Germania. Elezioni: il leader SPD Scholz subentrerà alla Merkel

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In Germania le elezioni post Merkel sono già iniziate con il voto per posta che, secondo molti, sarà una percentuale significativa sul totale. L’incertezza sui risultati e sulla futura formazione di un governo con una maggioranza solida regna sovrana.

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Foto Bettina Westphalen

I sondaggi danno in vantaggio i Socialdemocratici (SPD) al 25% con il candidato cancelliere Olaf Scholz attuale vicecancelliere e ministro delle Finanze, ma con uno scarto che va riducendosi. Il suo avversario per la poltrona di cancelliere è Armin Laschet (CDU/CSU) accreditati ora da un 22%. Tra gli altri partiti i Verdi sono dati al 16%, i Liberali Democratici (FDP) all’11%, la sinistra radicale Die Linke al 6% e i neonazisti di Alternative für Deutschland (AfD) all’11%.

Quest’ultimo probabilmente non ripeterà il 12,7% delle precedenti elezioni ma è oramai presente in tutti i Land. Per quanto ancora isolati nel panorama politico federale, Tonia Mastrobuoni scrive che «in molti si chiedono anche quanto potrà durare la “dottrina Merkel”, l’imperativo che vieta alleanze con l’Afd. Precipitata in una grave crisi d’identità, la Cdu sta segnalando da mesi la volontà di spostarsi a destra, dopo la “socialdemocratizzazione” degli anni di Merkel. I maggiorenti come Friedrich Merz o Paul Ziemiak tuonano già contro la “Unione dei debiti” e “l’Europa sommersa da soldi tedeschi” che una Germania guidata da Olaf Scholz (Spd) “infliggerebbe” ai tedeschi» [1].

E proprio in queste ore la campagna elettorale si arroventata sui temi dell’estremismo dopo l’omicidio di un lavoratore in una stazione di servizio che aveva chiesto ad un uomo di indossare la mascherina. La radicalizzazione è presente anche tra coloro che negano l’esistenza del Coronavirus, ai no-vax e ai no-mask. Pesanti le accuse reciproche tra il ministro federale dell’Interno Horst Seehofer (CSU) e Verdi e SPD accusati questi ultimi di aver ostacolato l’approvazione di alcune leggi contro l’estremismo. I rappresentanti dei due partiti ha ribaltato le accusa al ministro.

Riprendendo il tema sull’incertezza sul risultato delle elezioni federali Sebastiano Canetta ci dice che «sulla carta, stando alla rilevazione demoscopica di ieri [19 settembre, ndr], sono ben sei le possibili coalizioni di governo che hanno già virtualmente la maggioranza al Bundestag: l’alleanza nero-rosso-verde (tra Cdu, Spd e Verdi) conterebbe 410 deputati su 598, la nero-rosso-gialla (tra Cdu, Spd e Fdp) 379, la “coalizione semaforo” (tra Spd, Verdi e Fdp) 344, la rosso-rosso-verde (tra Spd, Linke e Verdi) 314, la “coalizione Giamaica” (tra Cdu, Verdi e Fdp) 313, e la riedizione della Grosse Koalition di Spd e Cdu 307 parlamentari: 7 in più della soglia del 50%» [2].

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Foto Bettina Westphalen

Uno dei cavalli di battaglia di Armin Laschet contro il capo della SPD Olaf Scholz è l’accusa tutta politica di voler mettere nel governo i rossi della Linke. Più volte il primo ha chiesto al secondo di dire chiaramente che avrebbe rifiutato un’alleanza con la Linke. Scholz come pure la leader dei Verdi, Annalena Baerbock non hanno fatto nessuna affermazione contraria anche se entrambe hanno escluso di avere come partner qualsiasi partito che si rifiuta di nella NATO o che abbia dubbi sull’adesione della Germania all’Unione Europea. E su questi due temi di politica estera con la Linke il divario c’è tutto, anche se Dietmar Bartsch leader insieme  a Janine Wissler della Linke, in una recente conferenza stampa, schivando le domande sulla politica estera ha detto: «Siamo già nella NATO» [3].

I temi della politica interna, da quella ambientale a quella economica a quella fiscale le posizioni tra SPD, Verdi e Linke non sono poi così distanti.
La CDU/CSU e il suo leader sono contrari ad aumenti di tasse, men che mai alla patrimoniale, vogliono un ruolo marginale dello stato anche nel supporto alla transizione ecologica e di conseguenza non vogliono veder crescere il debito pubblico. Quest’ultimo non è una preoccupazione a sinistra anzi Scholz ha da poco dichiarato che intende alleviare i bilanci dei comuni fortemente indebitati e la presidente della SPD, Esken ritiene che il nuovo debito federale sia necessario a causa degli investimenti mancati in molte aree del paese e delle sfide poste dalla digitalizzazione.

La leader dei Verdi, Annalena Baerbock intende finanziare la transizione ecologica aumentando le tasse sui redditi più elevati, una patrimoniale e migliorando la lotta all’evasione fiscale.
Sul fronte del lavoro, in campagna elettorale, la promessa è quella di portare il salario minimo orario a 12 euro così come proposto dall’SPD e che Verdi e Linke sottoscrivono. Si è anche proposto di abolire le assicurazioni sanitarie private difese a spada tratta dal leader centrista Laschet.

Intorno al dibattuto tema ambientale c’è uno scontro in atto soprattutto sulla questione del futuro della potente e più importante industria automobilistica d’Europa. Luigi Mastrodonato scrive che «da una parte l’attenzione che i partiti stanno riservando ai cambiamenti climatici e alla lotta alle emissioni hanno messo al centro del dibattito la questione delle auto elettriche e delle centraline di ricarica, dall’altra imperversa un timore generale che tutto questo possa segnare la fine dell’automobile tedesca (e del conseguente indotto) per come abbiamo imparato a conoscerli. Tra proposte più o meno radicali e tentativi di difesa della tradizione, lo scontro elettorale tra i partiti e all’interno della società civile si sta consumando proprio su questo terreno» [4].

Olaf Scholz è in vantaggio nei sondaggi e ha vinto tutti e tre i dibattiti televisivi ma i suoi avversari, in particolare Laschet continua ad accusarlo di scarsa vigilanza come ministro delle finanze e gli si ricorda il fallimento della Wirecard e delle indagini, perquisizioni incluse, di un possibile ostacolo alla giustizia da parte dell’agenzia antiriciclaggio del governo [5] .

Pasquale Esposito

[1] Tonia Mastrobuoni, Germania, l’ultradestra di Afd in crisi nei sondaggi: “Ma restiamo forti”, 22 settembre 2021
[2] Sebastiano Canetta, Germania, ultimo triello. [4E ora tutto può succedere, https://ilmanifesto.it/germania-ultimo-triello-e-ora-tutto-puo-succedere/, 20 settembre 2021
[3] Thomas Scritta, German conservatives raise spectre of far-left rule ahead of election, 23 settembre 2021
[4] Luigi Mastrodonato, Le elezioni in Germania si giocano anche sul futuro delle auto elettriche, 23 settembre 2021
[5] Stefan Kornelius, Una campagna elettorale aperta e combattuta, Internazionale n.1427 – 2021, pag. 49

 

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