Gianni Leoni: La farfalla nel bicchiere

copertina la farfalla nel bicchiere
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“L’idea che qualcosa potesse chiudermi la gola fino a non farmi più respirare era stampata nella mia testa e non riuscivo a pensare ad altro. Mi sembrava davvero impossibile morire così, a vent’anni, per di più senza saperne la causa.”

Tuco Maria si trova a dover indagare su una cosa che lo riguarda. Attraverso le sue indagini, un romanzo di formazione.
Cos’è che scopre veramente il protagonista della Farfalla nel bicchiere? Che la mancanza d’amore è causa di paura. Cosa scopriamo invece noi lettori? Che la mancanza d’amore può essere sia agita che subita.
Ci rendiamo conto di come Tuco creda di non essere in grado di amare, ma come in realtà non sia in grado di essere amato. Di come spesso, autoaccusandosi, non faccia che inibire il suo sé che cerca di prendere vita e farsi vita concreta, esistenza. Di come il bisogno di essere ascoltato sia un desiderio lecito, un diritto che si trasforma in esigenza vitale, come il respiro. Di come prendere spazio e dare voce non sia egocentrismo e basta, ma, più spesso, sia farsi largo, farsi strada. Uscire da un bicchiere che, senza che noi volessimo, ci è stato messo sopra, non in cui per sbaglio siamo caduti (come succede invece alla farfalla del romanzo).

L’idea che potesse esserci una vita diversa da quella dei miei genitori, a quell’età, era lontanissima. Il ‘mondo dei grandi’ mi sembrava orribile, e io credevo che non ce ne potessero essere altri ad attendermi.

Tuco Maria, un giovane toscano che detesta la montagna, sogna la libertà, adora il suo mare ci racconta alcune avventure di sé ventenne. È Tuco il protagonista? Sì, può essere lui, ma anche la sua allergia, i bar, le fobie e l’amicizia.

Pix prese il foglio con la lista dei ‘nemici possibili’, ci scarabocchiò qualcosa sopra e lo lasciò scivolare sul divano rosso. “A dopo”. E uscì dalla porta. Aveva fatto una “X” sui ragni e sulle vespe, e, sotto a “mancanza d’igiene” aveva aggiunto: “Mancanza d’amore (non verso di me. Mancanza totale).

Il romanzo si lascia leggere da varie angolazioni: passando attraverso registri e generi diversi, prende come espediente uno shock anafilattico che apre a indagini tra amici, a dialoghi tra il comico e il commovente, tra l’assurdo e il realistico. Importante lo spazio dedicato al racconto dei viaggi tra amici, di traversate sognate e poi odiate, dei bar frequentati e degli incontri. Gli oggetti apparentemente insignificanti assumono invece un significato particolare e hanno il ruolo di smuovere, di delineare il cambiamento.
Di surreale non c’è davvero nulla, neanche quando gli incontri sconosciuti si fanno misteriosamente più intensi e rivelatori. Tutto è molto concreto e vuole arrivare al punto. Attraverso i ricordi di Tuco, ci troviamo di fronte a fotografie da cornice marina, montanara, pur sempre periferica.
In gran parte delle pagine si ride attraverso il sarcasmo dell’autore:
Respiravo a fatica, l’aria era pesante come il rum invecchiato venticinque anni, quello che piace a Ferris. Sentivo le labbra dure e la lingua che non batteva nei punti giusti, e le parole uscivano fuori come fossero purè.
“Non lo so, stavo dormendo, mi sono svegliato e mi sono trovato così. Dica alla mia banda che è stata la cosa più bella della mia vita.”
“Tranquillo Bob, rivedrai i tuoi amici musicisti e suonerete ancora insieme.” Stavo per dirgli che non eravamo un gruppo musicale, ma era troppo faticoso e inutile.

C’è poesia anche all’interno della quotidianità realistica di un gruppo di giovani amici e ci si indigna insieme a loro con il disvelamento degli inganni.
A un certo punto diventa centrale il passaggio attraverso l’oscurità delle proprie paure essendone ebbri. E questo accade in montagna, durante una fuga dalle allergie a dall’apatia. Un intenso dialogo con la propria ombra, con un misterioso altro da sé o forse con il sé paventato. Infine, la luce.
Che i vent’anni di Tuco e tutti gli altri siano reali o metaforici poco importa: quello a cui si giunge a fine lettura, è un taglio di traguardo, l’apertura di una nuova pagina, l’inizio di un nuovo volo.
Adelaide Roscini

Gianni Leoni
La farfalla nel bicchiere
BIBI BOOK – 2019
Euro 16.5
Pagine 249

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