Elezioni 25 settembre: la sanità e i programmi elettorali secondo Gimbe

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Leggendo le 173 pagine del lungo report Elezioni Politiche 2022. Monitoraggio indipendente dei programmi elettorali: sanità e ricerca biomedica”  pubblicato dalla Fondazione Gimbe, [1]  sembra chiaro che dai programmi dei partiti o delle coalizioni non si trovi un vero piano di rilancio della sanità pubblica.

Era lecito attendersi invece che, forti anche delle indicazioni e della spinta emotiva che le difficoltà con cui abbiamo dovuto confrontarci durante la pandemia, vi fossero delle elaborazioni nutrite e particolareggiate diffuse nelle proposte di partito. Era lecito attendersi questo viste le necessità emerse sulle lacune emergenziali dimostrate, le necessità di piani adeguati, recupero del personale sanitario in termini numerici e motivazionali, ed integrazione tra medicina ospedaliera e del territorio. Su questo aspetto dell’organizzazione territoriale adesso presidiata da medici di base in numero  minore rispetto alle necessità, si attendevano risposte adeguate. Sempre dalla pandemia le sottolineature delle difficoltà  e l’attesa per risposte alla necessità di  riforme di cui non si ha traccia. Vi è traccia invece del problema sui titoli della stampa ad esempio: “Medici di base stanno scomparendo.” [2].

Anche per queste ragioni sembrerebbe ancora più un miraggio tornare alle efficienze conosciute  dalla sanità pubblica che era stata pensata nel passato ed era diventata  un riferimento per altre  nazioni. Lo si ebbe grazie alle felici intuizioni degli statisti di allora che avevano gettato le basi del Servizio Sanitario Nazionale  (SSN) e che sarebbero molto preziosi anche adesso.

Gimbe, la nota fondazione indipendente senza scopi di lucro, si era lasciata apprezzare durante la pandemia per aver messo a disposizione una mole significativa di dati che ha permesso ad ognuno di avere l’esatta percezione dell’andamento del contagio. Del resto lo scopo della fondazione è “…la diffusione e l’applicazione delle evidenze scientifiche per contribuire alla sostenibilità di un servizio sanitario pubblico, equo…”[3]. Ecco quindi l’attendersi un lavoro di valutazioni, effettuato senza supporti commerciali, riportate in tema di Sanità nei programmi elettorali dei partiti che tra un paio di settimane andremo ad eleggere per il governo del Paese. La base delle riflessioni dalle quali attingere le informazioni sono stati i documenti elettorali ufficiali che i partiti hanno depositato e che sono compresi nel programma Elezioni trasparenti del sito del Ministero dell’Interno [4].

Antonino Cartabellotta, Roberto Luceri, Marco Mosti, Elena Cottafava, gli autori del report, espongono nell’introduzione del documento quanto rilevato negli ultimi anni sulla sostenibilità del nostro Servizio  Sanitario Nazionale fin dagli anni antecedenti le tristi prove cui la pandemia lo avrebbe sottoposto. Emergeva pertanto che il definanziamento pubblico di 37 miliardi dal 2010 al 2019, l’aumento delle necessità di ulteriori 8.6 miliardi per nuovi Livelli essenziali di assistenza (LEA), gli enormi sprechi e le inefficienze, ed anche le frodi e gli abusi, avevano intaccato le efficienze del SSN. Da questo è dipesa una iniqua disuguaglianza sociale nell’usufruire di prestazioni sanitarie ed una aggravata sinergia tra l’erogazione sanitaria ospedaliera e quella del territorio. Questa situazione che si è generata ha aumentato l’errata considerazione, tra i fruitori potenziali, di una sanità ritenuta mitica ed infallibile senza che per essa  ognuno desse positivi contributi personali attraverso il miglioramento dei propri stili di vita o comportamenti più virtuosi  a tutela della propria salute.

Su questi presupposti ha agito la pandemia che ha anche, tra gli enormi sacrifici di tanti sanitari, dovuto far di conto con un depauperamento dei professionisti della sanità che hanno abbandonato la professione rispondendo ad una realtà sempre più crescente di una “demotivazione” lavorativa. Il clima che ne è generato, aggiungiamo, ha reso possibile che montasse sempre più uno spirito avverso verso la Scienza e gli operatori in sanità che, inizialmente osannati, hanno dovuto anche presto far di conto con aggressioni e contestazioni favorite da coloro che hanno cavalcato il fenomeno per propaganda. Leggiamo infatti nel report : “ il quadro è sensibilmente peggiorato per la diffusione di teorie negazioniste e no-vax che hanno contribuito a deteriorare il “rapporto di fiducia” tra sanità e cittadini.

Si legge inoltre nel report: Al contempo però la pandemia – constatazione tanto amara quanto realistica – ha progressivamente aumentato la consapevolezza sociale che un sistema sanitario pubblico, equo e universalistico rappresenta un caposaldo della nostra democrazia. Tuttavia, se inizialmente tutte le forze politiche convergevano sulla necessità di rilanciare il SSN che sembrava finalmente tornato al centro dell’agenda politica, con la fine dell’emergenza la sanità è “rientrata nei ranghi”.

Il periodo pandemico ha di fatto concluso il periodo di de-finanziamento in sanità: Negli anni 2020 – 2022 il Fondo Sanitario nazionale (FSN) è aumentato di oltre 10,8 miliardi di euro che sono stati interamente assorbiti dalle spese pandemiche che comunque costringeranno le Regioni a chiudere probabilmente in rosso il conto economico per il 2022.  Si legge inoltre: “ … se le ingenti risorse pubbliche non sono state sufficienti a rafforzare in maniera strutturale il SSN, nel medio periodo non si intravede alcun programma di rilancio degli investimenti.”

Era scontato attendersi dai programmi elettorali  degli schieramenti più proposte per riarmonizzare il sistema sanitario nella sua completezza. Ci si attendeva di dover analizzare. scegliere tra proposte per il superamento dei problemi legati alla pandemia, che non è certo terminata, e tutti i problemi che dalla pandemia sono stati amplificati nell’erogazione dei servizi sanitari. Certo difficile azzerare le liste di attesa nelle chirurgie, quelle degli esami specialistici, dei programmi di screening per la medicina preventiva ed anche l’implementazione sui progetti per erogazioni sanitarie al passo con i tempi e con uso delle migliori tecnologie disponibili. Tutto questo non sarebbe stato possibile ottenerlo attraverso annunci, ma senza neanche la comparsa di una proposta nei programmi si ottiene l’allontanamento ancora di più di una soluzione che nasce con questi auspici dopo la tornata elettorale.

Sarà il  nuovo governo del paese a gestire la fase di pandemia e vaccinazione connessa che dal prossimo autunno interesserà il territorio ed il futuro del SSN e la sua riorganizzazione di cui però c’è poca traccia nei programmi dei partiti. Proprio su queste lacune il report Gimbe pone alcuni tratti a volte rossi a volte contrassegnati da un blu che somiglia più ad una bocciatura gravissima. Le proposte analizzate dal report sono dettagliate ed ufficiali. Probabilmente sarebbe utile per gli interessati andarle a leggere per analizzarne il contenuto. Le proposte antipandemiche vanno dalla sanificazione ambientale per scuole. trasporti, uffici e percorsi antipandemici definiti con creazione di una agenzia nazionale di Azione-Italia Viva, alla promozione di comportamenti virtuosi ed adeguamenti delle strutture con aggiornamento dei piani pandemici della coalizione di Destra. Il PD ed Italia Democratica e Progressista propongono la creazione di “ambienti di apprendimento sostenibili”. Si legge inoltre:

Italia dei Diritti-De Pierro chiede l’obbligo vaccinale di popolazione. Chiedono l’istituzione di commissioni di inchiesta sulla gestione della pandemia e/o della campagna vaccinale Destre Unite, Forza del Popolo, Gilet Arancioni-Unione Cattolica Italiana, ItalExit per l’Italia, Partito Animalista-UCDL-10 volte meglio. Contro le misure dell’obbligo vaccinale e/o green pass si schierano Alternativa per l’Italia – No Green Pass, Forza del Popolo, ItalExit per l’Italia, Italia sovrana e popolare, Partito Animalista-UCDL10 volte meglio e Vita. Per l’annullamento e/o il risarcimento delle sanzioni amministrative comminate per violazione delle norme emanate in occasione della gestione pandemica (obbligo di permanenza al domicilio, obbligo vaccinale, etc.) avanzano proposte Forza del Popolo e ItalExit per l’Italia. 10 Report Osservatorio GIMBE n. 1/2022 Indennizzi per danni correlati alla vaccinazione anti-COVID vengono invocati da Forza del Popolo e ItalExit per l’Italia che vorrebbe inoltre abolire lo scudo penale per i medici vaccinatori. A fianco dei lavoratori sospesi a causa del mancato rispetto dell’obbligo vaccinale si schierano Forza del Popolo, ItalExit per l’Italia, che ne chiedono il reintegro e/o il risarcimento per il mancato percepimento di emolumenti. Gli stessi partiti si pronunciano anche contro la raccolta e/o l’utilizzo di dati biometrici”.

L’analisi nel rapporto scorre particolareggiata ed impietosa e nelle conclusioni alcune affermazioni sono inequivocabili

I programmi elettorali trascurano che la crisi di sostenibilità del SSN non si è affatto risolta perché le principali determinanti sono rimaste quelle dell’era pre-pandemia. La pandemia oggi peraltro costituisce un’ulteriore determinante che indebolisce il SSN, sia in termini di ritardo nelle prestazioni ordinarie, sia per l’emergenza di nuovi bisogni di salute, sia soprattutto per il depauperamento quantitativo e la demotivazione di professionisti e operatori sanitari.  Nessun partito/coalizione ha sviluppato un vero e proprio piano di rilancio del SSN coerente con  tutte le determinanti della crisi di sostenibilità e con gli investimenti e le riforme previste dal PNRR.

Fondazione Gimbe piano di salvataggio sistema sanitaeio nazionaleL’ impressione personale leggendo è come se mancasse una visione completa sul sistema sanità, una mancanza di attenzione che mira a completare le caselle semplicemente formulando proposte frammentate che raramente appaiono organiche ad un progetto. Come se rispondessero più ad una necessità strumentale e mai ad una esigenza reale inserita in un armonioso programma di ristrutturazione della sanità pubblica che preveda anche l’impatto economico che ne deriva per il suo rilancio.

Quelle che avete appena visto sono le proposte del rapporto Gimbe (pag. 9) per il salvataggio del SSN. Un aiuto alla riflessione per tutti e per ognuno.

Emidio Maria Di Loreto

[1] www.gimbe.org/elezioni2022
[2] https://espresso.repubblica.it/inchieste/2022/08/16/news/medici_di_base_emergenza-361927156/
[3] https://www.gimbe.org/
[4] https://dait.interno.gov.it/elezioni/trasparenza

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