Georges Simenon: Il sospettato

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Il sospettato è un romanzo quasi anomalo nel panorama della produzione dello scrittore belga. Come ebbe a scrivere André Gide, questo è uno dei pochi romanzi di Simenon in cui il protagonista agisce dall’inizio alla fine “spinto da una ferrea volontà” e senza mai mutare il proprio proposito.

copertina de Il sospettato di Geroges SimenonLa vita sembra scorrere secondo i ritmi che sono consoni alla narrazione di Simenon: vite concentriche e lineari, atmosfere rarefatte e senza novità, una casa, alcuni negozi, un vialone, la pioggia che crea una pellicola ovattata.
In questa cornice di apparente immobilità, agisce anche un piccolo gruppo di anarchici con una rete di misteriosi rapporti.

Citazione 1
Nella vita di tutti i giorni poteva trarre in inganno, con quell’aria da pacioccone che scoppia di salute. Ma non era affatto così al mattino a stomaco vuoto, quando ancora non si era dato una sciacquata, e la sua faccia sembrava essersi scolorita durante la notte, svuotata di una parte della sua consistenza, lasciando solo un po’ di carne flaccida sotto la pelle opaca.

Questo piccolo gruppo è convinto di saper serbare il segreto intorno alle attività che portano avanti. In realtà, con una rete d’infiltrati e informatori, la polizia belga e quella francese riescono a controllare quasi tutti gli eventi.
Si paventa un attentato; si teme un atto di estrema gravità e quindi la sorveglianza è rinforzata e si fa sempre più stretta.

Citazione 2
Fu la goccia che fece traboccare il vaso. Si udì un rumore, poi uno scatto e Chave rimase da solo. Aprì la porta della cabina e ordinò qualcosa, una cosa qualunque, indicando una bottiglia a caso, perché aveva la gola troppo serrata per riuscire a parlare.

Il fattore che la polizia non ha saputo calcolare è il ripudio pieno e totale per la violenza che guida i ragionamenti di Pierre Chave, un uomo dalla vita tranquilla e serena con la moglie e un figlio e un lavoro quasi incredibile.
Pierre Chave, nella piccola comunità degli anarchici, è un punto di riferimento, amato e odiato a un tempo: amato, per la sua serietà e l’indomita voglia di conoscenza; odiato, per il suo fermo rifiuto di ogni azione violenta che possa coinvolgere degli innocenti.

Citazione 3
Che cosa gli aveva impedito di agire, da quando si trovava in quella stanza? La pistola, ovviamente! La pistola che il polacco impugnava e che adesso aveva consegnato alla sua compatriota! Ebbene, era evidente, di un’evidenza accecante, che il polacco non poteva servirsi di quella pistola! Era di una semplicità puerile! La bomba era sul tavolo!

Eppure è ormai chiaro: l’attentato si farà e a depositare la bomba nel luogo indicato sarà il giovanissimo Robert, quello che Pierre considera quasi come un figlio.
E prende via così una complessa caccia e un’intricata indagine in cui si generano non pochi equivoci. Pierre Chave che cerca di salvare Robert diventa il sospettato numero uno per la realizzazione dell’attentato e i veri colpevoli si dimostrano poco capaci e poco coraggiosi.

Citazione 4
Voltò la testa. Gli erano appena venuti in mente i lungosenna, laggiù, con gli argini che pullulavano di pescatori, le chiatte, e quei bistrot ciascuno con un odore particolare, l’odore di una provincia, di una campagna della Francia.

Insomma una lotta contro il tempo e contro la violenza che finirà con gli eventi finali che ci fanno ritrovare la semplicità e la grandezza di Simenon.
Antonio Fresa

Georges Simenon
Il sospettato
Adelphi, 2019
€ 18,00 Pagine 140

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