Giro delle Fiandre a van der Poel e tappa del Giro a Hart

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Una giornata come questa non si sarebbe vista senza la pandemia: 104ma edizione del Giro delle Fiandre e 15ma tappa del Giro d’Italia da Rivolto a Piancavallo. Un finale a due nella prima e a tre nella seconda dopo le stilettate dei chilometri precedenti.

Partiamo dalla classica dei muri (quest’anno non c’è stato il mitico Grammont e mancano 24 km dal percorso tradizionale), il Giro delle Fiandre, dove abbiamo dovuto attendere il fotofinish per esser certi che a vincere fosse stato l’olandese Mathieu van der Poel (Alpecin-Fenix) dopo 243,3 km, da Anversa a Oudenaarde, in Belgio. La sua prima vittoria al Fiandre e undicesimo olandese a vincere la Classica Monumento davanti di un nulla al belga Wout Van Aert (Jumbo Visma) e terzo dopo una manciata di secondi il norvegese Alexander Kristoff (UAE  Emirates).
Van der Poel e Van Aert hanno quasi rischiato di farsi prendere dal gruppo che li seguiva. Subito dopo lo striscione dell’ultimo chilometro rallentavano per poi quasi arrestare la pedalata, si sono osservati per lunghi secondi, si sono marcati, alla ricerca dell’attimo che avrebbe fatto la differenza, mentre gli inseguitori correvano a velocità doppia.
Lo sprint finale parte ai trecento metri e lì che nessuno dei due si è risparmiato tanto che c’è voluto il fotofinish.

È sul muro Koppenberg che si è dato il là alle prime linee con Alberto Bettiol (EF Pro Cycling) vincitore lo scorso anno, van der Poel, van Aert e Julian Alaphilippe, che allungava in discesa. Dopo essersi nuovamente ricompattati, sullo Steenbeekdries il campione del mondo, strappava di potenza, van der Poel riusciva a stargli dietro e con qualche secondo van Aert. Il generosissimo Alaphilippe perdeva la corsa a trentacinque chilometri dall’arrivo quando urtava con il bauletto di una moto della giuria ferma sul ciglio della strada finendo per terra. Peccato per Julian.
Nessun italiano tra i primi dieci, Accettabile la gara di Bettiol, deludente la prestazione di Matteo Trentin.

Veniamo alla tappa di montagna del Giro dove il finale ha visto diversi corridori di classifica perdere terreno a cominciare dalla maglia rosa João Almeida (+37”) e poi Rafal Majka (+1’22”), Pello Bilbao (+1’36”), Vincenzo Nibali (+1’36”), Fausto Masnada (+1’38”), Domenico Pozzovivo(+1’54”). Il portoghese ha provato a resistere dopo la bella prova a cronometro di ieri ma ha dovuto cedere; conserva la maglia rosa per 15 secondi.

Il lavoro fatto dagli uomini della Sunweb è stato straordinario tenendo un ritmo asfissiante nel corso dell’ultima salita che portava a Piancavallo (14,5 km al 7,8% e con i primi 10 km intorno al 9% e punte al 14%). Forse proprio questo sforzo alla fine ha consentito all’inglese Tao Geoghegan Hart (Ineos), sostenuto dal grande lavoro fatto dal suo compagno di squadra Rohan Dennis, di avere la meglio allo sprint di Wilco Kelderman (Sunweb) e Jai Hindley (Sunweb).

Durante la salita si sono visti allontanare dai primi man mano molti corridori, l’ultimo a cedere sarà intorno al quinto chilometro proprio Almeyda che erano in pochi (me compreso) a vederlo in quella posizione alla fine della seconda settimana della corsa. Adesso il secondo in classifica è Wilco Kelderman (+15”), terzo è Jai Hindley (Sunweb) a 2’56” che scala sette posizioni, quarto – un secondo dopo – troviamo Tao Geoghegan Hart anche lui salito di sette posizioni dal giorno prima, al quinto posto Pello Bilbao Lopez De Armentia (TBM) che perde due posizioni così come Nibali che è settimo a tre minuti e mezzo di distacco.

Il vincitore di oggi era commosso all’arrivo non solo per la prestazione ma anche per il ricordo di Nicolas Portal ciclista e direttore sportivo della Ineos morto a soli quarantanni per attacco cardiaco lo scorso anno: «voglio dire alla sua famiglia che mi manca moltissimo, nessuno lo può sostituire».

La strada per Milano è ancora lunga per questo insolito Giro e se la Sunweb si dimostrerà solida come oggi sarà difficile non vedere un suo uomo in rosa all’ultimo giorno. Per Nibali e Pozzovivo non si vedono tracce di una condizione che li possa far lottare per la vittoria finale.

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