Giro di Lombardia: Evenepoel in ospedale, Nibali con i crampi e Fuglsang primo

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Il predestinato, il futuro Eddy Mercks come l’hanno definito in patria e alcuni esperti, Remco Evenepoel non ha nulla di irreparabile ma dopo la paurosa caduta che ha caratterizzato la sua prima classica monumento, il Giro di Lombardia, secondo i «primi accertamenti effettuati all’ospedale Sant’Anna di Como ha accusato la frattura del bacino e una contusione al polmone destro. Remco dovrà restare in ospedale per altre 24 ore, poi si inizierà a pensare al suo recupero. Ma la sua stagione, come ha ammesso il suo team manager Patrick Lefevere, “è praticamente finita”» [1]. Un vero peccato non solo per l’incidente ma anche perché avrebbe potuto già dimostrare tutto il suo valore anche in questa storica gara. Era in grande forma e aveva vinto tutte le gare a cui aveva partecipato quest’anno.
Incidente anche al tedesco Maximilian Schachmann della Bora-Hansgrohe che in discesa tamponava un suv privato che si trovava sul percorso, ma si rimetteva in sella e proseguiva.

A vincere la 114esima edizione della classica è stato Jakob Fuglsang dell’Astana che con uno straordinario attacco sul San Fermo è arrivato in solitudine a Como scrollandosi di dosso l’ex rugbista neozelandese George Bennet. Terzo Vaslov, quarto Mollema che Nibali, dopo aver accusato i crampi in una discesa, ha provato a portarlo senza riuscirci, sulla linea del traguardo insieme al vincitore. L’arrivo è stato in perfetta solitudine anche perché non c’era pubblico all’arrivo. E le ordinanze delle amministrazioni non ne hanno voluto nemmeno alla partenza né sul Ghisallo né sul muro di Sormano.
Il via del Giro di Lombardia era stato dato da Bergamo dove, un religioso e commovente silenzio, ricordava le vittime della Covid-19, tante, troppe che hanno martoriato la città e la provincia intera. È stato un giorno triste anche perché si salutava Felice Gimondi, morto il 16 agosto del 2019 e che questa gara aveva vinto due volte (1966 e 1973), con il via dato dalla figlia Norma.

Jakob Fuglsang aveva subito e resistito all’attacco di Bennet al quale non aveva retto Vlasov. Bennet era passato in testa sul Civiglio dove si era già attardato Nibali.
In discesa, dopo il muro “tagliagambe” di Sormano (sono sessant’anni che è stato inserito nel Lombardia), Nibali aveva provato a staccare e, proprio lì, che cadeva Remco Evenepoel forse nel tentativo di tenere il passo impattava ii parapetto e finiva rovinosamente nel boschetto sottostante. Bramati, d.s. della Deceuninck-Quick Step, ha parlato di un volo di sei/otto metri.

Il trentacinquenne danese Jakob Fuglsang è professionista dal 2006 ha vinto lo scorso anno la Liegi-Bastogne-Liegi e il Critérium du Dauphiné dove aveva trionfato anche due anni prima; nel 2016 ha conquistato la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Rio de Janeiro.
Ciro Ardiglione

[1] https://www.gazzetta.it/Ciclismo/Classiche/15-08-2020/giro-lombardia-caduta-evenepoel-cosa-si-fatto-3801190159339.shtml

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