Giappone: Abe vince ma non può cambiare la Costituzione

Giappone grattacielo Asahi e Tokyo Sky Tree
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Cancellare definitivamente la Costituzione pacifista. Era questo l’obiettivo principale del premier giapponese Shinzo Abe, in carica dal 2012, che, con le elezioni parziali della Camera dei consiglieri, puntava ad una maggioranza qualificata che ne avrebbe consentito la revisione.

Ha vinto le elezioni, ha consolidato il suo potere (si appresta ad essere il primo ministro che ha governato per più tempo in Giappone) e quello della sua coalizione di destra (Partito Democratico Liberale e Komeito), ma non è riuscito ad ottenere quei due terzi dei 164 seggi che gli avrebbero consentito di far approvare una legge costituzionale che mettesse definitivamente in soffitta l’articolo 9.

Va detto che queste elezioni sono risultate tra le meno rappresentative, anche per la scarsa presenza sui media, vista un’affluenza alle urne sotto il 50%, una delle più scarse della storia politica giapponese. Non sono bastati nemmeno gli inviti, rivolti in particolare ad elettori ma anche ad elettrici, di convincere ad andare a votare anche gli amanti [2].

Sta di fatto che non si capisce come decisioni di tale rilevanza vengano alla fine prese da minoranze nel paese. E il Giappone non è affatto l’unico caso.

Questa vittoria monca non fermerà la politica estera e di difesa di Abe, sempre determinato a entrare nello scacchiere asiatico, armi in pugno.
Intanto il premier punta a indire un referendum sulla revisione costituzionale entro settembre 2021, quando scadrà il suo mandato come presidente del suo Partito Democratico Liberale, mentre «il governo avvierà anche discussioni a pieno titolo su come affrontare una coalizione proposta dagli Stati Uniti sulla volontà di proteggere lo stretto di Hormuz in Medio Oriente» [1].
E di questi tempi sembra altra benzina sul fuoco.

Rimanendo nel campo della politica estera, il Governo, è probabile un rimpasto, dovrà concludere l’accordo bilaterale di libero scambio con gli Stati Uniti e poi dovrà riprendere le redini del rapporto con la Corea del Sud che è tornato a farsi teso, con Tokyo che alleggerisce l’export di tecnologia verso Seul a causa di una delle diverse dispute collegate al lavoro forzato durante l’occupazione coloniale giapponese.

Uno dei temi dirompenti di politica interna è quello delle pensioni, in un paese dove il debito pubblico è il 250% del PIL e l’aspettativa di vita è tra le più alte al mondo. Tra l’altro un rapporto, criticato dall’opposizione, di un’agenzia governativa chiedeva ai contribuenti di risparmiare denaro per garantirsi una pensione accettabile [3].
Un’economia che non è in grande spolvero e l’aumento dell’imposta sui consumi, insieme a tutto il resto avrebbero dovuto favorire  l’opposizione che continua ad essere disunita e incapace di prefigurare un’alternativa ad Abe.

All’opposizione, il Partito democratico costituzionale, ha avuto sette seggi in più rispetto alla precedente tornata e con un 42,5% di donne, mentre il nuovo partito Reiwa Shinsengumi lanciato da Taro Yamamoto, un attore antinucleare che si è dato alla politica, ha eletto due rappresentanti affetti da gravi disabilità: Yasuhiko Funago e Eiko Kimura che forse rappresentano «un segnale di un cambiamento nei confronti dei disabili in un paese in cui sono stati a lungo incoraggiati a rimanere nell’ombra» [4].

Tornando all’obbiettivo primario di queste elezioni, la cancellazione della Costituzione pacifista, nata dalla resa agli americani alla fine della Seconda Guerra Mondiale, si vuole mettere nero su bianco le forze armate e la loro partecipazione in teatri di guerra che attualmente è vietata.
Pasquale Esposito

[1] “Abe aims to revise Constitution following election victory”, http://the-japan-news.com/news/article/0005888664, 22 luglio 2019
[2] “In politica ogni voto serve: Shinzo Abe chiede agli uomini di portare al seggio anche “e amanti”, https://www.linkiesta.it/it/article/2019/07/19/shinzo-abe-amanti/42920/, 19 luglio 2019
[3] “Senatoriales au Japon: une Victoire large mais pas complete pour le partie de Shinzo Abe”, https://www.lemonde.fr/international/article/2019/07/22/senatoriales-au-japon-une-victoire-large-mais-pas-complete-pour-le-parti-de-shinzo-abe_5491914_3210.html, 22 luglio 2019
[4] Kiyoshi Takenaka, ”Two severely-disabled candidates win seats in Japan upper house vote”, https://www.reuters.com/article/us-japan-election-disabled/two-severely-disabled-candidates-win-seats-in-japan-upper-house-vote-idUSKCN1UG0KC, 21 luglio 2019

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