Giro a vuoto, stornelli per Laura Betti

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Il Teatro Gerolamo di Milano ha voluto omaggiare il ricordo di Laura Betti scomparsa nel 2004, riproponendo lo spettacolo “Giro a vuoto” nel quale la cantante impegnata Elena Pau ed Alessandro Nidi al pianoforte sono stati interpreti raffinati di questo recital di stornelli.

“Giro a Vuoto” andato in scena, nel 1960, in questo stesso teatro con Laura Betti riscuotendo un grande successo tanto da essere messo in scena a Parigi dove confermò di essere apprezzato dalla critica.,Un successo annunciato dal fatto che i più grandi intellettuali dell’epoca avevano scritto per lei.

Uno spettacolo tra sottofondi di musica jazz che scivolano nel genere del cabaret letterario.
Pochi “millennials” sanno chi fosse Laura Betti, nota alle generazioni precedenti soprattutto per il sodalizio artistico e umano che la legò a Pier Paolo Pasolini.
La Betti, questo cognome fu coniato per lei da Luchino Visconti, esordì artisticamente prima come cantante jazz poi come attrice di teatro e di cinema poi, ma fu anche doppiatrice e regista.
Donna poliedrica e fuori dagli schemi caratterizzò con la sua presenza la scena intellettuale ed artistica negli anni ’60 e ’70 fino alla morte di Pasolini e fu tanto istrionica che è difficile da etichettare come tipologia di artista.

In “Giro a vuoto” grazie alla metrica semplice di questi stornelli, che altro non sono che canti popolari, veniamo proiettati nell’Italia degli anni ’60, quella identificata con il miracolo economico e la “dolce vita“, di quando per essere famose bisognava farsi vedere in via Veneto, tirare un bicchiere addosso ad un personaggio del jet set, fare il bagno nelle fontane e fingere di scappare dai paparazzi.

I testi di “Giro a vuoto” sono scritti da intellettuali del calibro di Fabio Mauri, Gino Negri, Camilla Cederna e hanno l’impianto di uno schema compositivo apparentemente semplice a cui, però, corrisponde un significato profondo ed ironico.

Il recital ben si prestava alla funzione del teatro che voleva fare politica e adempiere ad una funzione sociale, vale la pena ricordare che mancavano ancora dieci anni, da quando andò in scena la prima volta, dalla rivoluzione sessuale del 1968 e ancora lontanissimi eravamo dalla possibilità di divorziare ed abortire. Ancora potevi essere arrestata per oltraggio al pudore se vestivi in maniera troppo succinta.

Laura Betti era quella che oggi si sarebbe chiamata influencer e anticipatrice dei tempi di almeno un ventennio per quanto riguarda la libertà sessuale e l’emancipazione femminile seppure ancora molto forte era la dipendenza del successo delle donne dalla possibilità di avere uomini facoltosi ed in vista per poter raggiungere il successo: “non ho stemma ne blasone ma brillanti ed un visone … non ho altra volontà che salir la societàcon un flebile contino son salita di un gradino mi arredò l’appartamento fece lui un ricevimento”.

La voce di Elena Pau ben si presta ad interpretare gli stornelli con impertinente irriverenza.
Convincente l’accompagnamento al pianoforte di Alessandro Nidi di un repertorio che ci arriva da quegli anni.

Adelaide Cacace

Teatro Gerolamo – Milano
8 e 9 febbraio 2020

Giro a vuoto
stornelli per Laura Betti di Pasolini, Flaiano, Fo, Moravia, Arbasino, Mauri, Soldati, Fortini, Parise, Cederna, Bassani
con Elena Pau, canto e voce recitante,
e Alessandro Nidi al pianoforte
costumi e impianto scenico Salvatore Aresu
supporto ai movimenti scenici Simonetta Pusceddu
direzione musicale Alessandro Nidi
regia Marco Parodi
produzione La Fabbrica Illuminata

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