Giornata internazionale della disabilità: non è questione di un giorno

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Oggi si festeggia la giornata internazionale della disabilità.
Io l’ho già festeggiata nei giorni scorsi, e nei giorni ancora prima. Perché la disabilità non è questione di un giorno. Alla disabilità si deve prestare attenzione tutto l’anno. È un tema che dovrebbe essere al centro dell’agenda politica del governo.
Io la giornata internazionale della disabilità l’ho festeggiata andando da solo a Catania, per dimostrarmi che nonostante la tetraplegia e la carrozzina, posso autodeterminarmi, e darmi una prospettiva di futuro.
Sono andato da solo a Catania perché la disabilità non è necessariamente sinonimo di dipendenza da terzi, che si prendano cura del mio corpo e della mente.

La questione della disabilità è soprattutto un problema culturale. La misura della sua soluzione risiede innanzitutto nella capacità di abbattere quelle barriere interne, che impediscono al soggetto e al sociale di includere realmente.
Il salto culturale non deve essere fatto solo da chi non è disabile.
Anche io, che sono in carrozzina, ho dovuto capire, e superare moltissime paure prima di riuscire a dirmi che la vita è là fuori che mi aspetta. Nessuno me la regalerà. Sono io che devo andare a prenderla. E vi assicuro, nonostante le rotelle è possibile.

Tavola di Luca Enoch

Riprendere la vita, autodeterminarsi non è semplice. A volte ci vuole un briciolo di audacia, altre un po’ di incoscienza. E come ha detto il presidente dell’ordine degli avvocati di Catania:
A volte, pur rimanendo in un contesto di complessiva legittimità, è necessario forzare il sistema giuridico per difendere i propri diritti.
La difesa del diritto passa attraverso azioni dimostrative individuali o collettive.
Si difende il diritto ogni qualvolta prendiamo individualmente la nostra carrozzina e il nostro coraggio e decidiamo di viaggiare in aereo.
Difendiamo il diritto ogni qualvolta si organizza il Disability Pride, perché la disabilità non sia celata, ma sia vissuta allo scoperto e abbia pieno diritto di cittadinanza.
Ma non dimentichiamo un fatto importante.
Favorite l’accessibilità, l’inclusione e la possibilità che le persone con disabilità vivano la propria vita in modo autonomo e indipendente è una scelta economica fondamentale. La persona disabile autonoma è una persona che costa infinitamente meno alla comunità. Perché avrà meno bisogno di assistenza socio sanitaria.
Quindi l’inclusione passa attraverso un’accorta programmazione politica degli interventi.
Quindi, ancora una volta spetta alla politica, alla buona politica, mettere al centro della propria riflessione il tema della disabilità.

Ed ecco perché abbiamo festeggiato il giorno internazionale della disabilità andando a Catania a intervistare gli amministratori della città.
Abbiamo festeggiato questa giornata, proponendo agli amministratori iniziative che abbiano costi irrisori e che promuovano cultura.
Quali? Ecco due esempi.
Primo, istituire un premio cittadino per chi si è distinto maggiormente sui temi della disabilità.
Secondo, lanciare un concorso che coinvolga le scuole di ogni ordine e grado. Invitare gli studenti a produrre lavori, che forniscano una rappresentazione positiva della disabilità. Il lavoro migliore sarebbe premiato con l’apertura di una biblioteca scolastica.
Che cosa ve ne pare?
Pensate che le istituzioni risponderanno?
Ve lo faremo sapere prima delle vacanze estive.
Ad ogni modo: buona giornata della disabilità a tutti.

Gianfranco Falcone – http://viaggi-in-carrozzina.blogautore.espresso.repubblica.it/

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