Francia: elezioni Macron avanti ma cerca voti a sinistra

Francia Parigi
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In Francia l’elezione presidenziale, la dodicesima della Quinta Repubblica e undicesima a suffragio universale diretto, vede il centrista e presidente uscente Emmanuel Macron avanti nei sondaggi rispetto alla candidata della destra Marine Le Pen. A pochi giorni dal 24 Aprile, giornata del ballottaggio, Macron sembra avere qualche margine di vantaggio in più: per l’istituto Ipsos Steria, era al 55,5% con le Pen al 44,5% e soprattutto in crescita rispetto al 51% vs 49% subito dopo il primo turno.

Vedremo se il dibattito tra i due, previsto per il 20 aprile, sposterà voti da una parte o dall’altra e nei prossimi giorni capiremo anche se la recente rilevazione del sito Mediapart sui fondi europei indebitamente incassati durante il suo mandato come eurodeputata tra il 2004 e il 2017 da Marine Le Pen – accuse da lei contestate e definite come uno “sporco trucco dell’Ue” –  influenzerà significativamente la campagna elettorale [1].

Nel dibattito probabilmente non peserà la guerra in Ucraina, un po’ perché non centrale nel dibattito della campagna elettorale e un po’ perché Marine Le Pen in queste settimane ha cercato di smarcarsi dal suo “alleato” del passato, Putin incontrato al Cremlino il 2017. Ad esempio il 12 aprile scorso, ai microfoni di Radio France Inter, Le Pen «aveva già fatto marcia indietro rispetto alle dichiarazioni rilasciate il 31 marzo, quando aveva proposto che Putin diventasse un “alleato” della Francia dopo la guerra. Le Pen ha precisato che come potenziale alleato intendeva la Russia, non il suo presidente. Inoltre l’opposizione di Le Pen alle sanzioni sull’energia contro la Russia non è dovuta alla volontà di proteggere Putin, ma al desiderio di evitare un aumento dei prezzi, un argomento molto sentito dall’elettorato» [2] .

Un peso rilevante su queste elezioni è conferito da tutti gli analisti al voto che esprimeranno o meno gli elettori di Jean-Luc Mélenchon il candidato della sinistra che al primo turno elettore è arrivato terzo con il 21,95% dei consensi. Per avere certezze a Macron non basta l’endorsement fatto dalla socialista Anne Hidalgo, dal verde Yannick Jadot, dal comunista Fabien Roussel e dalla conservatrice Valérie Pécresse. Fin dalla fine del conteggio dei voti Mélenchon ha più volte detto che nessun voto vada a Le Pen ma non ha nemmeno chiesto di votare per Macron. In una consultazione interna fatta recentemente tra gli elettori di Mélenchon e a cui hanno partecipato 215.292 persone per comprendere la loro intenzione di voto al secondo turno e dove potevano scegliere tra votare scheda bianca, astenersi o votare per Macron (Le Pen non era stata inclusa come opzione della consultazione), solo il 33% del votanti ha dichiarato di votare per il presidente uscente. Secondo analisti come Martin Quencez, vicedirettore dell’ufficio di Parigi del think tank americano German Marshall Fund, solo il 50% dei voti di Mélenchon al primo turno sono stati voti «mélenchonisti convinti, mentre l’altra metà “non ha alcun interesse a seguire le istruzioni di Mélenchon, il che spiega perché il trasferimento dei voti al secondo turno è abbastanza fluido”. Molti di quei voti (fino a un terzo dei voti di sinistra, avvertono Quencez e altri analisti), soprattutto quelli contro il sistema, sono tentati di seguire l’appello di Le Pen, […] all’insegna del motto, molto ripetuto in questi giorni sui social, di “tutto tranne Macron”» [3].

E infatti Emmanuel Macron, più volte accusato di aver evitato confronti e dibattiti al primo turno, in questi giorni ha visitato molti luoghi della Francia, anche quelli dove Mélenchon ha vinto per poter convincere una parte dei suoi elettori e gli indecisi, senza dimenticare che al primo turno si è registrata anche una forte astensione: 26,31%. Un’astensione che tra i giovani è stata molto più alta e forse per questo che nel suo discorso di sabato 16 aprile a Marsiglia, Emmanuel Macron ha parlato quasi esclusivamente di ambiente impegnandosi ad una “reinvenzione” durante il prossimo mandato.

Le cittadine e i cittadini francesi si trovano di fronte a due candidati che hanno si delle differenze, anche sostanziali soprattutto in politica estera e nel ruolo dell’Europa, sul fronte dei diritti, ma di fatto nessuno dei due ha un programma destinato a scardinare le logiche del sistema liberale dove al centro c’è l’impresa, la sua logica del profitto che continua a creare disuguaglianze e danni ambientali. Con Le Pen e con Macron “un altro mondo non è possibile”.

La riduzione delle tasse e quelle delle imposte, come quella sugli idrocarburi, per recuperare potere d’acquisto sono proposte che all’interno del programma della Le Pen, fatto di “capitalismo nazionale”, di un “ambiente favorevole” alle imprese non faranno cambiare la condizione di molti francesi che da anni subiscono arretramenti nelle loro condizioni economiche e sociali.
Nella logica del capitale rientra la proposta di Le Pen di aumento del 10% dei salari perché viene demandata ad azionisti e manager che possono deciderlo evidentemente in cambio di concessioni da parte dei lavoratori. Senza contare che il finanziamento dell’aumento salariale avverrà con 5 miliardi di riduzioni contributive messe a disposizione dall’amministrazione pubblica. In generale se parliamo di riduzione delle tasse (per le imprese 10 miliardi previsti da Le Pen e 7,5 da Macron anche per non favorire la delocalizzazione ma la cui certezza non esiste) è difficile immaginare politiche sociali significative.
Se è vero che una buona parte della condizione attuale dipende dall’incapacità di Macron di incidere sul futuro della Francia e delle/dei francesi e non meriterebbe una rielezione dall’altra gli stessi cittadini devono pesare il senso di molte posizioni fasciste che caratterizzano la politica di Le Pen e del suo Rassemblement national. Molti esponenti della cultura e dello spettacolo sono preoccupati di un’eccessiva leggerezza su questi temi; «un appello firmato da responsabili di luoghi culturali descrive il rischio: “Da un lato, un mondo vivo, imperfetto, aperto, che porta in se stesso la differenza come principio attivo, dall’altra un mondo chiuso, mortifero, soggiogato dal fantasma identitario”» [4].

Pasquale Esposito

[1] Marine Turchi e Fabrice Arfi, Argent public: un rapport accuse Marine Le Pen de détournements, la justice saisie,  16 aprile 2022
[2] Pierre Haski, Marine Le Pen si allontana da Putin prima del confronto con Macron, 14 aprile 2022, da France Inter
[3] Silvia Ayuso, Los 7,7 millones de votantes de Mélenchon tienen la llave del Elíseo, 18 aprile 2022
[4] Anna Maria Merlo, Parigi in piazza: opposizione a Le Pen, ostilità per Macron, 18 aprile 2022

 

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