Fiuggi Film festival – The end!

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di Annalisa Liberatori

venerdì, 2 agosto 2013
Domenica 28 luglio si è conclusa con grande successo la rassegna cinematografica fiuggina che ci ha tenuto impegnati un’intera settimana. Dopo il vario susseguirsi di eventi di ogni genere, da spettacoli teatrali a passeggiate in montagna, da proiezioni dei film più importanti della stagione a concerti musicali, da aperitivi a musical, c’è stato anche un vero e proprio concorso. Cinque titoli si sono contesi il premio come miglior film del Fiuggi Film Festival: Allez Eddy, Por un tiempo, Jappeloup, The pearl e Touch of the light.


Un’immagine tratta dal film Touch of the light
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Allez, Eddy! è una commovente commedia, scritta e diretta da Gert Embrechts, regista di origine belga, che dedica il suo primo film all’adolescenza. Racconta di questo ragazzino problematico di 11 anni di nome Freddy che sogna di diventare un grande ciclista. E proprio lì in quel piccolo villaggio dei Paesi Bassi nasce l’occasione per coronare il sogno: per l’apertura del primo supermercato della zona, un evento epocale per il 1975, viene organizzata una gara ciclistica per la quale viene messo in palio il premio di incontrare il beniamino Eddy Merckx e un posto nella squadra giovanile del grande campione. Malgrado l’opposizione del padre, Freddy partecipa e vince, da quel momento in poi il ragazzo lotterà come non mai per seguire la sua strada.

In concorso anche Por un tiempo, film argentino di Gustavo Garzòn, che delinea il processo di responsabilizzazione di un padre. Leandro, giovane architetto è felicemente sposato con la sua donna e stanno per diventare genitori. Ma tutto ad un tratto come una doccia fredda, lui viene a sapere di avere già un’altra figlia già adolescente concepita durante un rapporto occasionale con una donna, circa 12 anni prima. La ragazzina si chiama Lucero e Leandro sarà costretto ad occuparsene per un periodo, mentre sua madre legittima è in cura per cercare di guarire dal suo male. Lui, giorno dopo giorno, vince la diffidenza e l’ingiustificato risentimento verso la figlia, imparando ad essere un padre. Il silenzio e gli occhi della piccola Lucero investono l’intero film di un sentimento dimesso e di delicata comprensione verso uno smarrimento adolescenziale condiviso.

Terzo film in concorso Jappeloup, produzione francese sulla storia di vita e di sport di Pierre Durand che all’inizio degli anni 80 si dedica alla sua vera passione, il salto agli ostacoli, scegliendo come compagno di squadra Jappeloup, un cavallo su cui nessuno avrebbe scommesso. Troppo piccolo, troppo testardo, troppo impetuoso, ma con una grande capacità nel salto. La coppia comincia a collezionare vincite e si fa conoscere nelle varie gare internazionali, ma quando i Giochi Olimpici di Los Angeles si rivelano un disastro, allora è il momento in cui Pierre deve fare i conti con i propri limiti. Ma sarà grazie alle persone importanti della sua vita che riesce a riappropriarsi della fiducia in se stesso e nel suo cavallo, per riuscire a raggiungere la tanto agognata vittoria alle Olimpiadi di Seoul del 1988.

Tra le “perle” del concorso, uno dei film più belli e simbolici, “The pearl” una produzione iraniana di una delicatezza assoluta. Il regista Sirous Hassanpour racconta di un pescatore di perle di nome Karim, che per mantenere la propria famiglia, è costretto a continue immersioni in mare, malgrado abbia gravi problemi di salute. Finchè un violento attacco di cuore lo costringe a smettere e a cercare cure in un paese lontano da quello in cui vive. Per l’intervento chirurgico che gli salverà la vita, c’è bisogno di denaro e l’anziano nonno di famiglia proverà a sostituire il figlio Karim, nel suo lavoro, ma la sua veneranda età non gli permetterà di continuare con le immersioni. Quindi il più piccolo della famiglia, Maher, si dà da fare vendendo uova di tartaruga, fin quando non scopre che in questa maniera si procurerà la maledizione della sorte, infatti per tradizione le tartarughe sono di buon auspicio, quindi non vanno contaminate con discorsi di interessi economici.

Perciò il ragazzino coraggioso decide di avventurarsi in mare e riesce a conquistare con successo l’intera profondità marina e il grande tesoro che salverà la sua famiglia!

E per ultimo il film trionfatore di quest’edizione del festival: “Touch of the light” di Chang Jung-Chi. ”Con un linguaggio universale capace di intercettare il pubblico giovanile affronta il tema del talento e della diversa abilità”. Questa la motivazione della giuria del concorso internazionale, presieduta per il secondo anno consecutivo dal regista Fernando Muraca, che ha selezionato come più meritevole il film taiwanese del 2012 candidato agli oscar. Il film si basa sugli eventi reali della vita del pianista prodigio taiwanese Yu Siang. Cieco dalla nascita, cresce senza alcuna barriera, aiutato dall’amore della mamma e il supporto della famiglia, fin quando, raggiunta l’età universitaria, si rende conto di dover affrontare il mondo reale. La sua strada si incrocia con quella di Jie, frustrata venditrice di bibite, che sogna di diventare ballerina, ma inchiodata, senza speranza, alla sua dura realtà. Nel ragazzo non vedente, la giovane troverà la determinazione che la spingerà a realizzare il suo sogno.

E’ un film che promuove cultura, danza e arte” ecco perché anche la stampa decide di premiarlo; “Presenta con delicatezza la disabilità e invita ad ascoltare e ad accettare l’altro. La condivisione delle esperienze e il progettare un futuro insieme si pone nel film come messaggio di speranza rivolto alle nuove generazioni.” 

Il Fiuggi Film Festival conclude il suo percorso scegliendo la qualità. Durante la settimana ci ha allietato con musiche, divertimenti, chiacchierate, spettacoli senza deludere mai il suo pubblico. E il finale di certo non ha tradito le aspettative.

Annalisa Liberatori

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