Disabilità. Uno sguardo irriverente per il 3 Dicembre

disabilità carrozzina fotografia
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Oggi, 3 dicembre è la Giornata internazionale delle persone con disabilità. Che palle.
I soliti interventi dotti sui giornali, qualche handicappato in qualche trasmissione mainstream. Poi si potrà tornare tranquillamente a parlare di pandemia che ci hanno “sfraganato” i cosiddetti con questo tema.

Oggi tocca anche a me scrivere qualcosa sulla disabilità?
Ma. Si vabbè sono in carrozzina da sette anni. Ho deciso e che potevo usare la carrozzina in due modi. O stavo in carrozzina a guardare la carrozzina, oppure stavo in carrozzina e guardavo il mondo dalla carrozzina.
Ho scelto la seconda opzione.

Mi diverto un sacco a guardare la direzione surreale che il mondo sta prendendo. Ma sto cambiando discorso. Oggi devo parlarvi di disabilità. Proverò a farlo a modo mio. Perché mi sono anche stancato del politicamente corretto. Allora. Viene invitato qualcuno di rappresentativo per parlare di disabilità, ma poi per carità che per il resto dell’anno taccia. Viene invitato qualche handicappato di qualche giunta progressista, perché ogni giunta progressista che si rispetti deve avere il suo handicappato di turno.
Un tempo alle feste per essere glamour si doveva invitare un gay. Oggi i tempi sono cambiati e quindi si ricorre all’handicappato che è tanto rappresentativo.

Che cosa posso dire di me? I tempi sono sicuramente difficili.
Lo Stato è assente. Mi hanno tolto i titoli sociali per pagare la badante. Ho dovuto fare causa al Comune e per fortuna ho vinto il ricorso. Ma questo per il 2019. Sono ancora in ballottaggio per il 2020 e non so come andrà finire. Intanto mi preparo a far causa al Comune per il 2021.
Il problema non è tanto l’assenza delle Stato. Quello che mi brucia di più in questo periodo è l’assenza delle puttane. Essendo in periodo Covid delle povere lavoratrici non c’è più traccia. Quindi, oltre ad essere escluso dai fondi sociali che mi permettevano di pagare il badante sono escluso anche dal sesso. Perché la legge sulla assistenza sessuale ai disabili giace come lettera morta in parlamento.
Vabbè del sesso dopo tutto si può fare anche a meno. Ho provato a sublimare. Freud dice che la sublimazione è uno dei processi attraverso cui l’uomo diventa uomo, si socializza, accede a livelli superiore di consapevolezza e di maturazione.
Quindi senza badante, e senza puttane sono andato in libreria.

Vicino a casa mia c’è una bellissima libreria Feltrinelli. L’hanno appena ristrutturata. Peccato che l’abbiano ristrutturata senza provvedere all’abbattimento delle barriere architettoniche. Ma di questo ne ho parlato anche sull’Espresso.
Quindi, ricapitolando per oggi 3 dicembre. Sono senza badante perché il Comune non vuole riconoscermi i titoli sociali, sono senza puttane, e sono senza possibilità di sublimare perché la Feltrinelli non mi vuole far entrare.
Come non ti vuole far entrare? Ma che dici? Nessuno ha mai affermato questo.
Beh non abbattere le barriere architettoniche e mettere delle pesanti porte di vetro, spesse e pesanti che io non posso aprire, equivale ad appendere un bel cartello con su scritto Tu handicappato non puoi entrare.
Certo, hanno detto che terranno sempre la porta aperta. Se però qualcuno per buona educazione la chiuderà loro non possono farci niente. Hanno detto anche che metteranno un campanello di chiamata.
Belle le soluzioni farlocche. Sanno tanto di commedia dell’arte.

Bene che fare? Ma non lo so proprio. intanto il pezzo l’ho scritto. Mi rimane una domanda. Senza Stato, senza puttane, senza soldi e senza libri, e senza teatri dove si può andare in carrozzina?

Gianfranco Falcone

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