Georges Simenon: Il grande male

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Una vedova con le sue tre figlie, una cittadina di provincia con i suoi personaggi e un delitto maturato in famiglia:  il romanzo Il grande male dominato da una tragica figura femminile, la vedova Pontreau.
Ancora un romanzo di Simenon, ancora l’atmosfera cupa di una piccola cittadina di provincia: gli ingredienti sembrano sempre gli stessi, ma lo scrittore belga trova ancora una volta un tono diverso e una galleria di personaggi nuovi.
La miseria della famiglia della vedova Pontreau, dopo le fallimentari avventure economiche del marito poi scomparso, è quasi negata e taciuta sotto la coltre di un comportamento austero e scostante.
I sacrifici si consumano nel chiuso della casa, con le sue tre figlie coinvolte in un’esistenza senza slanci e senza sorrisi.
La disperazione sembra essere la forza che aiuta la vedova ad andare avanti.

Citazione 1

Era calma. Non tralasciava nessun particolare. Spinse fuori, nel vuoto, il busto di Nalliers, poi, dopo aver controllato un’ultima volta la botola e il cortile, diede alle gambe la spinta decisiva.
Tuttavia si rifiutò di guardare. Il corpo non fece molto rumore, e per di più fu un rumore sordo.

Quando una delle figlie si sposa con il figlio di un’agiata famiglia della zona, potrebbero esserci una svolta e un minimo di quel benessere che la vedova ostinatamente insegue per le sue figlie.
Lo sposo riceve in dono dal padre una fattoria che potrebbe rivelarsi un affare per tutti. La vita non è mai semplice, però, e il tempo lascia emergere tutte le difficoltà del ragazzo nel gestire gli affari. L’epilessia lo piega e lo spinge a mettersi ai margini, lasciando quindi campo alla vedova che prende sempre più il sopravvento.
Con una tragica determinazione, la vedova Pontreau uccide il genero simulando un incidente. Tutto sembra filare liscio perché l’evento appare plausibile, anche se in paese si va sviluppando un’atmosfera di sospetto e prevenzione.

Citazione 2

Nessuno origliava alla porta. Nessuno aveva potuto sentirli. I due gendarmi che conducevano l’inchiesta in paese non erano al corrente delle accuse di Gérard. Eppure, in quel preciso istante, al Café Louis un muratore stava dicendo:
Ora le Pontreau non dormiranno sonni tranquilli!”.

Sulla scena appare allora una seconda figura femminile.
La Naquet è considerata una matta non pericolosa che lavora come domestica in molte delle case della zona. La Naquet è una figura singolare che si aggira sempre sola per le vie del paese in compagnia di un ombrello.
Tutti la conoscono e tutti ne assecondano la stranezza. Tutti notano in lei un cambiamento e un improvviso parlar di soldi che potrebbe trovar facilmente.
Lo va ripetendo la Naquet, questo ritornello.
Ha visto qualcosa? Ha capito qualcosa di come sono andate le cose?  La fattoria è veduta all’asta; le chiacchiere girano e qualcuno cerca di approfittarne.
Ci sarà un’inchiesta, ci saranno odi e dissapori e ci sarà la vedova che difende disperatamente la sua famiglia che si sbriciola per alterne vicende.
Il resto lo scoprirete da soli nella lettura. Per evitare che se ne perda il gusto, ci fermiamo qui nel racconto.

Citazione 3

Le vedevano sempre insieme, la signora Pontreau e la Naquet vestite di nero, Hermine con quel tailleur grigio che aveva adottato come fosse un’uniforme. Nessuno rivolgeva loro la parola. Non si curavano di loro. Le ragazze del paese sapevano che non erano come le altre donne, punto e basta. E chi era andato al funerale di Nailliers non si ricordava più se poi avevano scoperto qualcosa o no.

Simenon mette in primo piano la determinazione quasi animalesca della vedova che difende la sua esistenza e la sua famiglia; sullo sfondo si muove, invece, una riuscita schiera di personaggi che si muovono nello spazio compreso fra la piazza e il Café Louis, i due luoghi in cui ogni giorno è necessario transitare.
Una vita di provincia, fatta di piccole invidie e storiche ripicche, si propone giorno dopo giorno, raccontando, come abituale in questo tipo di narrazione di Simenon, di un mondo senza speranze e senza legami veri. Anche l’amore ha spazio per un tempo molto breve, soppiantato poi dalla necessità e dalla paura di perdere.
La cifra esistenziale di questi personaggi è la solitudine, e il rinchiudersi nell’abitudine, come in una difesa dagli scossoni del tempo. Così ognuno va lungo la propria strada.
Antonio Fresa

Georges Simenon
Il grande male
Adelphi, 2015
Pagine 147, € 18,00

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