Il fondamentalista conservatore Ebrahim Raisi vince le elezioni in Iran

iran Qom
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Ebrahim Raisi ha di fatto vinto le elezioni presidenziali in Iran. Non ci sarà ballottaggio perché, secondo quanto affermato dal ministero dell’Interno, il suo vantaggio nei confronti degli altri candidati è irraggiungibile. Il presidente moderato uscente Hassan Rouhani si è congratulato con il nuovo presidente come gli altri tre candidati. Elezioni caratterizzate dall’assenza di riformisti che non sono stati ammessi; l’unico moderato è stato Abdolnaser Hemmati, ex direttore della Banca centrale. L’affluenza alle urne è stata bassa, ma non tanto da decretare una vittoria di chi aveva chiesto di non andare a votare. Gli iraniani sono stanchi, impoveriti e intrappolati da un regime che lascia poco spazio. Sono anche delusi per come l’Occidente ha agito e continua ad agire in questi anni. Ebrahim Raisi, sessantenne giudice fondamentalista conservatore ha il totale appoggio della Guida suprema Khamenei. Raisi firmò la condanna a morte di migliaia di oppositori politici nel 1988 e di questo non si è pentito. Non ci sarà spazio per maggiori diritti e men che mai per le donne. L’essere un leader conservatore e fondamentalista potrebbe, però, evitare dissidi interni nella conclusione di un accordo sul nucleare per il quale si è impegnato.

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