Francia: la scuola protesta e la sinistra presidenziale appoggia.

Francia Parigi
history 1 minuti di lettura

Al di là del solito balletto di cifre sullo sciopero generale, l’impressione che per la scuola, in Francia, la misura sia colma. Allo sciopero generale del 13 gennaio hanno aderito la stragrande maggioranza dei sindacati dell’istruzione, gli studenti, i genitori, i dirigenti, insomma tutta la scuola. Lo sciopero arrivava dopo gli ennesimi e repentini cambi di regole sanitarie successivi al rientro del 3 gennaio. La politica delle porte aperte per la scuola ha messo ha dura prova il sistema che, anche per altre questioni, è fonte di proteste. Il principale bersaglio della protesta è stato il ministro dell’Educazione nazionale, Jean-Michel Blanquer. A termine dello sciopero Blanquer ha annunciato qualche concessione sui lavoratori a contratto, sulla distribuzione delle mascherine, sui tempi delle consultazioni. La rilevanza della protesta la si vede anche dalla partecipazione dei candidati alle elezioni presidenziali di aprile. Quasi tutti i candidati considerano il tema dell’istruzione come prioritario. Tra i candidati dei verdi e della sinistra l’appoggio della protesta è totale: Anne Hidalgo (Partito socialista), Yannick Jadot (Europa Ecologia), Jean-Luc Mélenchon (France Insoumise), Fabiel Roussel (Pcf), Christiane Taubira (radicale di sinistra).

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condivi l'articolo.
Condivi la cultura.
Grazie

Temi relativi all’articolo: