sarebbe un miagolio nella titletrack.

Valeva la pena di aspettare tanto il nuovo disco della cantautrice solitaria? Certamente si.
In una recente intervista aveva dichiarato di non essere sicura di poter trasportare su disco tutte le emozioni che aveva provato durante il periodo delle registrazioni, Il risultato invece, è il lavoro più reale, pungente e diretto della sua carriera.
La registrazione casalinga restituisce dei suoni poco raffinati anche disturbati da rumori di sottofondo come i suoi cani che tranquillamente passeggiano e abbaiano nello studio.
Questo ascolto ruvido restituisce al meglio l’angoscia dei testi che parlano di femminismo, partner violenti, sacrifici d’amore e violenze sessuali.
Molte delle canzoni del disco esplorano proprio i problemi che Fiona ha avuto negli anni nei rapporti travagliati con gli uomini, ma anche con le donne “Shameika” e “Ladies” ne sono due esempi.
C’è una evoluzione sonora in questo album, dove nella complessità delle canzoni si vede il pieno controllo dell’artista sugli strumenti usati.

  • I Want You To Love Me – Si inizia con una canzone d’amore, ma per una persona che ancora non si è incontrato “And while I’m in this body, I want somebody to want And i want what i want and i want
  • Shameika – Ricordi di bullismo scolastico.
  • Fetch The Bolt Cutters – Fiona pensava fosse banale scrivere un pezzo che fosse anche il titolo dell’album, poi ha cambiato idea e quando sembrava che il disco fosse finito ha iniziato a scrivere il pezzo, Il messaggio è solo: prendi i fottuti tagliatori di bulloni e tirati fuori dalla situazione in cui ti trovi.
  • Under The Table – Questo brano deve essere dedicato ad una serata in particolare forse una premiazione (MTV Music Award) in cui fece un discorso abbastanza pesante contro lo show business, “Kick me under the table all you want I won’t shut up, I won’t shut up
  • Relay – La colpa e il perdono, dopo la violenza subita a 12 anni, i sentimenti contrastanti che la portarono a pregare per lui, oggi la consapevolezza che devi considerali responsabili per il dolore causato.
  • Rack Of His – Canzone scritta qualche anno fa, anche se riarrangiata sembra un po’ estranea all’album.
  • Newspaper – Le persone che ti sono vicine si rendono conto di quanto tendano a sopraffarti e di quanto sia difficile comunicare con loro? Per questo è preferibile scrivere alcune volte come se fosse un giornale. Aiuta Fiona al canto la sorella Maude mentre allattava il suo bambino.
  • Ladies – La mia preferita, si parla di tradimenti e di come si sopportano, Maude aiuta ancora al canto Fiona.
  • Heavy Balloon – “I spread like strawberries I climb like peans and beans”, la depressione, non ti preoccupare per me i sono come le fragole mi diffonderò e occuperò tutto il giardino non ho bisogno di tralicci come i piselli o i fagioli.
  • Cosmonauts – È possibile stare insieme tutta una vita, evidentemente no: “Your face ignites a fuse to my patience. Like whatever you do, it’s going to be wrong”.
  • For Her – Questa canzone è nata dopo la nomina di Brett Kavanaugh come giudice della corte suprema. Rra il candidato di Trump accusato di molestie sessuali, dedicata a tutte le donne che si sono sentite offese da questa scelta.
  • Drumset – Dopo un litigio con la band, Fiona pensava fossero andati via tutti, “Is still here screaming at me Why did you take it all away? Why did you take it all away?”. Canzone registrata in un’unica session, si può sentire anche una risata di Fiona.
  • On I Go – Quando Fiona fu arrestata per possesso di droga durante la notte che passo in prigione per calmarsi cantò ossessivamente questa canzone, come ha spiegato lei stessa non aveva un significato particolare ma le infondeva pace e tranquillità.

Dischi come questo sono rari, quindi perché sprecare tempo, anche con la pandemia non sarebbe stato giusto tenerlo chiuso aspettando tempi migliori. Per adesso il miglior album del 2020 e se ce ne saranno altri cosi questo 2020 non sarà del tutto sprecato.
Cesare de Stefano

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