Fugazine, una storia di micro editoria fotografica

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È tra i venti e i trent’anni che si manifestano le passioni destinate a tracciare un solco, quelle nate nella consapevolezza e trascinate dall’energia dell’età. Così è valso per me, e credo possa valere in genere.

A 25 anni la mia passione musicale aveva il nome di 4 coetanei di Washington DC che facevano musica esplosiva e giri di chitarra da sbattere la testa: si chiamavano Fugazi.

I Fugazi erano però molto di più del miglior gruppo post-hardcore del pianeta. Erano i paladini del Do It Yourself e dell’antagonismo al music-biz. Gestivano in proprio tutta la produzione tramite la loro etichetta Dischord, imponevano prezzi d’ingresso al minimo per i loro concerti ($5), suonavano in orari pomeridiani per permettere ai ragazzi più giovani di partecipare, rifiutavano di mettere in circolo qualsiasi forma di merchandising, in una logica che voleva mantenere la musica al centro del fuoco.

Così, qualche anno fa, quando ho messo nello shaker gli ingredienti delle cose di cui mi piaceva occuparmi: la fotografia, l’autoproduzione e l’editoria, avevo già deciso che il cocktail si sarebbe chiamato FUGAZINE.

FUGAZINE è una micro etichetta di produzioni fotografiche. La sua attività principale è realizzare fanzine, delle pubblicazioni cartacee monografiche: un autore, un portfolio. A questa attività editoriale si affiancano la produzione di mostre e l’ideazione e di eventi fotografici. Il tutto in una logica puramente passionale e no-profit.

Dal punto di vista formale, una photozine è una pubblicazione snella, con un numero di pagine ridotto rispetto al fotolibro. Viene stampata in piccole tirature e venduta tramite canali diretti: presentazioni, festival di fotografia, internet.

L’agilità del formato e la libertà produttiva permette di arricchire le edizioni con interventi artigianali o personalizzazioni come la rilegatura manuale, tirature con copertine diverse, copie uniche.

Nel catalogo di FUGAZINE, ad oggi, sono presenti sei titoli. Per ognuno di loro il concepimento è stato lo stesso; mi sono innamorato di un lavoro fotografico e ho proposto all’autrice o all’autore di farne una fanzine. Tutti gli aspetti creativi che seguono sono portati avanti in stretta collaborazione, dall’editing dell’impaginato, all’ideazione della copertina, alla stesura dei testi fino alla scelta delle carte.

Paola Serino, Tattoo tribù
foto di simona pampallona due persone
Simona Pampallona, Due persone chiamate mio fratello
Massimiliano Pugliese, Getting lost is wonderful

Le prime uscite dell’etichetta hanno visto pubblicare un progetto intenso, intimo e familiare come ‘Due persone chiamate mio fratello’ di Simona Pampallona; un portfolio di ritratto raffinato e di grande qualità fotografica come ‘Tattoo Tribù’ di Paola Serino; un lavoro di auto rappresentazione, notturno e di suggestione fortemente cinematografica come ‘Getting Lost Is Wonderful’ di Massimiliano Pugliese. Queste prime edizioni sono state distribuite in una tiratura intorno alle 120 copie e oggi sono esaurite.

Gianluca Abbasio, I am diario

FUGAZINE #4 ospita ‘I’m Dario’ di Gianluca Abblasio. Il progetto traccia il ritratto fotografico di Dario, ragazzo “nato per fare la rockstar”, che si divide tra la vocazione per il canto, il lavoro al Bingo e il rapporto con gli amici e la famiglia. La serie, ambientata in una Roma periferica notturna e vitale, è anche una metafora della condizione giovanile, divisa tra ambizioni tradite e precarietà.

Di recentissima pubblicazione – sono state presentate in anteprima a Funzilla Rome Photozione Festival nel mese di Maggio – sono due nuove uscite.

il progetto fotografico di Flavia Fasano, Corpo libero
Flavia Fasano, Corpo libero

Corpo Libero’ di Flavia Fasano racconta “il crocevia dei miei 40 anni”, l’elaborazione di un passaggio imposto dalla necessità di dover rinascere professionalmente in una nuova dimensione. Un’esperienza di auto determinazione che definisce il primato del corpo come testimone unico dell’essere.

Francesco Viscuso Apocalypse’s Tales

 

Con ‘Apocalypse’s Tales’ – prodotta insieme agli amici di MONKEYPHOTO – ci si avventura nel fantasmagorico mondo di Francesco Viscuso. L’opera originale, composta da dieci tavole collage, viene smontata, rielaborata e ricomposta in forma di fanzine. Pittura antica, fotografia naturalistica e reportage storico si ricompongono in una serrata trama, orchestrando la visionaria favola di disvelamento di un caos squisitamente attuale.

In chiusura torno nuovamente indietro nel tempo. Intorno ai 16 anni collaboravo con una fanzine musicale che si chiamava Metal Gods, dove buona parte del lavoro la faceva il mio amico Paolo Piccini. Era una fanzine di heavy metal, si recensivano dischi e facevano interviste ai gruppi che ci piacevano. Poi sia andava in copisteria con una maquette che era un vero e proprio collage di foto e testi e si facevano le fotocopie.
Questo spirito, il dedicarsi alla pubblicazione con la prospettiva del fan, dell’appassionato, credo si ritrovi intatto anche in FUGAZINE e in tutti coloro che in questo periodo stanno dando vita al piccolo fenomeno delle fanzine fotografiche.
Paolo Cardinali

http://www.fugazine.com
https://www.facebook.com/fugazine/

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