Georges Simenon: La fattoria del Coup de Vague

La fattoria del coup de vague
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La storia di una ragazzo e delle sue zie in una terra che si perde nel mare; una piccola comunità e una vita semplice e ben ritmata: questi i luoghi e i tempi che Simenon ci presenta con la sua scrittura semplice e precisa. Ancora un romanzo in cui lo scrittore belga ci coinvolge con una vicenda apparentemente banale.

Ci sono punti in cui il mare con le sue maree apre e chiude spazi; ci sono fattorie nate al limite della terraferma e ci sono contadini che non lavorano solo la terra. Ogni volta che il mare si ritira, i carretti si riempiono di ostriche e cozze; ogni giorno i solchi si producono e scompaiono.

Georges Simenon La fattoria del coup de vagueCitazione 1
La fattoria del Coup de Vague era quasi altrettanto irreale: una casa rosa, di un rosa troppo intenso, con un filo di fumo che prolungava il comignolo al di sopra della spiaggia di ciottoli, dove di lì a poco i carretti avrebbero ripreso contatto con la terraferma.

La raccolta delle ostriche e delle cozze, i raccolti dei prodotti dei campi, i mercati e le poche occasioni di svago: così procede anche la vita di Jean e delle due zie con le quali vive in una piccola comunità. Tutti sanno tutto degli altri e tutti si chiamano per nome o per soprannome in base ad una familiarità nata nei tempi della giovinezza. Le vite scorrono così, ritmate dalle azioni e dalle bevute. Le vite sembrano come bloccate e destinate a scorrere così per sempre.

Citazione 2
Gli piaceva il grande cortile lastricato dello scalo merci della stazione di La Rochelle quando, verso le undici del mattino, arrivavano in dieci o dodici con i camion o i carretti per caricare o scaricare i vagoni. Era un’occasione simpatica, e dopo si ritrovavano a bere qualcosa al bar dietro la cancellata. Da lì vedevano le imbarcazioni del porto. L’aria afosa induceva all’indolenza.

Jean è cresciuto sotto l’ala protettiva delle zie che gli hanno dato tutto a patto che si muovesse nel solco che loro avevano predisposto. Anche il suo cammino sembrava ben chiaro da sempre. Jean si è fatto un uomo ed è diventato bello e attraente. Le ragazze del paese lo adorano e lo insidiano. Le zie osservano, scrutano: il vero comandamento è la dignità, il decoro, il buon nome della famiglia, la difesa ad oltranza dell’agiatezza raggiunta.

Citazione 3
La mattina di due giorni dopo Jean aveva finito di lavorare con la trebbiatrice e, dato che presto la stagione delle cozze sarebbe stata al culmine, era andato alla rimessa a incatramare dei pali.

Nella vita di Jean ci sono avvenimenti inattesi che sconvolgono la quiete della vita quotidiana; ci sono eventi che lo costringono a mettere tutto in discussione e a porsi domande non previste: Quella che vive è la vita che aveva sognato? E chi sono davvero stati i suoi genitori? E perché le zie sono così concentrate su di lui e sulle sue scelte?
Con la consueta maestria Georges Simenon, attraverso una vicenda a tratti lenta e improvvisamente veloce, ci spinge ancora una volta a scrutare nell’animo umano e nelle paure che possono portare oltre il limite.

Citazione 4
Fingeva senza fingere, non lo faceva apposta, eppure continuava a vedersi come in uno specchio. Vedeva anche i piedi delle zie e sapeva che erano in attesa, senza scomporsi troppo, ben sapendo che presto avrebbe smesso, come quando da piccolo, aveva degli scatti di rabbia.

Come in tanti altri romanzi, ma con la solita capacità di una scrittura avvincente, Simenon ci racconta che gli esseri umani tendono a crearsi una sorta di tana in cui difendersi e custodire i propri più riposti sentimenti e pensieri. Per quella tana, per difendere la trama della propria esistenza, sono disposti a combattere contro ogni nemico e contro ogni rispetto per gli altri.
Così le zie continueranno a vegliare sulla vita di Jean, riportando la vita alla normalità e cancellando gli eventi di cui il giovane si è sentito protagonista.
Antonio Fresa

Georges Simenon
La fattoria del Coup de Vague
Adelphi, 2021
Pagine 142; euro 18,00

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