Francesco Tobia: composizioni

cielo stellato francesco tobia
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Utilizzare il termine composizione significa entrare almeno i due ambiti di interesse: quello musicale e quello fotografico.
Raccontare di Francesco Tobia è, infatti, per buona parte, raccontare di entrambi questi ambiti. Contrabbassista diplomato al conservatorio di Terni che vive e lavora in Cina. Fotografo per passione e a volte per lavoro, giunto al suo grado di miglioramento dopo anni di interesse, ricerca e sperimentazione.
Raccontare di lui è provare a tradurre in parole ciò che da sempre egli esprime molto più spontaneamente suonando bene e fotografando. Tradurre non è poi il verbo più corretto, giacché il nostro è solo un modesto tentativo di interpretazione che parte, comunque, da una spontanea ammirazione.

alba Francesco Tobia
Alba

Estetica del sublime
Osservare un tramonto, fotografare un cielo, ci avvicina al sublime, a quel concetto che afferisce all’estetica ma che si differenzia da quello di bellezza. Prendiamo in prestito la riflessione del filosofo Kant per il quale il sublime si può trovare in un oggetto privo di forma in quanto implichi o provochi la rappresentazione dell’illimitatezza. Scrive Kant stesso nella Critica del giudizio: «Il piacere nel sublime non si presenta come un gioco ma come qualcosa di serio nell’impegno dell’immaginazione».

cielo stellato francesco tobia
Cielo stellato
Eclissi di luna Francesco Tobia
Eclissi di luna

Ed è proprio a questa idea di estetica che ci piace avvicinare le fotografie di Francesco Tobia, in cui l’elemento umano, se utilizzato, è utilizzato non come soggetto principale, ma solo come riferimento per esaltare la grandiosità del contesto. Infinitamente grande ed infinitamente piccolo si corrispondono, dando un senso estetico di sublime, come anche alcuni importanti pittori o compositori romantici hanno perfettamente fatto. È lo stesso Francesco Tobia a dichiarare che le escursioni nei luoghi ritratti sono state esperienze speciali ed estranianti, come stare nel mezzo di una grande sinfonia: c’è solo la grandezza della creazione. In quei brevi e intensissimi istanti – spiega – null’altro trova spazio in me. E nel provare a chiarire questa sensazione di cui, immagina, ognuno possa avere una percezione diversa, fa riferimento alla sesta sinfonia di Beethoven, la Pastorale, descrivendo – in parole, stavolta – quanto la composizione musicale ha trasmesso in musica. I suoni della natura, la tempesta, il raggio di sole, la quiete.

Monte Fanjing Francesco Tobia
Monte Fanjing

Sguardo del soggetto
La macchina fotografica riceve lo sguardo ma non vi risponde, è quanto scrive Walter Benjamin in una parte del suo rivoluzionario saggio Angelus Novus, quando ancora il digitale era solo fantascienza:
«Ciò che nella dagherrotipia doveva essere sentito come inumano, e starei per dire micidiale, era lo sguardo rivolto (e per giunta a lungo) all’apparecchio mentre l’apparecchio accoglie l’immagine dell’uomo senza restituirgli uno sguardo. Ma nello sguardo è implicita l’attesa di essere ricambiato da ciò a cui si offre. Se questa attesa (…) viene soddisfatta, lo sguardo ottiene, nella sua pienezza l’esperienza dell’aura».

tramonto Francesco Tobia
Grandioso tramonto

Se secondo Benjamin è il soggetto ritratto nel dagherrotipo a cercare una risposta al suo sguardo dalla macchina fotografica (un occhio senza sguardo), in Francesco Tobia è il fotografo che, attraverso la macchina cerca una risposta dalla natura al suo, di sguardo. È come se, oltre alla pace che si respira nel luogo e nel momento in cui si effettua uno scatto, Francesco si aspetti una corrispondenza, o almeno, uno sguardo da quell’infinito universo da cui non si hanno mai risposte chiare e oggettive. Con questo gesto semplice, tecnico e stereotipato dello scattar foto, che usa e rispetta regole, conoscenze e composizione digitale, si accede ad un’aura di poesia e musicalità armonica molto forte e tranquillizzante. La grandiosità che si vorrebbe in più larga parte possibile inserire in uno scatto, potrebbe generare inquietudine e condurre ad infinite domande di senso, interrogativi sulla contingenza della vita umana. Eppure, invece, lascia a chi scatta e a chi guarda la foto, un senso di quiete e rasserenamento davvero esperibili. Sia nelle foto di paesaggi naturali, sia in quelle in cui è l’infrastruttura a riempire lo spazio. Il bilanciamento della luce, la saturazione di alcuni colori, il contrasto del movimento con lo sfondo, le linee vettoriali che tendono verso il cielo, verso lo spazio, la composizione di questi elementi dà pace a chi guarda la foto.

Infrastrutture autostrade
Infrastrutture e architetture

Persone
«Non so perché, molti mi hanno proposto di fare un album sul cambiamento rapidissimo che sta avendo la città in cui vivo adesso con mia moglie e mio figlio, la differenza tra la velocissima modernizzazione a contrasto con lo stile di vita rurale della gente di qui che pare non riuscire ad adeguarsi, i mercatini, i pescivendoli, i venditori di tofu, barboni con dietro gente che per curiosità compra i muffin allo Starbucks… Importante documento, certo. Però non riesco a pensare ad un tema del genere come oggetto d’arte o di alcun interesse, non riesco nemmeno a considerarlo degno di attenzione se paragonato alla via lattea o ad un’eclissi di luna, un tramonto”. (Francesco Tobia)

Grattacieli Francesco Tobia
Grattacieli

Eppure la sua bravura anche nel ritrarre ha suscitato diverse richieste da parte di modelle e di famiglie. Così, in base al proprio senso estetico e alla propria idea di composizione, si dedica anche al ritratto. Qui la composizione proviene dall’ammirazione e l’interesse nei confronti del pittore Caravaggio, la cui sensibilità, artistica e non solo, ha da sempre incuriosito Francesco Tobia.

modella Francesco Tobia
Modella
pescatore Francesco Tobia
Pescatore

Il forte realismo accompagnato però dall’uso della luce in modo del tutto artificiale – contrasto forte, quasi ossimorico – rende i ritratti non più scontati e anzi degni di approfondimento in un’estetica del soggetto che compone la tradizione cinese e barocca insieme, attraverso il mezzo contemporaneo del digitale.
Adelaide Roscini

Per approfondire: https://500px.com/pacmanfrog

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