Alfabeto letture alternative: Gianluca Morozzi

Colui che gli dei vogliono distruggere Gianluca Morozzi
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“Riassumendo, sto spendendo un sacco di soldi per inventarmi dei sogni e passare cinquanta minuti a guardare l’orologio e pensare ai fatti miei, col sottofondo di uno psicoterapeuta che mi spiega il significato di questi sogni che ho inventato. Sarebbe una cosa di cui parlare con uno psicoterapeuta, se non fosse che già vado da uno psicoterapeuta. Forse dovrei andare da un secondo psicoterapeuta e raccontargli che, senza alcun motivo apparente, sto spendendo una barca di soldi per andare da un primo psicoterapeuta senza riuscire a smettere di farlo.”

Gianluca Morozzi Colui che gli dei vogliono distruggereGianluca Morozzi, nato a Bologna nel 1971, scrittore e musicista, è senza alcun dubbio uno dei miei autori preferiti.
I suoi numerosi libri (Morozzi è scrittore piuttosto prolifico) sono un caleidoscopico avvicendamento di storie, immagini, personaggi, situazioni che spesso si intrecciano, si rincorrono e si ritrovano in titoli differenti con sviluppi diversi.
Esordisce nel 2001 con Despero, un romanzo che narra le disavventure musicali e amorose di un ostinato chitarrista rock bolognese; ma conosce il primo successo di pubblico nel 2004 con Blackout, un thriller claustrofobico interamente ambientato all’interno di un ascensore. Seguiranno numerosi altri titoli tra i quali voglio almeno ricordare: L’era del porco, del 2005, che narra le vicissitudini di un giovane scrittore alle prese con la promozione del suo romanzo; Lo scrittore deve morire, del 2012, che ne riprende i temi moltiplicandoli (qui gli scrittori alle prese con un delirante tour promozionale sono due!); Lo specchio nero, del 2015, rivisitazione del classico giallo con il delitto della camera chiusa.
Colui che gli dei vogliono distruggere, pubblicato nel 2009, ci presenta le tragicomiche vicende che si svolgono su due mondi paralleli, quasi uguali fra loro ma con alcune rilevanti e fantasiose differenze: Terra L e Terra Prima. Terra L è il mondo nel quale vive Leviatan, un singolare supereroe dotato di superpoteri che cambiano ogni dodici ore in modo incontrollabile e che nella vita quotidiana e segreta vende dischi e fumetti rari e ama, scarsamente corrisposto, un’avvenente e vanesia scrittrice di romanzi erotici.
Terra Prima è il mondo nel quale si muove Kabra, il chitarrista dei Despero che già abbiamo incontrato in precedenti libri di Morozzi, alle prese con i consueti problemi musico-sentimentali e in preda a una preoccupante crisi creativa.
Le imprese di Leviatan per difendere l’umanità dai pericoli e quelle di Kabra per scrivere la canzone che possa rilanciare il suo gruppo, l’alternanza di mondi differenti, messi sorprendentemente in comunicazione da un evento meteorologico che determinerà conseguenze paradossali (basti dire che su Terra L David Bowie e Lou Reed sono due folli criminali e che tutte le più famose canzoni della storia della musica vengono scritte e interpretate da una pop star proveniente da Terra Prima), il susseguirsi di situazioni assurde e grottesche che i protagonisti vivono con disarmante ironia sono gestiti da Gianluca Morozzi con grande sapienza e senso del ritmo narrativo. Il libro, con i suoi rimandi cinematografici e fumettistici, risulta davvero coinvolgente, ricco di geniali e originali invenzioni a ogni pagina e spesso irresistibilmente divertente.
Nel caso Morozzi non vi convinca propongo, come di consueto, un’alternativa.

Lorenzo Marone La tristezza ha il sonno leggero

“E ho capito che sono proprio loro, i piccoli gesti di ogni giorno, le abitudini, persino le ossessioni, a svelarti una persona. Le nostre minuscole e preziose cose sono visibili solo a chi ci osserva con attenzione, tutti i giorni. Sono il grande privilegio che concediamo a chi ci ama.”

Lorenzo Marone nasce a Napoli nel 1974, si laurea in Giurisprudenza ed esercita per oltre 10 anni la professione di avvocato per poi abbandonarla e dedicarsi definitivamente alla scrittura.
La tristezza ha il sonno leggero è la sua quarta opera, pubblicata nel 2016, e ci presenta un quasi quarantenne in crisi, abbandonato dalla moglie e incapace di leggere con chiarezza dentro se stesso, di capire i suoi stessi sentimenti e di lasciarsene guidare, di esprimere e vivere le proprie emozioni. Circondato, influenzato, spesso represso dai componenti di una famiglia allargata e disfunzionale, con mamma autoritaria, padri assenti, fratelli e sorelle di sangue e acquisiti sempre pronti a imporsi e a porre i propri problemi e voleri davanti a tutto e tutti, il protagonista del libro risulta incapace di affermare la propria personalità e rimane sempre travolto da quella dirompente e ingombrante degli altri.
I personaggi di questa piccola saga familiare, seguiti, persi e ritrovati, grazie ai frequenti flashback, in diverse fasi della loro vita, sono descritti da Marone con tenero affetto, malinconico umorismo e un pizzico di ironia che stempera qualche momento di inevitabile commozione.
Al romanzo si ispira un recentissimo film dal medesimo titolo diretto da Marco Mario de Notaris e distribuito su Raiplay.

GianLuigi Bozzi

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La stesura di questo Alfabeto non ha alcuna particolare pretesa.
Vuole solo essere un gioco, un espediente per ricordare e segnalare autori e titoli che ritengo validi.

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